Miracoli operati sulla Tomba del Santo

Testi di Emilio Martorelli maggiori info autore
Il Febonio, basandosi sii un manoscritto del Signino, completato da un canonico della cattedrale e riportato dall’Ughelli nella sua ‘Italia Sacra, narra molti miracoli operati da, Dio sulla tomba di’ San Berardo. Un giorno una folla di Lecce dei Marsí accompagnò alla tomba del Santo una cieca, poiché le porte della Chiesa erano chiuse per evitare il formarsi dei pettegolezzi intorno al Santo, la folla fece tante insistenze che il Preposto Stefano, mosso a pietà della donna cieca, apri le porte.

Entrati i pellegrini, ad alta voce incominciarono ad invocare la guarigione; la stessa cieca, inginocchiata sulla tomba del Santo, con fede e devozione chiedeva di vederci. Non aveva finito di pregare che incominciò a vederci. Le suppliche si mutarono subito in preghiere di ringraziamento e di lode. La notizia del miracolo si sparse ovunque, tanto che gli stessi monasteri vicini di San Benedetto e di Santo Anastasio si sentirono in dovere di recarsi in pellegrinaggio alla tomba del Santo.

I prodigi si moltiplicarono rapidamente pellegrini dei più svariati paesi ricevevano guarigioni e grazie: fu guarito un zoppo di Lecce; un cieco di Carsoli e una cieca di Castel di Ieri ricevettero la vista; una donna ed una fanciulla di Celano ed una giovanetta di Scurcola, tutte storpie. furono sanate; una donna di Carce. zona tra Scurcola e Magliano, ricevette la guarigione delle gambe malate; un uomo di Opi ed una donna di Pescasseroli, tutti e due ossessionati, furono liberati da Satana; un uomo di Trasacco. malato da tanto tempo, fu avvertito in sogno da un suo parente Sacerdote morto da anni, li recarsi sulla tomba di San Berardo per essere guarito. Questi, eseguito il consiglio del defunto, ricevette subito la guarigione.

La città di Pescina attribuisce al Santo la liberazione dal colera asiatico del 1855. A Pescina inoltre anche oggi con fiducia si suona la campana di San Berardo quando imperversa la grandine. Si parla di prodigi operati non solo nella Marsica, ma anche nei paesi de L’Aquila. di Rocca Randisi, di Balsorano, di Ceprano, di Vittorito, di Civita di Penne e di altri paesi, che tralascio per brevità, e perché sono convinto che il Santo Vescovo, che tanto bene operò in vita per i suoi fratelli, non poteva e non può fare a meno di continuare dal cielo a proteggere e beneficare i fratelli che a lui ricorrono con fede.