Comune di Luco Nei Marsi

Il saluto del sindaco
Prof. Orante Venti

E’ con orgoglio che presento questa Opera su Luco dei Marsi. La sua pubblicazione, promossa e finanziata dall’Amministrazione comunale, vuole rappresentare uno stimolo per tutti coloro che sono interessati alla riscoperta e alla valorizzazione dell’eredità storico-culturale del nostro paese, nonché alla crescita socioeconomica del comprensorio.
Questo lavoro dell’amico e concittadino prof. Giuseppe Grossi è un generoso contributo al tentativo di colmare le lacune sul ricco panorama storico, artistico, archeologico e ambientale del nostro territorio; esso sarà certamente accolto con interesse dai lettori.
Con la pubblicazione di questa Opera intendiamo non solo stimolare la riscoperta delle nostre radici ma anche fornire uno strumento per promuovere l’immagine di Luco oltre i confini del nostro paese.
Rivolgo quindi un sentito ringraziamento a tutti coloro che con il proprio impegno ne hanno reso possibile la realizzazione.

Ambiente come risorsa
Luco dei Marsi e la Marsica occupano una posizione privilegiata nella rete stradale del Centro Italia e se l’Abruzzo si definisce Regione verde d’Europa, il nostro territorio è al centro del sistema dei Parchi: l’Amministrazione comunale intende sfruttare le potenzialità che possono derivare da questa posizione strategica. Consideriamo l’ambiente, inteso nei suoi aspetti naturalistici, storici, archeologici e produttivi, non solo come un bene prezioso da salvaguardare ma anche come importante risorsa che può dare sviluppo e nuova occupazione. Abbiamo perciò programmato una serie di interventi mirati a soddisfare le esigenze del potenziale turista e quelle di chi a Luco vive e lavora. La politica di salvaguardia che ha distinto l’operato delle passate amministrazioni aiutate in questo anche dall’attività della locale Associazione Alpini e dell’Azienda faunistico-venatoria Monte La Ciocca costituisce una base solida da cui partire.

Possiamo contare su un territorio montano incontaminato e su una serie di infrastrutture già realizzate: il Parco di San Leonardo, la Selva dei Frati con il percorso vita, l’area attrezzata della Cunicella. Abbiamo in cantiere un progetto di recupero del sistema dei sentieri di montagna che prevede la sistemazione di percorsi a piedi, a cavallo e in mountaine bike con opportuna segnaletica ed aree di sosta, nonché la pubblicazione di una Cartoguida del territorio. Uno degli interventi qualificanti sarà il recupero delle iorgenti di montagna e la valorizzazione dell’area dei Centopozzi che, oltre all’indubbio interesse speleologico, registra la presenza del Pozzo del ghiaccio (sembra trattarsi del ghiacciaio in grotta più a sud d’Europa).

Ma Luco non è solo ambiente.

Nella primavera 1998, finanziata dal Comune e diretta dalla Soprintendenza archeologica dell’Abruzzo (Chieti), è stata avviata la campagna di scavi nell’area di Angitia e sono stati riportati alla luce i resti di un maestoso tempio di età imperiale. Gli scavi continuano anche quest’anno con la realizzazione di opere di consolidamento e di nuovi saggi. Ma oltre ai resti italico-romani abbiamo puntato l’attenzione sul periodo medievale. Grazie ad una convenzione stipulata con l’Università dell’Aquila, il Comune ha iniziato gli scavi anche nell’importante sito medievale su cui insistono la chiesa di S. Maria delle Grazie e i resti del Monastero benedettino.

Luco è anche arte.

Negli ultimi anni sono state realizzate importanti opere come i monumenti alle Vittime di tutte le guerre e della Madonna con Bambino, gli affreschi nella chiesa di S. Giovanni Battista, i restauri nella chiesa di S. Maria delle Grazie. Inoltre da decenni l’Amministrazione Comunale organizza la Mostra di pittura del 1 Maggio, un’iniziativa che ha permesso la costituzione di una ricca Pinacoteca comunale con decine di tele di affermati maestri.

Luco è anche sport.

Il paese è dotato di impianti sportivi pubblici: lo stadio comunale (che presto avrà il manto in erba), il campo di calcetto, la pista di pattinaggio, i campi da tennis ed è in via di realizzazione il Bocciodromo comunale. Esistono poi impianti sportivi privati: campo di calcio, palestra, Circolo ippico. Il territorio comunale offre spazi a chi pratica l’atletica, percorsi per escursioni a piedi, cavallo e mountaine bike, decolli per gli appassionati di volo libero. Oltre a suscitare la passione dei nostri concittadini e ad essere un’occasione di socializzazione, lo sport è anche un’originale veicolo di promozione dell’immagine del paese, come dimostra la ricca tradizione calcistica. Inoltre quest’anno siamo stati al centro dell’attenzione internazionale grazie a due prestigiosi avvenimenti ciclistici: il traguardo Intergiro della tappa abruzzese del Giro d’Italia e l’arrivo di tappa della Tirreno-Adriatico.

