Malattie autoimmuni



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Verso gli ultimi anni del xx secolo la scienza si è occupata, con più slancio e solerzia, di malattie particolari e, sotto alcuni aspetti, nuove e difficilmente indefinibili da un punto di vista prettamente scientifico: le malattie autoimmuni.

Perché queste patologie; cosa sono e come si riconoscono?

Le malattie autoimmuni si riscontrano nei casi in cui il Sistema Immunitario agisce contro sé stesso. L’alterata risposta delle cellule immunocompetenti si verifica allorquando esse non sono più in grado di riconoscere gli antigeni che lavorano per distruggere intrusioni nel sistema immunitario e quindi, le cellule prodotte per difendere un organismo, agiscono contro gli stessi componenti del sistema, scambiandoli per elementi estranei e pericolosi. Purtroppo la diagnosi di patologia autoimmune relega la persona in una sorta di condizione di passività, con una difficoltà di accettazione del proprio status che porta verso una via che, all’apparenza, risulta senza uscita. I pazienti sono costretti a sopportare ogni disagio, soprattutto psicologico, che si accompagna ad essa, nella convinzione che la condizione fisiologica di normalità, spesso, non potrà più essere rispristinata.

Anche se esistono farmaci specialistici molto interessanti e di efficacia indiscussa, nella maggior parte dei casi le probabilità di guarire completamente, sono considerate praticamente nulle e per questo la persona rischia di essere irrimediabilmente proiettata verso un graduale declino psico-fisico. Fortunatamente anche nell’ambito delle medicine alternative o complementari che dir si voglia, si sta lavorando sodo per avvicinarsi alla comprensione di queste patologie e in moltissimi casi con risultati tendenti a migliorare decisamente sintomi e qualità della vita dei pazienti. Non si vuole illudere nessuno, ma certamente è preferibile credere che possa esistere anche una sola probabilità di miglioramento e avere la carica necessaria per reagire, aiutandosi con la medicina naturale.

Ogni patologia, di cui non si conosce l’origine o le modalità di manifestazione, viene inclusa in questo nuovo gruppo che da pochi anni fa parlare di sé, purtroppo, con alta frequenza.
Queste alcune delle patologie autoimmuni più conosciute: Sacro-ileite, Artrite Reumatoide, Fibromialgia, Spondilite Anchilosante, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Anemia emolitica, Morbo di Addison e, purtroppo, molte altre. Perché però solo oggi si manifestano così tante patologie e in modo così massiccio? Sicuramente anche in passato esse esistevano, ma non si avevano i mezzi e non si conoscevano i parametri per identificarle in ambito sperimentale.
Bisogna però prendere atto che molte scoperte in tal senso sono state fatte dagli anni settanta in poi e l’Immunologia come materia d’esame, in Italia (come credo in altre università straniere), almeno nelle facoltà di medicina, è stato ufficializzata solo dal 1988/89 e quindi i medici e gli studiosi con competenze di questo tipo li ritroviamo più o meno in quelli laureati intorno al 1994/95. Questo ci fa comprendere che solo da circa venti anni gli studi scientifici di tale materia sono stati approfonditi e resi pubblici.

Come è fatto e come funziona il S.I. (sistema immunitario)?

Il S.I. è composto da due “piatti” (TH-1 e TH-2) che vengono tenuti in equilibrio da vari tipi di “controllori” (TH-3 e T regolatori) anche TH 17. Cercherò il modo più semplice per spiegare le loro funzioni.
Il Sistema TH-1 comprende varie componenti: DHEA, GH, TNF, varie IL (interleuchine) e altro. Componenti di importanza fondamentali sono le vitamine quali: la Vitamina B12, la Vitamina A, La Vitamina F, oltre ad Interleuchina 10 e 12 ed IFN Gamma. Questo “piatto” inoltre è quello che governa il sangue e la cute e induce la risposta infiammatoria. Che significa? Vuol dire che quando nell’organismo umano entra un “estraneo”, virus, parassita intracellulare (gestito dal piatto TH 1), batterio e parassita extracellulare (piatto TH 2), il nostro S.I. nel suo aspetto di TH-1 inizia a riattivarsi per permettere agli “anticorpi” di difendere l’organismo e i sistemi ad esso correlati. In questo meccanismo funzionale gli elementi descritti e le vitamine giocano un ruolo determinante. La funzione delle Vitamine è quella di garantire “nutrimento” ai vari sistemi del nostro corpo e permettere loro una reazione adeguata e risolutiva.
Per esempio la Vitamina B- 12 aiuta a fissare la vit. A nei tessuti; aiuta nella sostentamento del DNA, il deficit di B-12 ne impedisce la sintesi; è importantissima per la produzione d’energia nel ciclo di Krebs; ottima per energizzare il Sistema Nervoso Centrale e periferico; ottima per la sindrome di stanchezza cronica; rafforza le guaine mieliniche dei nervi; contribuendo al processo della divisione cellulare aiuta il connettivo del disco intervertebrale a rimanere elastico e consistente; previene la degenerazione del cervello e dei neuroni; B 12 e Acido Folico contribuiscono al processo della divisione cellulare, quindi è indispensabile a moltissimi livelli. La vitamina F (omega 3): indispensabile per l’elasticità della membrana cellulare, ottimizza il funzionamento tiroideo, rende elastiche le pareti delle arterie, aiuta la trasmissione degli impulsi nervosi e cerebrali, abbassa il colesterolo, utile nell’eczema, psoriasi, previene le patologie cardiovascolari, diminuisce i coaguli nel sangue; ottima per le candidosi e molte altre cose.

