Pescina dà l’ultimo emozionante saluto al suo Teofilo D’Elia



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Pescina – Si è spento lo scorso 3 dicembre, all’ospedale civile di Avezzano, dopo aver lottato contro una malattia, Teofilo D’Elia ex calciatore del Pescina Calcio a cavallo degli anni ’60 e ’70.

Nato nel 1948, Teofilo era sposato con Domenica e aveva tre figli, Cristian, Anita e Camillo.
Noto per la sua grande simpatia e per la capacità di divertirsi e far divertire in ogni occasione, era amato e stimato da tutti i pescinesi, come testimoniano le tante presenze al suo funerale, tenutosi ieri presso la Chiesa di San Giuseppe di Pescina. Ricordare Teofilo, significa ricordare la generosità, la sua coinvolgente allegria e simpatia, il suo amore per Domenica, i figli, i nipotini e per la vita.

Pescina dà l'ultimo emozionante saluto al suo Teofilo D'Elia

 

La sua più grande passione era il calcio, giocò nei campionati di seconda e terza categoria con la casacca della sua città nel ruolo di terzino sinistro, ancora oggi si ricorda il suo goal da centrocampo nel derby contro il Celano.
Agli inizi di ottobre, proprio Teofilo è stato chiamato a dare il primo tocco al pallone della partita fra Vecchie Glorie del Pescina Calcio, alla quale non ha potuto partecipare per motivi di salute.
Sfegatato tifoso juventino, ha trasmesso l’amore per i bianconeri anche ai figli che, ieri, dopo la cerimonia, lo hanno salutato per l’ultima volta con le note dell’inno della Vecchia Signora che suonava fuori della chiesa. Assistere ad una partita della Juve accanto a Teofilo, era uno spettacolo nello spettacolo tanta era la foga, la rabbia e la felicità con cui la viveva.
Indimenticabile anche il grande amore per la sua Pescina dimostrato dal suo essere sempre in prima fila in occasione delle manifestazioni più importanti; senza dimenticare la sua appartenenza alla Confraternita di San Giuseppe.

<<Il tuo amore ci ha insegnato ad amare, la tua bontà ci ha insegnato il cammino, il tuo dolore ci ha trasmesso la fierezza di vivere. Sempre e per sempre.>> questa la frase scelta dai suoi cari e stampata sul “ricordino” con la sua foto, a testimonianza del grande esempio che Teofilo era, ed è ancora, per la sua famiglia.