Comune di Oricola

Tra i presenti nell’assemblea dell’università di Oricola, 21 marzo 1672, apparisce Francesco Nitoglia, il quale in quell’epoca non risulta qui proprietario, perchè in precedenza residente altrove. Successivamente, nell’adunanza 8 luglio 1673, vi si nota intervenuto insieme a Gennaro, forse di lui fratello. Questa famiglia è originaria da Aragona. Passata in Sicilia, a seguito del re Pietro III, il Grande, si diramò nel Napolitano e poi negli Abruzzi.
Nel 1721 trovo tra i maggiori censiti, il dottor fisico Simone Nitoglia, figlio dell’accennato Francesco e nipote del nobile dottore Francesco Saverio De Vecchi, giusta risulta dalla deliberazione del consiglio dell’universitá di Oricola, in data 19 gennaio 1708.

Questo Simone, che fu un eccelso professionista dell’epoca, ebbe la fortuna di essere medico curante della casa regnante in Prussia. Egli aveva sposato in prime nozze Celidonia Galli, da cui ebbe il figlio Francesco, uomo colto e molto per bene, che ricoprì l’ambita carica di camerlengo, dal 16 gennaio 1746 al 1 novembre 1760, la cui famiglia rimase estinta. Successivamente l’accennato dottore, rimasto vedovo, contrasse matrimonio con Porzia Verzetti di Piglio, da cui ebbe parecchie figlie e i due figli Pietro e Giuseppe, il quale ultimo come sacerdote, si trova investito di un beneficio ecclesiastico in Oricola, nel 1742.
Il legato Verzetti, che costituiva la copiscua dote della cennata signora, fu fomite di molte cause tra gli eredi Nitoglia, e tra questi e i vari detentori delle relative proprietà, site nel mandamento di Subiaco.

Da Pietro nacque Pasquale, che coniugato a Bernardina Lucidi, ebbe i figli Costantino, Giovanni, Giuseppe, Lucantonio, e Pietro. Da quest’ultimo nacquero Vittoria e Maddalena, rispettivamente maritate a Vincenzo e Francesco Minati; Giuseppe, mori di morte violenta, senza lasciar prole; Giovanni non ebbe famiglia; Lucantonio fu sacerdote e fu investito di un beneficio ecclesiastico in Oricola, e Costantino, coniugato a Domenica Basile, procreò Pasquale.

Questi contrasse matrimonio con Mariafelice Sciò, di Pereto, dalla quale unione nacquero Simone, Carlo e Giovanni, che andarono a formare famiglie distinte, i cui componenti sono ottime persone e provetti agricoltori.
Con Simone Nitoglia fu Pasquale, morto il 2 aprile 1897, la famiglia venne a raggiungere la sua maggiore agiatezza.

I suoi quattro figli attualmente sono i maggiori censiti del paese, e cioè Costantino e Alberto, che accudiscono alla gestione del loro rispettivo patrimonio; don Antonio, che laureato in teologia e in diritto canonico, è investito di un beneficio in Tagliacozzo; e il dottor cav. Curzio, che gestisce la sua proprietà e che, laureato in scienze agrarie, ha dato qui incremento di lavoro, con la edificazione di fornaci di laterizi nei pressi della stazione ferroviaria. Dari Angelo, che ormai può considerarsi nostro compaesano, da oltre un ventennio, è preposto come insegnante alla educazione e istruzione dei bambini, che rappresentano le speranze di Oricola.

Scoppiata l’immane guerra europea, egli partì volontario negli alpini e raggiunse il grado di capitano. Tornato in residenza, si coniugò con la signorina Giovanna Nitoglia e ora è nostro emerito podestà, centurione e comandante politico nel Mandamento. Altro ramo dei Nitoglia, proveniente da Rocca di Botle è, da oltre un secolo, qui residente e faceva capo a Vincenzo, padre di Antonio e Angelo.

Da Antonio, nacque Clemente e da questi Antonio, genitore degli attuali Pasquale, Arturo, Giuseppe, Clemente, Alessio e Gino, dei quali gli ultimi due, hanno intrapresa la carriera nei reali carabinieri; gli altri sono piccoli proprietari agricoltori. Angelo ebbe due figli, Vincenzo e Feliciantonio: i discendenti di Vincenzo, emigrarono da tempo in agro di Roma; i figli di Feliciantonio, nelle persone di Sante e Benedetto, sono operosi contadini.
Testi a cura del prof. Achille Laurenti  

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Nitoglia e Dari
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