Comune di Collelongo

Testi dell’avvocato Walter Cianciusi maggiori info autore
Immagine tratta dal libro ” Museo della civiltà contadina e del lavoro “La presente pubblicazione nasce da una illuminata idea del Sindaco Dott. Nicola Pisegna Orlando condivisa dalla Giunta e, credo, dalla intera attuale Amministrazione Comunale – di raccogliere in volume le notizie ancora disponibili su oggetti della tradizione popolare collelonghese gia ordinati a Mostra nella esposizione permanente realizzata nel Centro storico del Comune di Collelongo: mostra nella quale gli oggetti (ormai veri e propri cimeli) sono stati contrassegnati con sommaria didascalia.

E mi e stato conferito L’incarico di redigere tale illustrazione ed ho adempiuto cosi come vedete e leggete: un modo che, pero, se congruo allo scopo della documentazione, non lo e per altri fini. Infatti, gli oggetti inventariati non costituiscono tutto il materiale della rassegna che si potrebbe compiere e il materiale e stato inventariato per temi solo per proporre un preliminare criterio di classificazione. Ne deriva che questa che qui si presenta e una specie di ouverture sull’argomento, che merita ampie espansioni in larghezza e profondità, anche attraverso monografie tematiche, che potranno vedere la luce anche a fascicoli sciolti nei prossimi anni, se persisterà il lodevole interessamento degli Amministratori e dei Dirigenti della Mostra. Ho dato, dei singoli oggetti, il nome dialettale, che e quello vero, raramente riscontrato omologo in lingua, ma spesso omologo a vocaboli riportati nel prezioso D.A.M. (Dizionario Abruzzese Molisano) di Ernesto Giammarco, proprio a dimostrazione della autenticità del nome dialettale locale. Proprio con il D.A.M. ho istituito e costruito il confronto e con L’italiano del Dizionario Garzanti (D.G. in sigla) per la spiegazione necessaria a chi non conosca il dialetto.

Immagine tratta dal libro ” Museo della civiltà contadina e del lavoro “E’ anche possibile una approfondita indagine semantica, che pero svierebbe dal proposito a base di questo lavoro.Gia la illustrazione dei singoli oggetti consente di intravedere quello che potrebbe valere in un’opera più ampia: attraverso le singole trattazioni ricostruire e mostrare la vita e le opere, il mondo e la cultura delle generazioni che ci hanno preceduto, anche per un motivato (o ”più” motivato) attaccamento al nostro paese, per il rispetto (o ”maggiore” rispetto) degli uomini, delle cose e dell’ambiente nostri e per una più consapevole programmazione del progresso della nostra civiltà attuale, convinti che -come scrisse B. Croce – ”noi siamo il prodotto del passato e viviamo immersi nel passato, che tutt’intorno ci preme”.

Immagine tratta dal libro ” Museo della civiltà contadina e del lavoro “Sigle:

D.A.M. ”E. Giammarco Dizionario Abruzzese Molisano Ed. dell’Ateneo – Roma, 1968-197g Voll, 4
L.E.A. = E. Giammarco Lessico Etmologico Abruzzese
Ed. dell’Ateneo – Roma, 1986 D,G. Dizionario Garzanti della Lingua Italiana XII EGI., 1974
G.M.I.L. = Du Cange: Glossarium Mediae et Infimae Latinitatis Anastatica Forni, Bologna, 1971 della Ed. 1678

Nota linguistica.

Nelle parole dialettali, scritte in grassetto nei titoli ed in corsivo all’interno del testo, ho posto sulle vocali L’accento tonico quando si tratta di proparossitoni e L’accento fonico sulla E e sulla 0 per segnalare il suono aperto o chiuso della vocale. La regola fondamentale e che la E non accentata è ”muta”, cioè ha un suono sordo (ma non inesistente) come quello della E non accentata della lingua francese.

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Museo della civiltà contadina e del lavoro

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