La Vitamina A: incrementa la produzione di RNA che ricordiamo trasmette ad ogni cellula del corpo informazioni dettagliate sul loro comportamento in modo che le funzioni rimangano fisiologiche e strutturate. Tutti questi elementi contribuiscono all’ottimo funzionamento del corpo. Si è detto che questo piatto è quello dell’infiammazione, della reazione dell’organismo ad un agente esterno. Vi siete mai chiesti: se l’infiammazione riattiva il S.I., perché sopprimerla con farmaci quali cortisone, antiinfiammatori e altro e mai nel contempo sostenerlo con Vitamine e prodotti (in questo modo vanno distrutti) che aiutino il mantenimento di esso? Se sopprimo il TH 1 e quindi l’infiammazione, blocco anche tutti i processi legati a fattori reagenti, alle vitamine e alle risposte immunitarie naturali. Va detto che questo accade anche con basse somministrazioni di tali farmaci. Questo in poco tempo può portare un paziente ad avere risposte esagerate o inaspettate dell’altro piatto (TH2) che invece è quello della risposta anticorpale e allergica.

Per essere più chiaro!

Se blocco sempre l’infiammazione (TH 1) esagero, altero o creo disagio alla risposta immunitaria e condiziono la risposta dell’altro piatto (TH2) che è quello degli Anticorpi e dell’Allergia. Oggi molte persone sono allergiche e, spesso, di fattori scatenanti patologie, non se ne conosce la causa.
Il Sistema TH 2 governa le mucose del corpo e contiene fattori di risposta che interessano batteri e parassiti extracellulari, alcune interleuchine, vitamina D (importantissima ed attiva contro tumori, osteopenia, osteoporosi e molto altro- LEGGERE MIO ARTICOLO PRECEDENTE) e Vitamina E, endorfine, catecolamine (adrenalina, cortisolo, dopamina e noradrenalina) che attivano funzioni innumerevoli e delicate, per questo il S.I. deve rimanere il più in equilibrio possibile; se è instabile può essere facilmente attaccato dall’esterno. Immaginate con quante specie di parassiti, batteri, virus e altri elementi tossici veniamo giornalmente a contatto. Se l’attacco è ripetuto ed il S.I. è in grado di reagire avrà certamente la meglio, ma se il corpo è intossicato da prodotti che causano l’esatto contrario insieme a perdita di Vitamine, endorfine e tutto ciò di cui sopra, le probabilità di reazione e di guarigione, vengono decisamente meno.

Altre componenti non meno importanti che portano a patologie Autoimmuni sono le componenti genetiche: molto spesso in queste patologie l’aspetto del gene e la sua forma o struttura si “rompe” o salta, come si dice in gergo, aprendo la strada a queste patologie irreversibili. Anche la componente ereditaria quindi dice la sua, purtroppo!
Forse vi suonerà strano, ma tra le cause importanti che innescano patologie autoimmuni sono contemplate le emozioni, in particolare quelle negative. Esse portano a produrre un eccesso di fattori infiammatori all’interno del S.I. che con l’andare del tempo portano a sbilanciarlo con ovvie ripercussioni sulla normale fisiologia dell’organismo.
La paura, l’odio, la rabbia, il risentimento; il pensare sovente al passato con il rammarico di non poter più rivivere quei momenti, portano tutte ad un eccesso di produzione di fattori immunitari infiammatori che ci destabilizzano a livello psichico-fisico-chimico ogni qualvolta ci si orienti verso questi pensieri.

Quante volte solo pensando ad un evento o ad una persona vi sentite di cattivo umore, stanchi, debilitati e demotivati a reagire? Bene in questi casi il S.I. è costretto a lavorare sodo per espellere il carico tossico prodotto. Se questo si ripete per giorni, mesi e addirittura anni si possono scatenare anche patologie molto serie. Un modo di pensare fluido e non sempre condizionato dagli eventi esterni porta il nostro S.I. a reagire in perfetta fisiologia.
Da un esperimento fatto su un paziente con una patologia quale l’Artrite reumatoide che ha iniziato a manifestarsi dopo la morte della moglie, si è visto in che modo egli reagisca dopo terapie di medicina naturale e con tecniche di Lavaggio Emozionale. Il paziente riferiva che, dopo l’evento verificatosi sei anni prima, non aveva più voglia di muoversi e di andare avanti nella vita, poiché tutto gli era crollato addosso. Durante la terapia il paziente riesce a muoversi meglio, i dolori diminuiscono e i valori del sangue che segnalano infiammazione acuta e cronica, regrediscono. Bisogna certo rendersi conto che quando si parla di queste patologie si sta pensando ad un processo patologico innescatosi da alcuni anni, per questo ci vorrà del tempo affinché si arrivi a miglioramenti evidenti.

Ma può avere importanza il tempo in questi casi? Visto che per la scienza ufficiale vi sono scarse vie di uscita e nessuna possibilità di guarigione, credo che si possa avere fede e fiducia anche nelle terapie alternative. L’importante è non rimanere passivi e rassegnati solo perché il parere comune porta a pensare che non si esce dal tunnel della patologia autoimmune. Credo si possa guardare con professionalità e rispetto ai moltissimi studi in ambito biologico, immunitario, neuro scientifico, emozionale e tante altre nuove scienze, creando una sinergia d’intenti come quella che troviamo espressa nel nostro meraviglioso corpo, che si manifesta grazie a molteplici fattori d’insieme. Come nessun organo o apparato corporeo preso singolarmente avrebbe senso e significato nella manifestazione della vita, così nessuna branca medica presa da sola ha il valore che da più parti le si vuole attribuire; nessuna medicina è superiore o più efficace di un’altra.

L’evoluzione per esprimersi al meglio tende verso il sinergismo e l’armonia, non verso l’unipolarismo dell’ego che tende solo verso un accentramento ingiustificabile che inevitabilmente porta al caos.




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