La pubblicazione di questo lavoro del prof. Grossi è un tassello importante del programma che l’Amministrazione comunale si è dato per continuare l’opera di riscoperta delle nostre radici e di recupero e promozione del nostro territorio, che proseguirà con altre iniziative nel corso dei prossimi anni.

Il Sindaco Prof. Orante Venti

Premessa
Parlare della storia, dell’ambiente e dell’archeologia di Luco dei Marsi è stato per me un’ impresa emozionante, sia per il profondo legame affettivo che mi lega al mio paese, sia per la notevole importanza che i centri di Anxa e Luco ebbero nella formazione dell’ethnos fucense di età antica e medievale. Purtroppo c’è da lamentare, per Luco, l’assenza di opere storiche scientifiche di ampio respiro. Solo tre gli studi locali:Le rovine d’Angizia e le tombe (Napoli 1939), breve crperetta poetico-storica di Felice Venditti, con utili annotazioni storico-archeologirhe: Luco nei Marsi (Roma 1976), volumetto di Francesco De Santis, purtroppo mancante di annotazioni bibliografiche ed archivistiche; il dattiloscritto (mai dato alle stampe) dell’exparroco Don Nicola Ansini, frutto di una ricerca ultra decennale di estremo interesse per il “vissuto” luchese di questo secolo e per le numerose annotazioni sull’archivio parrocchiale e diocesano. Solo in un periodo più recente si sono prodotte opere che hanno cercato di dare, anche attraverso le immagini, una più aggiornata visione storico-artistico-antropologica del paese. Dalle sintesi del Febonio (XVII secolo), del Corsignani (XVIII), del Di Pietro (XIX) alle opere specialistiche del Gavini, del Moretti e del Letta (XX), si evince una cronologia storica legata soprattutto agli avvenimenti dell’età antica e medioevale.

Mancava pero un’analisi esauriente delle testimonianze moderne e pre-contemporanee, che portasse Luco alla ribalta della storiografia regionale come paese ad esclusiva immagine pescatoria. Ho quindi preferito avvalermi delle mie trentennali ricerche sulla Marsica antica, medievale e moderna, utilizzando soprattutto le recenti acquisizioni storico-artistichean-heologiche, unite alla lettura diretta delle fonti antiche e medievali. Naturalmente questa ricerca non può dirsi esaustiva, nuove scoperte archeologiche, storiche, archivistiche e la rilettura critica delle fonti già conosciute potranno sensibilmente migliorare le conoscenze e mutare le “certezze” contemporanee. In questa lunga ricerca ed analisi del territorio di Luco e delle sue testimonianze srorico-artistiche sono stato agevolato: da mio fratello Enzo Grossi per le ricognizioni del territorio; dagli amici Marchionni Alba, Serafino Del Bove Orlandi e Sergio Marroccini dell’Archivio Diocesano dei Marsi, per l’aiuto dato per la lettura e compreniione di alcuni documenti del ‘500 e ‘600); da Gianni De Rosa per aver collaborato attivamente alla ricerca fotografica; da Mariano Tribuiani, Alfredo De Amicis ed i coniugi D’Andrea Vittorio e Lucilla, per la concessione di alcune foto storiche; dal parroco don Michele Morgani per la disponibilità dimostrata in questa ed in altre occasioni; dall’artista Marcello Ercole per alcuni documenti dell’archivio familiare; da Giovannni Proia per la curata correzione delle bozze; da Roberta Cairoli per la cura dell’Appendice dedicata ai risultati dello scavo del tempio del “Tesoro”; da Angelo Venti per la gentile concessione delle piante (dei percorsi naturalistici e del paese), presenti nel testo e nei risvolti di copertina. Ringrazio infine l’Amministrazione comunale e il Sindaco Orante Venti, per avermi dato la possibilità di pubblicare questa ricerca su Luco dei Marsi, al fine di riannodare il legame profondo della nostra gente con il passato, legame spezzato dal prosciugamento ottocentesco, dal terremoto del 1915 e dalla cultura omologante e consumistica del dopoguerra.

Prof. Giuseppe Grossi
Direttore tecnico dell’Archeoclub della Marsica, Collaboratore del Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico dell’Università di Pisa.

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LUCO DEI MARSI, storia ambiente archeologia
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