Pescasseroli – L’associazione Rewilding Apennines ha avviato il posizionamento delle prime infrastrutture per la raccolta dell’immondizia progettate specificamente per impedire l’accesso agli animali selvatici, a partire dall’orso bruno marsicano.
Le operazioni si svolgono nel territorio comunale di Pescasseroli, centro che conta circa due mila residenti stabili ma che registra un incremento demografico stagionale significativo, raggiungendo anche le quaranta mila presenze nei mesi estivi.
È stata completata l’installazione dei primi 5 cassonetti a prova di orso, mentre per i prossimi giorni è previsto il collocamento di altri 20 elementi analoghi lungo i punti critici del paese.
Come evidenziato dall’associazione, “i rifiuti abbandonati sono uno degli attori principali nei conflitti uomo-fauna“ e le nuove strutture “rappresentano una strategia preventiva diretta, per proteggere sia gli animali che la comunità locale“.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione diretta tra l’organizzazione non profit e il Comune di Pescasseroli, con il supporto economico fornito da Exodus Adventure Travels e il lavoro sul campo svolto dai volontari.
L’obiettivo primario resta l’eliminazione delle fonti di cibo di origine umana che attraggono la fauna verso i centri abitati, riducendo le occasioni di contatto potenziale e i rischi legati alla confidenza.
I promotori del progetto sottolineano come la riuscita dell’opera dipenda ora dal comportamento quotidiano delle persone che vivono o visitano la zona, ribadendo nella nota: “Ora tocca a noi, cittadini e turisti: usiamoli nel giusto modo e curiamoli“.
La corretta fruizione dei nuovi contenitori diventa così un tassello centrale per mantenere il delicato equilibrio tra le attività umane e la fauna dell’Appennino.




