PATRIMONIO STORICO ARTISTICO DELLA VALLE ROVETO ( Morino )

1. Morino Vecchio. Sulla quota 583 che sovrasta a sud-ovest il corso del Liri, sono i resti di Morino, un castello-recinto medievale a pianta ovoidale su crinale citato dal 1150 e probabilmente sovrapposto sul sito di un precedente centro fortificato italico marso come documentato da tracce murarie ed il ritrovamento di un tesoretto monetale d’età repubblicana. Dell’abitato, abbandonato con il terremoto del 1915, rimangono i resti di due recinzioni murarie risalenti all’età medievale e rinascimentale, dotate di torrioni, torrette-rompitratta “a scudo” (XIII-XIV secolo) e bastioni semicilindrici (XVI secolo). A contatto con le mura sono i palazzi rinascimentali dei Ferrante e, del primo novecento, dei Facchini. I resti delle chiese rinascimentali di S. Rocco (chiesa sepolcrale) e S. Maria Bambina dal conservato campanile a punta triangolare, si dispongono sui limiti longitudinali: ad est la prima, e ad ovest la seconda.

2. Monastero di S. Pietro. Nella frazione morinese Brecciose, nella località S. Pietro, a quota 612, sono i resti del monastero benedettino di S. Pietro di Morino citato come possesso di Montecassino nel 1060-63 e diventata prepositura rovetana nel secolo successivo fino al termine del ‘200. Dal XIV secolo rimase in funzione la sola chiesa, abbandonata nel corso del ‘500. Della struttura monastica “a torre” oblunga, rimangono alti resti caratterizzati da murature in opera incerta medievale con aperture monofore (“arciere”).

3. Vicus italico-romano della località Molino. Alla quota 572 della località “Molino”, lungo la strada fra la Grancia e lo Zompo dello Schioppo, è da situare un vicus italico-romano (III-I secolo a.C.) visti i numerosi affioramenti ceramici, tracce murarie e presenza di tombe di questo periodo.

4. Mulino ad acqua perpetua. Vicino il ponte sul Torrente Schioppo, a quota 572 è il Molino ad acqua perpetua di Morino, visibile nella sua sistemazione di età moderna.

5. Chiesa rupestre e monastero cistercense della Madonna del Cauto. Sopra lo “Zompo dello Schioppo”, a quota 1173, sono i resti della parte absidale della chiesa di S. Maria di Pertuso di cui abbiamo documentazione a partire dal XII secolo. Nel 1181 passò in possesso dei Cistercensi di Casamari che trasformarono il vecchio monastero benedettino in sede di priorato cistercense, da cui dipesero diverse chiese marsicane; il priorato ebbe fine, probabilmente, prima degli inizi del ‘400. Nell’interno sono ora interessanti affreschi del XIII-XIV riferibili raffiguranti santi e scene di vita e del martirio di S. Caterina d’Alessandria.

6. Centro storico di Rendinara. Sulla quota 916 sul versante sud-ovest del Liri è situato il centro storico di Rendinara di cui si ha menzione dal 1150. Il nucleo superiore del paese, posto su uno scoglio roccioso, presenta scarsi resti del primitivo incastellamento a pianta ovaleggiante con resti di un torrione cilindrico. Sul margine superiore posto a valle, (ora Belvedere”)sono i resti del castello sommitale a pianta allungata e puntone terminale; una torre-cintata che caratterizzava il paese a partire dall’XI-XII secolo, successivamente rafforzata da un puntone. Il nome del paese compare già nel 1089 nella cronaca cassinese in relazione alla sua chiesa di S. Lucia, i cui scarsi ruderi ancora si vedono lungo la strada che unisce il centro con Roccavivi.

Testi di Giuseppe Grossi