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Comune di Avezzano

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(1)-Il forno di Zefferino è magistralmente descritto a pag .15 e seguenti del libro di Armando Palanza “Avezzano dei tempi andati “ – Editrice Della Torre – Roma -1967. Cambise Zefferino, proprietario e gestore del più rinomato forno a legna di Avezzano – posto in uno stretto vicolo che conduceva da Corso Umberto I a Piazzetta delle Monache (più tardi ribattezzata Largo Società Operaia) – era nato ad Avezzano nel 1867 e vi morì il giorno del terremoto: era sposato con Fiasca Chiara, sua aiutante, che gli sopravvisse.

(2)-Peppine je Balie era il banditore ufficiale del Comune: di questo personaggio si parla a pag.37 di A.Palanza – op.cit.: egli, come si usava allora in tutti i paesi, dopo aver suonato per due o tre volte una trombetta od altro strumento musicale di facile uso, annunziava a voce alta alla popolazione le decisioni del sindaco, della giunta o del consiglio oppure dava notizia di fatti che comunque potessero interessare il pubblico. Di tale usanza si parla anche a pag.123 e seg. del libro di Giuseppe Pennazza “I racconti di Angizia” – Editore Carlo Maggi-Avezzano-1922. Peppine je Balie era in realtà il nomignolo attribuito a tale Fontana Giuseppe nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1843, figlio del gabelliere Andrea, guardia municipale, abitante in Vico Di Renzo n°19 della vecchia Avezzano. Morì il 20.7.1914.

(3)-Tratto dall’ordinanza in data 1.1.1907 di Francesco Amorosi, sindaco di Avezzano dal 5.8.1905 al 28.9.1909.

(4)-Franceschine La Cornacchietta era il nomignolo attribuito a tale Gallese Francesco nato ad Avezzano il 4.7.1872 e morto all’Aquila il 21.2.1952; esercitava il mestiere di attacchino. Durante le feste patronali di S.Rocco,di cui fu anche sagrestano,sin dal periodo pre-terremoto era addetto al ballo della “pupazza”. Di questo personaggio si parla a pag.26 di A.Palanza – op.cit. e nella poesia di Antonio Pitoni “Je cinquantenarie” riportata a pag.39 dell’antologia del dialetto avezzanese “La Bocaletta”di Giovanbattista Pitoni – Edizioni Della Torre – Roma – 1966.

(5)-Don Camillo Pentoli, parroco di S.Rocco, perì sotto le macerie del terremoto all’età di 47 anni. Se ne parla a pag.68 di A.Palanza – op.cit. –

(6)-Di questo avvenimento, realmente accaduto ed ampiamente riportato nelle cronache dei periodici locali dell’epoca, si parla ampiamente a pag.61 e seguenti di A.Palanza – op.cit. –

(7)-Figlio di Nicola e della gentildonna Mattei Chiara(appartenente ad altra nobile famiglia avezzanese) Agostino Iatosti fu Priore della Confraternita di S.Rocco: era nato ad Avezzano nel 1870, morì nella Via Ciuffelli (oggi Via Crispi)della risorta città il 21.6.1922.

(8)-Tratto dal dialogo, riportato nel numero di maggio del 1908 del periodico “Il Velino”, tra il calzolaio-filosofo Antonio Persisto ed un certo Cesarone, famiglio di casa Pignatella; il colloquio, secondo quanto racconta a pag.42 e seguenti A.Palanza – op.cit., avvenne sotto l’abitazione del notaio D’Amico sita in Piazza Castello.

(9)-Di tali personaggi si parla sopratutto a pag.68 di A.Palanza – op.cit. – Di Don Camillo Pentoli già si è detto nella nota (5). Don Gervasio era un sacerdote che, durante i soli giorni festivi, officiava la S.Messa presso la Chiesetta delle Monache sita in Largo Società Operaia: detto edificio religioso perse la sua importanza quando, nel 1910,l’attiguo convento di clausura fu abbandonato dalla suore. Don Gervasio era il confessore di Anatolia, l’avvisatrice del forno di Zefferino.

(10)-Divertente episodio riportato a pag.8 e seguenti di A.Palanza – op.cit. – Rampa Sergio Ireneo, appartenente ad antichissima famiglia di Avezzano d’origine spagnola, nacque il 2.12.1816 nella nostra città e vi mori il Fu nominato Capo della locale Guardia Nazionale, una forza sorta per combattere il brigantaggio: era uomo autoritario ma, nello stesso tempo, dotato di notevole humor.

(11)-Il “fattaccio” è riferito a pag.24 e 25 di A.Palanza-op.cit. –

(12)-Don Fedele De Bernardinis, chimico farmacista, era proprietario e gestore di una farmacia posta nella centralissima Piazza San Bartolomeo, sulla destra uscendo dalla chiesa, al piano terra del Palazzo Marimpietri che era anche sede della Sottoprefettura. Tale farmacia, aperta sin dal 1874,era – come riferisce Antonio Falcone a pag.47 di “Fiori di carta” – Pescara 1970 – un ritrovo di cacciatori poiché egli stesso, il nostro Don Fedele, era un accanito seguace di Diana. Il popolare Don Fedele fu per vari anni anche Presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Avezzano.

(13)-Aspreno Seritti, contadino, cacciatore, nato ad Avezzano e morto, all’età di 81 anni, il 26.12.1931.

(14)-Ziriona, nomignolo attribuito a tale Michetti Giacinta nata ad Avezzano il 22.9.1876 e morta il 16.12.1967.

(15)-Giobbe, nomignolo attribuito alla guardia municipale Pennazza Antonio, nato nel 1873 ad Avezzano e morto il 13.1.1915.

