San Benedetto dei Marsi – La Corte d’Assise d’Appello di Perugia ha pronunciato una sentenza di assoluzione nei confronti di Fabio Sante Mostacci e Mirko Caniglia, imputati nel procedimento relativo alla morte di Collinzio D’Orazio, con la formula “perché il fatto non sussiste”. La decisione rappresenta l’esito del nuovo giudizio disposto dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione, che nel maggio scorso aveva annullato con rinvio le precedenti condanne a tre anni di reclusione inflitte ai due imputati sia in primo grado sia in appello.
Mostacci e Caniglia erano stati ritenuti responsabili di aver lasciato D’Orazio, in evidente stato confusionale, in una zona isolata e impervia, esponendolo a condizioni ambientali che si sarebbero rivelate fatali. L’uomo era scomparso il 1° febbraio 2019 e il suo corpo fu rinvenuto circa tre settimane dopo nel fiume Giovenco, nel territorio comunale di San Benedetto dei Marsi. Con la sentenza pronunciata a Perugia, però, la Corte ha escluso la sussistenza del fatto contestato, ribaltando definitivamente l’impianto accusatorio.
Soddisfazione è stata espressa dai difensori, gli avvocati Mario Flammini e Franco Colucci, che hanno parlato di una decisione “che restituisce finalmente tranquillità e dignità a due ragazzi che per anni sono stati esposti a un giudizio pesante, subendo continui attacchi. Una sentenza che, secondo i legali, “pone fine a una lunga e dolorosa esposizione mediatica e giudiziaria, riconoscendo l’assenza di responsabilità penali”. La famiglia di Collinzio D’Orazio, costituitasi parte civile nel procedimento, è assistita dall’avvocato Stefano Guanciale.









