domenica, 11 , Aprile
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Omaggio a Ninetta Taccone Esposito

Omaggiando Ninetta Taccone Esposito, scomparsa improvvisamente per un malore la notte di Natale, ricorderò di lei la sensibile premura verso la “Critica onesta” parafrasando Umberto Saba, del suo consorte, noto scrittore e critico letterario.
Del Professore Vittoriano Esposito, infatti, condivideva non solo la visione “Siloniana” della vita, l’interesse verso la scrittura e la promozione della letteratura locale ma soprattutto l’amore per la parola “Bella”.
Nei vari circoli letterari marsicani, durante i recital sia nelle piazze che nelle stanze istituzionali, declamava le poesie e i racconti della “Nostra Terra” con passione sempre nuova dando un’innegabile contributo all’innalzamento culturale della Marsica. Affiancando nei laboriosi pomeriggi la fatica del suo Vittoriano nella stesura delle “sudate carte “, come soleva dire l’editore Patrizio Graziani, Ninetta lo sosteneva semplicemente, più che con le parole, coi prolungati silenzi. Tuttavia se coinvolta con qualche richiesta di giudizio non mancava di dare il suo personale contributo proponendo interessanti punti di osservazione ed interpretazione dei vari testi letterari. A ragione un antico proverbio recita che: ”Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” che con piccoli gesti quotidiani si prende cura sia delle necessità materiali che spirituali del consorte. Solo in un dialogo vero è possibile prendere coscienza delle nostre parti in ombra. Ninetta, era per una conversazione autentica, leale e trasparente.

Certo rappresenta un tipo di donna non ancora sconvolta dalla velocità dei nostri giorni tecnologici e quindi capace di liberare degli spazi di tempo da dedicare alla qualità della vita e delle relazioni sociali. Ho avuto modo di conoscerla nel lontano 1990, gentilmente ospitata nella sua abitazione in via “Dei Tulipani” ad Avezzano, per avere un giudizio critico del Professore Esposito sul mio primo libro.
Da quel momento la nostra amicizia si è consolidata e aperta ad un cenacolo di letterati tra i quali docenti universitari Emerico Jachery, Liliana Biondi e Francesco Di Gregorio, poeti Romolo Liberale e Walter Cianciusi, e molti altri anch’essi, pur se qui non nominati, di riconosciuto valore. Ninetta nei nostri incontri era sempre pronta ad aprire non solo la porta di casa ma il suo cuore e la sua mente. Nel suo interesse all’arte, alla poesia e alla narrazione ha sempre condiviso con Vittoriano, la capacità di cogliere la differenza tra erudizione e cultura.
Perché, se l’erudizione è un superficiale appello salottiero, solo la cultura serve per una sana trasformazione in senso migliorativo sia dell’individuo che della società.
In ultima analisi si può concludere riconoscendo a Ninetta il merito di aver contribuito alla conoscenza del vasto e complesso mondo della letteratura non solo marsicana ma abruzzese.
Un abbraccio particolare ai suoi familiari solo per dire che gli affetti veri restano sempre dentro di noi immutati e luminosi.

     Maria Assunta Oddi

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