Comune di Bisegna

Chissà come viscere e tenebre 
chissà quando 
liberarono quest’incanto, 
dove nelle notti racchiuse da tenebre, 
si specchiano le stelle e donano riflessi di luci 
dove in te alle luci 
del giorno si cullano le ombre, 
chissà quando
liberarono quest’incanto. 
 
Ora scorri lento, scorri 
su letto argilloso di limo 
ora scorri, ora scorri, 
volteggi, saltelli, serpeggi, 
con palpiti repentini 
scendi verso i tini 
che dal ribollire di grappoli schiumosi 
giungono sciacquii graziosi, 
su lenzuolo verde muscoso
tutto di te e grazioso. 
 
Come per incantesimo 
chiami a te gli amanti
che conduci a valle 
leggeri in un volo di farfalle 
e odono i tuoi canti, i tuoi gorgheggi 
e godono frescura di nubi bianche sfarinate 
al salto cupo delle cascate. 
 
Godono le foglie che danzano leggere 
nel cullare veloce dell’onde, 
si lavano i massi 
rotolano i sassi 
al correre dell’onde, 
che scroscianti e leggere 
rubano gl’incanti 
e strappano pensieri agli accorsi amanti. 
 
Ne vocar d’organi e strumenti 
hanno comparamenti 
ai sublimi canti 
del dirupo saltello 
del lungo ruscello 
che al terreno vivere chiamati 
sono gl’innocenti. 
  
*****
 
L’oscurità, 
luce e nella notte. 
 
All’orbo,
un tarlo gli rode dentro. 
 
L’essere, fiore 
fra i giusti. 
 
Via t’addita e dona la vita. 

 
(L ’oscurita e luce) 

Le Poesie IL RUSCELLO

ILLUSIONE 
 
Sono tornata sul lago 
a cercare un ricordo.
Ma le luci 
riflesse 
confondono 
i pensieri 
e il mio sguardo 
s’attorciglia 
ai canneti sulla riva. 
 
Hai abbandonato 
il campo prima ancora 
di capire. 
Ti ho visto
allontanare di spalle 
mentre cresceva
intorno a me
il deserto. 

Le Poesie IL RUSCELLO

PARTY 

Uomo
Donna
gambe velate
pantaloni fasciati. 
Corpi inerti 
abbandonati sui divani. 
Pensieri incerti. 
Parole vaghe. 
Nell’aria il vuoto più insulso. 
La voluta di una sigaretta 
tra le mani. 
Il fondo di un elisir di fragole. 
L’occhio appannato 
vagola senza direzione. 

Un quadro assurdo 
di uomini 
che si illudono di vivere. 


                                                                     Roma, novembre ’90

Le Poesie IL RUSCELLO

ODI IL SILENZIO
 
Adagiando supino riposa 
su lettiera seccagginosa, 
odi il canto della pace prosperosa 
della natura graziosa, 
volgi lo sguardo tra fronde sfiorate da raggi di sole, 
sfiorate da raggi di sole 
che t’accarezzano la fronte 
aggrondata e rugosa che si distende, 
odi in silenzio il vento, 
è sempre lo stesso di un tempo, 
spazia nell’aria per monti 
per valli, dai mari ai piani, 
vagan con lui nubi e tormenti 
mutano colori e stagioni 
ma l’agro odor di terriccio 
porta pian piano 
seco uno strano capriccio! 
Perché! non restar giovani? 
Come il tempo, 
come il vento, 
come l’odore di quest’agro terriccio, 
per dar loro occhi 
e orecchi 
che racchiudano si, cimeli nel riccio. 

Le Poesie IL RUSCELLO


L’UNICA NUDA VERITA’
 
L’unica nuda verità
è nel preludio sereno 
di un giorno. 
 
Ti inerpichi con mani 
e piedi al mondo, 
alla ricerca di cose vane, 
ma stanco a sera 
un tornado di buio 
ti coglie t’avvolge 
rivelando con nota 
colma di graziosità 
l’unica nuda verità. 

 

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Le Poesie IL RUSCELLO
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