t1

Comune di Celano

t2

Penultime note di letteratura abruzzese

Avvertenza
Credevo francamente che, con l’avanzare degli anni, avrei chiuso – prima o poi – i miei conti con la letteratura regionale, per dedicarmi totalmente agli studi di letteratura italiana e straniera che, com’e ovvio, consentono di muoversi idealmente in più ampie prospettive e lasciano intravedere traguardi più ambiti, ritenuti comunemente degni di maggior apprezzamento. Ma ormai il mio destino e segnato per sempre: faro fino in fondo il mio dovere di osservatore attento e di sereno interprete delle vicende artistico-culturali della nostra regione, senza comunque rinunciare ad occuparmi di ciò che avviene in Italia e nel mondo. Ho sempre inteso, nel mio piccolo, l’esercizio della cultura come impegno morale e addirittura, fin dove possibile, come servizio sociale.

Per questo credo si possa amarla e praticarla dignitosamente anche restando nel ”cantuccio” del luogo natio, se e vero, come penso, che i problemi del bene e del male, come quello del bello, non hanno confini, ne di spazio ne di tempo, poiché sono perennemente umani, nelle piccole non meno che nelle grandi realtà. Per quel che riguarda la struttura del presente lavoro, sarà opportuno ripetere quanto gia detto nelle Avvertenze alle Note raccolte nei precedenti volumi: anche qui ho riunito, per non rischiare che andassero dispersi, numerosi scritti di vario interesse, apparsi sulla stampa periodica in Abruzzo e fuori negli ultimi anni.

L’ordinamento segue, sia pure in modo flessibile, un criterio personale ispirato alle ragioni tematiche dominanti nelle singole sezioni. Nel complesso, si tratta d’un materiale eterogeneo, e vero, ma indubbiamente utile da consultare per una storia organica della letteratura abruzzese. Rispetto alle precedenti pubblicazioni, questa volta il lettore troverà una novità: in ogni sezione, eccetto la prima, gli autori sono disposti in ordine prevalentemente alfabetico. Una giustificazione, infine, per il titolo di copertina: Penultime note vuol dire semplicemente che le Ultime attendono ancora d’essere scritte, tempo e salute permettendo. E’ una speranza, ovviamente, e insieme un auspicio.

Questioni siloniane (vecchie e nuove)

Ai dirigenti e collaboratori
– di ieri, di oggi, di domani –
del ”Centro Studi” di Pescina,
sicuro valido baluardo
a sostegno e difesa dell’Umanesimo siloniano

Sfogliando la sterminata bibliografia attualmente disponibile, c’e da stupirsi, e non solo da rammaricarsi, del fatto che esistono ancora delle interpretazioni molto diffuse, avvertibili anche in testi autorevoli adottati nelle Scuole superiori e nelle Università, che tendono a far passare Silone come uno scrittore mosso solo da istanze politico-sociali, sulla linea del verismo ottocentesco, oppure un rigido e freddo moralista dall’impegno etico-religioso, con i paraocchi della borghesia occidentale. Interpretazioni riduttive, a mio parere, che non corrispondono a verità in quanto non tengono affatto conto del messaggio ”rivoluzionario”, sul piano dei valori e non delle teorie, che Ignazio Silone ci ha lasciato, all’insegna del binomio inscindibile di giustizia e liberta.

Vittoriano Esposito

Petronilla Paolini Massimi, la vita (2004);
Petronilla Paolini Massimi le rime (2004);
Memmo Pinori, tutte le poesie (Centro Studi Marsicani “Ugo Maria Palalnza”) 2004;
Frammenti di vita e di pensiero, (Centro Studi I. Silone di Pescina) maggio 2005;
Itinerario di Anna Ventura, antologia di appunti e studi critici
(Centro Studi Marsicani “Ugo Maria Palanza” maggio 2005.

avezzano t2

t4

Nuove opere

t3

avezzano t4

t5