Operazione All in, poliziotti arrestano poliziotti. E scatta il terzo arresto per Ivo Di Terlizzi



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Avezzano. E’ scattata l’operazione All In e questa volta a finire in carcere è anche un poliziotto. Si tratta di Agostino Fina, di Luco dei Marsi, in servizio a Roma (e non a Carsoli come scritto originariamente). Torna in carcere, per la terza volta, anche Ivo Di Terlizzi, dipendente del Consorzio Acquedottistico Marsicano.

Poliziotti che arrestano poliziotti, perché quando lo Stato c’è non si guarda in faccia a nessuno ed è così che si onora e si rispetta una divisa.

Questa mattina gli agenti della squadra anticrimine del commissariato di Avezzano, diretto dal vice questore aggiunto Paolo Gennaccaro hanno notificato un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip Francesca Proietti su ruchiesta del pm Maurizio Maria Cerrato.

Fina è accusato del reato descritto dall’articolo 319 quater, primo e secondo comma, il cosiddetto traffico di influenze. Nelle carte si legge di come aveva promesso a Danilo Gentile, avezzanese con alle spalle un passato legato alla droga, protezione. O meglio si faceva consegnare del denaro e in cambio prometteva di non “spifferare nulla”, prometteva il suo silenzio, protezione e copertura.

Di Terlizzi, invece, è accusato di aver continuato a spacciare, nonostante fosse ai domiciliari. L’operaio del Cam è già stato arrestato due volte, una volta i poliziotti gli trovarono un ingente quantitativo di droga nascosto nella cameretta del figlio.

Le perquisizioni questa mattina sono state estese nelle abitazioni di una decina di persone.

Danilo Gentile è stato perquisito ma non è destinatario di nessuna misura e non gli è stato trovato nulla. E’ assistito dall’avvocato Crescenzo Presutti.

Le indagini sono andate avanti per mesi, sono state eseguite con intercettazioni telefoniche e ambientali.

Di Terlizzi, difeso dall’avvocato Sandro Gallese e Fina saranno portati in carcere.

L’inchiesta è partita da un episodio in particolare: dall’incendio delle auto che ci fu la notte del 19 gennaio dello scorso anno. Quattro auto date alle fiamme di proprietà della famiglia di Gianluca Carpineta, imprenditore avezzanese. L’imprenditore e la sua famiglia però, si precisa, sono estranei all’operazione di polizia che è scaturita successivamente con le indagini.

I nomi di tutti gli indagati: Marco Penta, originario di Avellino classe 1989, Marco Aceto di Teramo classe 1975, Robertino Pisotta originario di Ortucchio 1969, Osvaldo Di Rocco classe 1979, Daniele Piccioni classe 1976, Gabriele Ciulli classe 1985, Cesidio Della Torre, Francesco Fusarelli, avezzanese del 1976, già arrestato in flagranza di reato per il reato di spaccio di stupefacenti, difeso dall’avvocato Roberto Verdecchia, Antonio Bardini di Sassari del 1978, Giampaolo Rocchi, avezzanese del 1979, dipendente della scav nota azienda di trasporti di Avezzano.

 

La nota diffusa alla stampa dalla Questura di L’Aquila

Avezzano: eseguite 8 misure cautelari per spaccio di sostanze stupefacenti e concussione.

Questa mattina il Commissariato di P.S. di Avezzano ha eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare (2 in carcere, 2 agli arresti domiciliari Robertino Pisotta e Gabriele Ciulli, 1 divieto di dimora ad Avezzano e 3 obblighi di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria), 7 delle quali per spaccio di sostanze stupefacenti ed 1 per concussione, nei confronti di persone alcune delle quali locali ed altri residenti fuori provincia.

L’indagine che ha portato all’odierna operazione è scaturita dagli accertamenti relativi ad un rogo doloso che ha coinvolto, alla fine del 2015, quattro autovetture di un noto imprenditore avezzanese, rimasto poi completamente estraneo ai fatti oggetto dell’odierna operazione.

L’articolata attività, condotta con operazioni tecniche combinate a metodologie di investigazione tradizionali, ha permesso di fare emergere una rete di spaccio di sostanze stupefacenti coinvolgente numerose persone residenti nella Marsica con ramificazioni anche nel Capoluogo e nel teramano.

Il personale della Squadra Anticrimine del Commissariato di P.S. di Avezzano ha infatti dovuto, per alcuni mesi, investigare senza sosta al fine di cristallizzare le posizioni degli indagati che, con diversi livelli di coinvolgimento e con differenti compiti, si approvvigionavano al di fuori dell’Abruzzo di ingenti quantitativi di varie tipologie di sostanze stupefacenti, che venivano poi riversati sul mercato locale per rifornire gli assuntori della cosiddetta “Avezzano bene”.

Numerosi sono stati i riscontri effettuati, anche mediante appostamenti e pedinamenti dei vari pusher, che hanno portato al sequestro di rilevanti quantità di hashish e cocaina ed all’individuazione dei componenti della rete di spaccio, uno dei quali è risultato talmente determinato da continuare ad effettuare le cessioni nonostante fosse sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Nelle maglie dell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avezzano, è finito anche un appartenente alla Polizia di Stato in servizio a Roma, anche lui colpito da misura cautelare. Al poliziotto è stata contestata esclusivamente la concussione per essersi fatto consegnare somme di denaro da un pregiudicato in cambio di una millantata “protezione”.

L’operazione odierna, che ha comportato l’esecuzione anche di numerose perquisizioni locali, è stata svolta in collaborazione con le  Squadre Mobili di L’Aquila, Roma, Pescara e Teramo e con l’ausilio di unità cinofile della Polizia di Stato provenienti da Ancona.

 




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