L’Emissario Claudio al centro del progetto didattico dell’istituto Argoli di Tagliacozzo “Il filo dell’acqua”



Capistrello – È stata una tre giorni densa di scoperte quella che ha coinvolto i ragazzi delle prime classi della scuola secondaria di 1° grado, Argoli di Tagliacozzo, giunti a Capistrello per immergersi nella grande storia testimoniata dalle antiche vestigia di una delle più imponenti opere idrauliche dell’antichità.    

L’obiettivo della scuola è stato quello di offrire agli studenti un’esperienza diretta sul campo che consentisse loro di interiorizzare nuove conoscenze e nuove competenze, strettamente connesse ai luoghi di residenza. I temi legati alla visita dell’Emissario sono stati declinati sia sul piano tecnico scientifico che su quello storico culturale oltre che artistico.

Le visite delle classi 1^A, 1^B e 1^C, avvenute nei giorni 11, 12 e 13 aprile, hanno visto avvicendarsi 65 alunni accompagnati da 6 docenti, sotto la supervisione della dirigente scolastica Clementina Cervale, col supporto fondamentale dell’Associazione Amici dell’Emissario che hanno raccontato la tenacia degli uomini che strapparono terre fertilissime alle malferme acque del lago Fucino.

Il progetto dell’Istituto onnicomprensivo statale dell’Argoli è stato articolato secondo un percorso di studio con visite guidate negli spazi museali dell’Aia dei Musei, a Borgo Incile e presso la sbocco dell’Emissario a Capistrello, seguendo letteralmente “Il Filo dell’Acqua”.

Al termine della tre giorni, tutti soddisfatti: studenti, docenti e i volontari dell’Associazione Amici dell’Emissario, prima fra tutti, la Presidente, Giuseppina Di Domenico, che ha messo a disposizione non solo la sua passione, ma anche tutta la sua esperienza di ex insegnante, che le ha consentito di entrare immediatamente in sintonia con i giovanissimi studenti, totalmente catturati dalle sue spiegazioni.

«Un’iniziativa sicuramente da ripetere, un approccio didattico allo studio da replicare perché mette lo studente nelle condizioni di toccare con mano diverse discipline in un contesto che stimola la curiosità e alimenta il desiderio di condividere con amici e famiglie l’esperienza fatta, innescando in tal modo, un circuito virtuoso di conoscenza.» Questo il commento della Di Domenico.            



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