L’emergenza coronavirus nell’ospedale di Avezzano tra diffide, esposti e risposte | Richiesta dai sindacati la visita ispettiva



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Avezzano – Non accennano a diminuire le segnalazioni circa la carenza di dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario nella Marsica. Alle diffide e agli esposti dei sindacati si fondono le richieste di aiuto e le lamentele da parte degli operatori sanitari. Cgil e Fp-Cgil L’Aquila, come già avvenuto il 18 marzo per la carenza di idonei DPI, hanno inoltrato, il 23 marzo, un ulteriore esposto affinché venissero verificate le motivazioni della mancata esecuzione dei tamponi al personale sanitario in servizio presso le strutture pubbliche.

Contestualmente, nell’esposto, le organizzazioni sindacali facevano richiesta di verifica sulle procedure attuate dalla ASL 1 nella gestione dei pazienti affetti da COVID-19. ”Nonostante le numerose richieste di intervento, le diffide e gli esposti – scrivono – nulla è pervenuto al riguardo da parte dell’Azienda Sanitaria Locale motivo per cui chiediamo una ispezione urgente, ognuno per quanto di propria competenza, da tenersi presso la struttura Sanitaria ASL 1 Avezzano- Sulmona- L’Aquila, finalizzata alla verifica ed alla risoluzione delle problematiche esposte”.

Anche il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, segnala da sempre i rischi in cui incorrono gli infermieri e sottolinea la necessità di “scrivere un nuovo protocollo aumentando i livelli di protezione e adoperarsi seriamente per avere i DPI in quantità adeguate”.

Quanto denunciano i sindacati trova ulteriore conferma, qualora ce ne fosse bisogno, nelle segnalazioni arrivate alla nostra redazione dal nosocomio avezzanese dove gli operatori sanitari lamentano l’uso delle mascherine per più giorni, lavate e lasciate asciugare per poi riutilizzarle. Il personale sanitario evidenzia anche la carenza di posti in rianimazione e la mancata organizzazione per il trasporto dei pazienti risultati positivi, sollecitando, altresì, la consegna del materiale arrivato con le donazioni quali tute, calzari e guanti.

La Regione Abruzzo intanto fa sapere che, attraverso il Servizio di Emergenza della Protezione Civile, ha stipulato un contratto per la consegna di un milione di mascherine di tipologia FFP2 e FFP3 proprio al fine di garantire la sicurezza degli operatori sanitari e di tutti quegli altri operatori che, in questo periodo di emergenza, sono a rischio professionale. Sempre su incarico del servizio di emergenza della protezione civile, inoltre, la centrale di committenza dell’Aric è riuscita ad ottenere una imponente fornitura di DPI in materiali omologati, nonostante le difficoltà di reperimento e l’aumento dei prezzi per le contingenze emergenziali.

Per quanto concerne la richiesta di sottoposizione al test per Covid-19, invece, la Regione sottolinea di non avere competenza decisionale in merito dovendo necessariamente attenersi ai criteri individuati nel documento redatto dal gruppo di lavoro permanente del Consiglio Superiore di Sanità nonché alla circolare del 20 marzo del Ministero della Salute. (E.G.)