Mazzarino ( edizioni dell’Urbe )

Giulio Raimondo Mazzarino è un nome divenuto familiare, nella regione dei Marsi, alle persone colte ed alle meno colte e fin agli strati popolari, per le iniziative, tanto favorevolmente accolte, che un Comitato d’amicizia italo francese ha promosso in questi ultimi anni proprio nel nome del Mazzarino che, nato nella nostra contrada, destino ed ingegno vollero che tanto contribuisse a gettare le basi dell’egemonia francese in Europa nei secoli XVII e XVIII.
Pescina, la città della Marsica che si vanta d’aver dato i natali al Mazzarino, oggi accoglie, nel suo nome, una casa dell’amicizia italo-francese ed un museo che ospita una documentazione veramente notevole. Questa è la circostanza che spiega anche l’interesse che alcuni dei nostri «innamorati della storia» volgono al personaggio Mazzarino, il quale, ad altro livello ed in altro luogo, non può non godere d’una bibliografia ricchissima, che qui sarebbe eccessivo citare.

Alcuni nomi di saggisti mazzariniani, del resto, il lettore certamente incontrerà nella lettura di questa biografia, alla quale Vincenzo Amendola, presso a poco concittadino del famoso Cardinale, ha atteso con lunga paziente ricerca e applicazione veramente seria e meritoria. E’ facile tuttavia immaginare che il nostro Amendola non abbia puntato alla grinta del grande saggio, non abbia preso con le molle la crisi del XVII secolo per scandagliarne le ragioni e gli effetti e riscoprire in quell’ambiente nuove ragioni di vanto per la Marsica, che fortunosamente è patria del Mazzarino. In questo testo gli elementi della crisi del XVII secolo vi sono accennati (il passaggio da una civiltà prevalentemente artistica ad altra prevalentemente scientifica, problemi politici nuovi per l’aumento della popolazione, espansione produttiva e commerciale, e poi, perché no?… carestie, pesti, guerre sterminatrici, ribellioni popolari, rivolte contadine, ecc. ecc.), ma solo perché fanno da sfondo all’attività ed alla crescita della personalità sulla quale egli indaga e che soprattutto gli sta a cuore.

Viene fuori l’immagine d’un uomo singolare che, con agile spirito, con visione acuta delle cose reali, con indomabile tenacia, sempre in movimento con gesti amabili e pur scettici, opera senza interruzione, obbediente ad un sentimento di affetto e ad una idea di grandezza, per la Francia, traendo finalmente quella nazione da un antico stato di disagio e di pericolo, e sollevandola ad un piedistallo che la impose per lungo periodo come prima potenza d’Europa.
Amendola illustra i programmi concreti attuati dal Mazzarino per realizzare il fine accennato (abbattimento dell’egemonia spagnola, distruzione delle fazioni interne … ), perché questi programmi sono la vita del Mazzaríno, ma sempre lo interessa – ed il suo interesse trasmette al lettore – l’uomo che sta dietro al politico, il privato che sta dietro alla attività pubblica, sì che in ultimo, leggendo questo libro, si ha l’impressione di avere tra le mani una facile, scorrevole biografia romanzata, che tale però non è, pur conservando del racconto-romanzo il fascino e la piacevole attrattiva.

E complimenti, quindi, anche all’Editore che questo particolare valore del libro ha compreso ed ha deciso di stamparlo, sicuro che il senso umano che lo pervade avrebbe attratto più lettori che non un’analisi di fatti storici condotta con il consueto freddo rigore scientifico.

Ugo Maria Palanza