Per il Direttore Generale Testa, se la verità danneggia l’immagine della ASL, basta non parlarne, e tutto si risolve…



Avezzano – «Di recente l’azienda è stata esposta, dai media, a livello locale e nazionale, alla diffusione di notizie che hanno causato un grave danno all’immagine e al rapporto di fiducia con gli utenti. Ciò peraltro, in un momento di gravissima emergenza sanitaria quale quello in atto.»

Inizia così una comunicazione interna diramata dalla direzione generale della Asl1, venerdì 11, e indirizzata a tutto il personale. Tre righe che sintetizzano la protervia di un apparato burocratico amministrativo, vittima di un’asimmetria cognitiva che interpreta la realtà secondo lo schema tipico di certi autoritarismi privi di autorità, ma soprattutto, privi di autorevolezza.

Ogni Re nudo, non si avvede della propria mutata condizione fino a quando non arriva qualcuno che lo dice. La sanità marsicana, da tempo fa fatica a funzionare, ma fino a prima che scoppiasse la pandemia, nessuno lo aveva detto in maniera così cruda, come riportato dalle cronache di queste settimane.

«Siamo in guerra!» abbiamo sentito ripetere più volte da sindaci, direttori sanitari e manager della Asl. E in effetti tutto lo stato maggiore della Asl, sta cercando di difendersi dalle accuse di pressapochismo, di incompetenza e di indolenza rispetto a una catastrofe ampiamente annunciata già a marzo.

Per il Direttore Generale, Roberto Testa, la diffusione delle notizie da parte dei media ha causato un grave danno d’immagine alla Asl e al suo rapporto di fiducia con gli utenti. Che cattivoni quelli della stampa che diffondono le notizie. Ma perché questi giornalisti non si dedicano al bricolage o all’ippica! Per la verità, Testa, non contesta la veridicità delle notizie diffuse, lui stigmatizza solo il fatto, bontà sua, che siano state diffuse.

Il Direttore Generale quindi, ammette la ricostruzione dei fatti così come riportati dalla stampa ma lamenta che siano stati raccontati, perché secondo lui, deturpano l’immagine dell’Azienda Sanitaria e incrinano il rapporto di fiducia con gli utenti. Sarà mica che la fiducia, la si conquista salvando vite? Sarà mica che la si conquista accogliendo i pazienti in strutture dotate di servizi e comfort, degni di un paese civile?

Testa intima il silenzio a tutti i dipendenti della Asl, e allora, risponda lui a qualche domanda. Non è forse vero che il pronto soccorso si sia trasformato in un girone dantesco? Non è forse vero che i dannati del Covid fossero sistemati come bagattelle, qua e là, in giacigli di fortuna? È vero o no, che una persona sia morta in corsia mentre un’altra è deceduta all’interno della propria auto, nel parcheggio, mentre era in attesa di essere ricoverata?

È vero o no, che altri siano andati a morire fuori regione, per mancanza di posti? È vero o no, che è stata allestita una tendostruttura per ospitare una quindicina di pazienti, e dopo qualche giorno, è stata evacuata perché inagibile? Esiste o no, uno straccio di documento che dimostri l’esistenza dell’ordine della macchina per processare i tamponi?

È vero o no, ciò che denunciano i sindacati, in merito all’alto numero di ammalati Covid fra il personale sanitario in servizio? Terminerà prima o poi la telenovelas dei famigerati 70 posti letto accreditati presso la clinica Immacolata di Celano dalla quale il personale medico sta fuggendo via? E il nuovo personale che sarebbe stato assunto dopo i concorsi, dov’è?

È vero o no che le inefficienze e i disservizi della sanità marsicana siano stati oggetto delle attenzioni dei media nazionali? La nostra redazione ha tentato di mettersi in contatto col dottor Testa per avere qualche risposta, ma inutilmente.

Allora abbiamo provato a sentire più di qualche rappresentante regionale marsicano, oltre che qualche sindaco, e alla fine, ci ha risposto il dottor Simone Angelosante, consigliere regionale della Lega.

Cosa pensa della circolare interna di Testa, che diffida i dipendenti dal rilasciare dichiarazioni alla stampa?

«No guarda, preferisco non commentare, se non ti dispiace.»

Per la macchina che serviva a processare i tamponi a che punto siamo? Che fine ha fatto?

«Siccome quella che è stata acquistata è ancora bloccata, è stata attivata un’altra procedura d’urgenza per acquistarne un’altra da un altro fornitore.»

Come finirà secondo lei questa vicenda dei posti letto accreditati alla Clinica Immacolata, che però resta senza medici che stanno andando via?

«Io l’ho definita una telenovela. Sono molto amareggiato per questa situazione. Sarebbe stata una bella occasione di respiro per decongestionare l’ospedale di Avezzano, ma anche un’occasione per rilanciare la Clinica, che non è che nell’ultimo periodo stia andando un granché bene.»

Come mai i medici stanno dando forfait?

«Questo bisognerebbe chiederlo a loro.»

Vabbè, lei è un loro collega.

«Io sono in aspettativa di legge, ma nessuno mi vieta di rendermi disponibile a rientrare nei turni, ovviamente in regime di volontariato, non pagato. Io ho dato questa disponibilità alla direzione della casa di cura. Ne ho parlato al dottor Favari proprio ieri, quando mi sono reso conto di questa situazione.»

Invece sulla questione del bavaglio alla stampa non vuole dire nulla?

«Non voglio dire nulla perché le scelte della Asl sono questioni inerenti l’organizzazione interna. In tutte le aziende c’è un codice deontologico che va rispettato, ma non voglio aggiungere altro che possa essere strumentalizzato.»

Però è anche vero che i vertici della Asl sono un’emanazione della politica e quindi la politica ha una responsabilità in tal senso.

«Si però, vede, se avessero fatto qualcosa di illegittimo, saremmo pure potuti intervenire, però, siccome la riservatezza è prevista nei contratti di lavoro, lei capisce che non posso andare a dire a qualcuno di non applicare il contratto.»

Però il Direttore Generale scrive nella circolare che la caduta d’immagine della Asl dipende dalle notizie diffuse, non le pare un po’ curiosa questa cosa?

«Io queste cose non le voglio commentare. Le ribadisco che non posso intervenire politicamente su una vicenda regolata da un contratto di lavoro.»

Un’ultima cosa sulla tendostruttura abbandonata qualche giorno fa. Ma alla fine, serve o no?

«Ieri sono stato in Ospedale e mi pare che quella struttura sia in grado di funzionare. Non mi risultano evacuazioni fatte alla chetichella. Ma non voglio esprimermi oltre, perché non sono a conoscenza dei fatti.»

La ringrazio per la disponibilità a rispondere, e speriamo che questa sanità marsicana abbia una miglior sorte rispetto a quanto abbiamo visto in questi giorni.

«Questo è anche un mio auspicio ed è una cosa sulla quale metterò il mio massimo impegno. Purtroppo, in situazioni di emergenza non si può fare la programmazione salvo rischiare di ottenere risultati diversi da quelli auspicati.»