MARIO POMILIO narratore e critico militante

Se fosse vero che anche i libri nascono con un loro destino, potrei dir subito che il destino di questo libro è stato, almeno fino ad oggi, tutt’altro che felice: e infatti, dopo una lunga gestazione, licenziato alle stampe nell’ormai lontano autunno del 1975, corrette perfino le prime bozze nel giugno del ’76, non riuscì poi a veder la luce per una serie di difficoltà editoriali che sarebbe lungo e noioso illustrare ai lettori. Ora, a distanza di tre anni circa, ovviamente l’opera è costretta ad uscire, presso altro Editore, con i ritocchi e le modifiche imposti dal tempo trascorso, ma che non intaccano minimamente l’originaria struttura di fondo: l’ho appena alleggerita d’un capitolo iniziale che tendeva a lumeggiare la genesi, lo svolgimento e la crisi del neorealismo italiano, argomento ormai abbastanza scontato; ed inoltre, ho rielaborato in parte il capitolo riguardante i racconti de Il cane sull’Etna, che nella prima stesura presentavo come ancora inediti, avendo potuto leggerli in parte dattiloscritti grazie alla squisita cortesia usatami dall’Autore.

In appendice si troverà una bibliografia che credo sia da ritenersi la più ricca attualmente disponibile (meritava certo di essere aggiornata per le ultime due annate, ma non ho potuto raccogliere i dati necessari perché impedito dal sopraggiungere di altri impegni). Prima di chiudere questa noterella mi preme ancora fur rilevare che di Mario Pomilio, divenuto ormai una celebrità europea dopo l’assegnazione – a Parigi – del premio internazionale ” Raimond Queneau “, molti hanno già scritto con acume e molti scriveranno con sicura competenza, ma pochi, forse, con l’amore con cui ho potuto farlo io, per una certa affinità di esperienza ideologica e comunanza d’interessi culturali che me lo fanno sentire vicinissimo.
Senza dubbio deriva proprio di qui al mio lavoro un carattere che, a rischio di sminuirne la portata e il significato, definirei preminentemente divulgativo: essendo Pomilio uno scrittore notoriamente ” problematico “, ho creduto infatti di dover indugiare sui contenuti delle sue opere più che compiacermi di insistere in analisi stilistiche, e ciò per consentire ai lettori d’introdursi più agevolmente in un mondo spirituale e artistico che è tra i più suggestivi, ma anche tra i più difficili della narrativa contemporanea.

Avezzano, giugno 1978