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Comune di Scurcola Marsicana

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Nel Cinquecento Cappelle risulta già essere “università”, cioè comune autonomo, con suoi “Massai” (gli attuali sindaci), un “balio” (cioè una guardia urbana, con compiti di banditore), un “publico Conseglio” dei cittadini (al quale partecipavano come consiglieri tutti o quasi tutti i capi-famiglia).

Tra i documenti più significativi della “preistoria” comunale di Cappelle, vi è una delibera del 4 maggio 1687, concernente la vertenza tra Cappelle ed altri paesi vicini circa il possesso della selva di Agnano. Il testo di tale delibera, già pubblicato da Fabiano Blasetti in “Italica” (una rivista sulmonese, nel numero del 1 maggio 1906), viene ora riproposto in questa sede, perché ci sembra abbastanza emblematico per quanto riguarda la conduzione della cosa pubblica in una piccola comunità marsicana del XVII secolo:
“In Cappelle e propriamente nella Casa, che fu di Andrea di Giovanni loco solito da radunar Consegli; Hoggi li quattro di maggio mille seicento ottantasette.
Ad instantia di Cesare Caporale e Gio.Antonio di Sabatino Massari dell’Università di Cappelle, con licenza del sig. Viceconte, si è fatto chiamare da Pietrangelo Gatto nostro Balio per radunare il publico Conseglio delli Cittadini di essa per liaver la resolutione del presente Capo, che si propone, cioè che havendo la detta Università posseduto, e possedendo pacificamente la Montagna, Selva, e Defensa d’Agnano come sua robba propria, e ne tiene molti Privilegi, Sentenze e Scritture valide, sì antiche, come moderne, e perché queste si potrebbero facilmente sperdere, lacerare et occupare, sarebbe bene farle ponere in ampla forma publica per Instrumentuni propria manu di Notaro; che così si troveranno publicate in esso per cautela dell’Università e Cittadini in perpetuo etc. etc.

Consiglieri intervenuti: Berardino di Pasqualio, Loreto Antonelli, Felice Palone, Antonio Sarra, Angel’Antonio Agabiti, Fabritio Caporale, Gioseppe Marino per Alessandro suo padre, Felice di PSimone, Giovanni Antonelli, Giovanni Paolo Gatto, Bartolomeo di Tiberio. Si è risoluto favorevolmente etc. Carlo Di Domenico Cancelliere de ord. man.o p. Adest sigillum de Unviersitate”.
Tale deliberazione risulta firmata soltanto dal Balio, da Giuseppe Marino, da Giovanni Antonelli e da Gio.Paolo Gatto, essendo tutti gli altri (sia i consiglieri, sia anche i Massari) “illetterati e firmati col segno di Croce “.

Testi a cura del prof. Angelo Melchiorre

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L'universitÃ

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