(16)-Nicola Gallese, sindaco di Avezzano dal 26.11.1910 al 23.3.1914. Menzionato ampiamente a pag.35 e seguenti di A.Palanza – op.cit. –

(17)-‘Ncalecasergi, è bene precisare, è nomignolo attribuito a persona veramente esistita che, però, fu estranea al fatto che viene riferito a pag.16 – A.Palanza – op.cit. –

(18)-Tale rimedio è descritto a pag.125 del Vol.V – Antonio De Nino – “Malattie e rimedi negli Usi e Costumi Abruzzesi” – Firenze 1891.(Mal di gola).

(19)-Vedi pag.14,31 e seguenti di A.Palanza – op.cit. –

(20)-Rimedio descritto a pag.11 e seguenti del vol.V – A.De Nino – op. cit. (febbre).

(21)-La leggenda viene riportata a pag.58 – Giuseppe Pennazza – op.cit. –

(22)-Rimedio descritto a pag.78 – Antonio De Nino – op.cit.(tigna).

(23)-Altro rimedio per la tigna, descritto sempre a pag.78 – Antonio De Nino – op.cit. –

(24)-Canzoncina d’origine, di provenienza e d’autore sconosciuti, nota in più parti d’Abruzzo sin dal secolo scorso e tramandata oralmente sino ai giorni nostri. E’ riportata a pag.79 – A.De Nino – op.cit..

(25)-Il rimedio per la lombaggine è descritto a pag.85 e seguenti di Gennaro Finamore – “Tradizioni popolari abruzzesi”(Curiosità popolari tradizionali) – Vol. XIII – Palermo 1885-1899. Tale volume è stato ristampato da Adelmo Polla Editore – Cerchio 1995.

(26)-Tratto dal Regolamento 22.4.1906 N°138, dal Regolamento 16.12.1897 N°54 e dal Regolamento 8.1.1905 N°24 del Comune di Avezzano, richiamati dalla nota n°4181 del 3.6.1906 del Sottoprefetto di Avezzano indirizzata al Sindaco Francesco Amorosi. Vedi anche A.Palanza – op.cit. – pag.50.

(27)-La Piazza Umberto I viene descritta in modo efficace da A.Palanza – op.cit. – pag.47 e seguenti.

(28)-Trattasi di certo Ferrari Gaetano(di Cassio e di Cocco Rosaria), nato nel 1868 a Lama dei Peligni e morto ad Avezzano l’1.11.1925, presso la sua baracca posta in Via Pace(l’odierna Via Mazzini). Il padre, Cassio, trasferitosi ad Avezzano intorno al 1880, era un impiegato e gli impiegati, per i tempi che correvano, erano annoverati tra i notabili del paese ed il loro nome, quindi, veniva preceduto dal “Don” in segno di rispetto. Per indicare che Gaetanuccio era il figlio di Don Cassio, si diceva “Gaetanucce de Don Cassie”: successivamente, come spesso accade, caduto il “de” rimase “Gaetanucce Don Cassie”. Ferrari Cassio, impiegato presso l’Amministrazione del Principe Torlonia o forse nella costruzione della ferrovia Roma – Sulmona ( che fu inaugurata nel 1888), morì qualche mese prima che l’importante arteria venisse inaugurata. Gaetanuccio non era sposato, i suoi numerosi fratelli erano tutti morti in tenera età e viveva con la sua matrigna Rosaria che perì sotto le macerie del terremoto. Erroneamente Cocco Rosaria viene indicata, nei registri di anagrafe del Comune di Avezzano, come la madre di Gaetanucce: trattasi di mero errore di trascrizione poiché erano tutti provenienti dalla provincia di Chieti ed i loro atti di nascita non sono inseriti nei registri del Comune di Avezzano.

Di Gaetanucce si parla alle pag.36 e 42 di A.Palanza – op.cit. –

(29)-Della banda di Emidio Castrucci si parla sia a pag.49 di A.Palanza – op.cit. e sia anche nella poesia di A.Pitoni “Je cinquantenarie” inserita a pag.39 dell’antologia “La Bocaletta” di Giovanbattista Pitoni – Editrice Della Torre – Roma 1966. Di tale rinomata banda musicale si parla anche nel libro di Giovanni Pagani “Avezzano e la sua storia” – 1968 – Tipografia dell’Abbazia di Casamari(Fr).

(30)-Poesia di Antonio Baldetti pubblicata a pag.1 del n°4 del “Corriere della Marsica” del 27-28 giugno 1908, rinvenuto presso la Biblioteca Provinciale “Melchiorre Delfico” di Teramo. Malgrado i reiterati tentativi, non è stato possibile trovare traccia del Baldetti presso i registri dei nati e dei morti dell’anagrafe del Comune di Avezzano: trattasi, evidentemente, di persona che non è nata ne morta ma, solo per qualche tempo, residente nella città di Avezzano.

(31)-Tratta dal manifesto in data aprile 1908 fatto affiggere dal Comitato delle Feste per l’inaugurazione della luce elettrica e di Maria SS.di Pietraquaria.

(32)-Fatto riferito da A.Palanza – op.cit..- pag.36.

(33)-Racconto riportato a pag.38 – A:Palanza – op.cit. –

(34)-Vedi pagine 14 e 30 – A.Palanza – op.cit. –

(35)-Vedi pag.32 e seguenti – A.Palanza – op.cit. –

(36)-Raccontato da A.Palanza – op.cit. – pag.47.

(37)-La poesia viene ricordata dall’ing.Tommaso Orlandi al quale è stata tramandata oralmente dal padre.

Il componimento viene in parte ricordato anche da Ettore Seritti (nipote di Aspreno) e da Francesco Pascale. 

Giovambattista Pitoni 

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Note - Je furne de Zafferine

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