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Comune di Avezzano

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Spulciando tra i documenti del XVI e XVII secolo (ma anche di epoca successiva), emerge una situazione di eterno conflitto tra l’università di Antrosano, modesta per numero di abitanti ed estensione, e le vicine Avezzano, Albe, Magliano, Scurcola e Cappelle: un estenuante susseguirsi di lotte per il possesso di terreni o di boschi, liti per i confini, ricorsi per le eredita e per i diritti di pascolo, querele e richieste al vescovo di monitorio di scomunica.

La poverissima economia rurale e la indigenza, in cui versavano moltissime famiglie locali, incoraggiavano i più abbienti, i curati ed i massari a perpetrare aggressioni, indebiti possessi, prevaricazioni, usurpazioni e prepotenze di ogni genere ai danni della povera gente, spesso non adeguatamente difesa dalla Corte Vescovile di Pescina, talvolta governata in modo distaccato e burocratico.

La maggiore tensione era generata dagli eterni conflitti di interessi con le vicinissime Albe e Cappelle: la guerra più lunga che si possa registrare e quella per il possesso della Selva di Agnano, una località – oggi denominata Fagnano posta a cavallo della vecchia strada Antrosano-Magliano (riportata nelle vecchie mappe catastali), nel tratto che dal cimitero di Cappelle arriva in località Giorgina, all’inizio della salita del Colle di Albe. Con un editto datato nel secondo decennio del XVI secolo, si stabiliscono pene e contravvenzioni di ducati cento per i cittadini di Albe e sue ville (tra le quali Antrosano?) che vengono sorpresi a pascolare o far legna nella Selva di Agnano.

Il prof. Angelo Melchiorre (1) ci fa sapere che nell’archivio diocesano di Avezzano si conserva copia autenticata di un atto pubblico del 12 giugno 1542, concernente… la vertenza…. con Scurcola, con Cese, con Albe e Antrosano per la Selva di Agnano e con Avezzano per il Castagneto di Cesolino o di S.Bartolomeo. Nel 1647 (2) Don Francesco Caporale di Cappelle presenta querela contro i cittadini di Antrosano, che gli impediscono di fulmicare la scomunica contro coloro che non rivelassero notizie a favore dell’università di Cappelle circa la Selva di Agnano. Nel 1666 (3) alcuni contadini di Cappelle rubano ai garzoni di Giuseppe D’Andrea di Antrosano accette, sacchi, bisacce ed altri attrezzi da campagna: il D’Andrea ne chiede la restituzione! Vi e un accenno ad Agnano ed alla annosa disputa tra Cappelle ed Antrosano sul diritto di legnare nella selva.

Nel 1667 (4) i Massari di Cappelle Berardino Pascasij e Felice Simeonis, rivendicano il possesso della Selva di Agnano e protestano per i danni ad essa provocati dagli abitanti di Antrosano (A.Melchiorre – op.cit. – pag.167)
Nel 1686 (5) un catasto del conto di Albe di 57 pagine annovera tra i beni stabili di Androsciano – anche il Prato in Agnano. In dei nomine amen. Catasto dei beni stabili che possiede il Venerabile Convento di San Pietro d’Albe, in territorio delle infrascritte Università qui notate fatto da me Lorenzo Natale pubblico agrimensore del Castello di Rovere, coll’asistenza del R° P.re fra Stefane da Fontecchio Guardiano in esso, con l’intervento di molti cittadini e confinanti delle possessioni; misurate con la solita canna di esse Università, e detto Catasto si e fatto, che esso convento non ne teneva memoria nisuna. Albe 10 maggio 1686 Lorenzo Natale.

Da pagina 18 a pagina 20 di detto Catasto vengono descritti i beni stabili di Androsciano e tra questi, appunto, il detto Prato di Agnano, sicuramente localizzabile nell’ambito o in prossimità della Selva omonima. Il documento fondamentale circa la controversia, risulta essere l’atto deliberativo datato 4 maggio 1687 con il quale il Conseglio di Cappelle rivendica in modo pieno, esclusivo e definitivo il possesso di Agnano: In Cappelle e propriamente nella casa, che fu di Andrea di Giovani loco solito da radunar Consegli; Hoggi li quattro di maggio mille seicento ottantasette. Ad instantia di Cesare Caporale e Gio.Antonio di Sabatino Massari dell ‘Universita di Cappelle, con licenza del sig. Viceconte, si e fatto chiamare da Pietrangelo Gatto nostro Balio per radunare il publico Conseglio delli cittadini di essa per haver la resolutione del presente capo, che si propone, cioè havendo la detta Universita posseduto, e possedendo pacificamente la Montagna, Selva, e Defensa d’Agnano come sua robba propria, e ne tiene molti Privilegi, Sentenze e Scritture valide, si antiche, come moderne, e perché queste si potrebbero facilmente sperdere, lacerare et occupare, sarebbe bene farle ponere in ampla forma publica per Instrumentum propria manu di Notaro; che cosi si troveranno publicate in esso per cautela dell’Universita e Cittadini in perpetuo.

Consiglieri intervenuti:Berardino di Pasqualio, etc…… Si e risoluto favorevolmente, etc…….. Carlo Di Domenico Cancelliere de ord. man.o p. Adest sigillum de Universitate…. illitterati e firmati col segno di Croce (trascrizione da A. Melchiorre – op, cit.) In una memoria anonima di 6 pagine e senza data, ma risalente quasi certamente al XVII secolo (6) si parla ancora di Agnano. Giova qui riportare integralmente la prima parte di tale memoria, poiché ricca di particolari nella descrizione dei luoghi: J.M J. Si dirà fortunata sta volta la terra di Cappelle, che caratterizzata a di sito e di clima contagiosa, e nel caso portar questo carattere innanzi a chi prossimo alla medesima può smentire una supposizione col fatto.

Questa sita in piano, ma non paludoso al segno, che a chi si da la pena osservarla, la troverà di livello con l’altra di Magliano, e con la metà di quella di Scurcola si vede presso la celebre Selva di Agnano di cui fa menzione Virgilio nel settimo dell’Eneide: quantunque gli storici la dicano acquosa, non e per alto stagnante. giacche vi scorgono i declivi di diversi suoi fonti, siti tra l’oriente a settentrione, rendere velocemente tra mezzogiorno; ad occidente e quindi ne confini di Scurcola prendere la direzione tra l’occidente ed il settentrione. L’aria continuo ventilata, i numerosi esseri, che vi concorrono a situarsi la loro abitazione smentiscono i redicoli rattrovati, non che la mancana in essa di quelli insetti, che partendo dal putrido infestano i circonvicini, come anche la salubritci delle acque che migliori si possono semplicemente supponere… Nel settimo libro dell’Eneide, si parla ampiamente di località e antichi personaggi della nostra contrada: Nersa (o Nerfa), Archippe, Umbrone, Marsi, Anguitia (Angizia) e Fucino. Della Selva di Agnano, fatti salvi pero ulteriori approfondimenti, non si e rinvenuta traccia e non si capisce, dunque, a cosa volesse riferirsi l’estensore anonimo della ricordata memoria.

Note
(1) Angelo Melchiorre da Brevi flash su Cappelle, capitolo contenuto in Cappelle dei Marsi a cura della Pro-Loco, 1990
(2) ADM fondo C – Busta 14 – Fascicolo 515
(3) ADM – F D/2 – Cappelle
(4) ADMF D/2 – Cappelle
(5) ADM – C/Albe – C/14/342
(6) ADM C/18/423

Testi tratti dal libro Antrosano memoria e storia
(Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi)

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Lotta con Cappelle per la Selva di Agnano

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