Le origini

Testi a cura di Orazio Mascioli maggiori info autore
Si è ritenuto sinora come probabile primo documento storico abruzzese che parlasse di “bandista”, un registro dei matrimoni del Comune di Introdacqua dell’ anno 1783, che anticipa di vent’otto anni le prime bande di cui si abbia notizia certa: quelle di Pescina e di Città P.Angelo costituite entrambe nel 1801.

Ma nel secondo registro di Introito ed Esito della Confraternita della Madonna SS.ma di Piediponte (1606-1746) conservato nell’ Archivio Parrocchiale di Cerchio, si legge delle esibizioni che ogni anno svolgevano, nei giorni di festa, i vari gruppi musicali, e per tre soltanto dei quali si conservano ì nomì dì appartenenza: Cocullo (addì ultimo dì luglio 1608), Pescìna (1717-1722), Avezzano (1744) 2.

Si è ben lontani concettualmente dalla catalogazione operata dal Giornale dell’ Intendenza della Provincia di Teramo nel 1842 per rendere ufficiali le date di nascita delle bande operanti in quella provincia, ma ciò non toglie validità al rinvenimento effettuato nell’ Archivio Parrocchile di Cerchio, se si intende che i musici del 1608 svolgevano nelle feste paesane le stesse funzioni delle bande ufficializzate e canonizzate nel secolo scorso.

Bisogna comunque essere consapevoli, nella ricerca del fatto che buona parte del materiale proveniente dalla cultura del mondo popolare – in particolare etnomusicologico abbia scarsa, attendilità in ragione sia dei metodi di lavoro che degli strumenti utilizzati per la raccolta dei dati, quando non sia l’impostazione ideologica a,contaminare il rapporto con la realtà tradizionale. Ma una linea di studio che guardi alla realtà documentata del mondo presente per cercare attraverso l’ esame dei rapporti funzionali una spiegazione storìca della cultura popolare, porta con 96 il risultato della comprensione che nulla emerge dalla “notte dei tempi”, ma è il prodotto di una comunità di uomini derivante da precise situazioni socio-economiche seppur a noi lontane e non esprime astratte sopravvivenze, ma testimonianze di realtà funzionalmente contemporanee. (3)

E restando sempre all’ interno di questa chiave di lettura, è doveroso chiederei cosa fosse nel 1608 la musica, quale ruolo svolgesse in quella società. E nulla forse può essere più significativo della testimonianza resa alla Musica come il concetto mirabile dell’umano intelletto, “Ammirabile imitazione della celesta armonia” da Gerolamo Frescobaldi in una lettera del 29 luglio 1608, dove L’autore allude a Il Primo Libro Delle Fantasie A Quattro dedicate a FranCesco Borghese. (4)

Un neonato genere artistico di natura composita avrebbe parallelamente occupato per tre secoli – dal ‘500 all’ 800 gli spartiti dell’ epoca, passando da elementi aristocratici di musica e poesia ad elementi più genuínamente popolari: L’Opera.

Nei repertori delle bande si suonerà poi di tutto,(ballabili, marce, pezzi sinfonici, fantasie da opere e da operette) ma il pittoresco fenomeno musicale abruzzesì, che avrebbe anticipato nel territorio le bande cosI come da: noi conosciute, era costituito nel XVIII° secolo da quelle “paranzelle” – con un numero esiguo di musicanti – che participavano alle feste patronali dietro compenso, e di cui abbiamo la prima traccia nell’ Archivio Parrocchiale del Comune di Cerchio.

NOTE

(1) Cfr. FRANCO PARIAS-PRANCESCO SANVITALE – Cit. pag. 31
(2) Cfr. FIORHNZO Af-1ICONI – “LO Archivio Parrocchiale di
Cerchio” – Tlarsica Domani n.6, 31 ottobre 1988
(3) Cfr. ROBERTO LEYDI – “La Canzone e la musica popolare “1 Storia d’ Italia” Tomo 5 Vol. II – I Documenti G. Ei= naudí Editore Torino 1973, Pagg. 1200-1201
(4) Cfr. GIORGIO PESTELLI,-“La musica strumentale”.,in Op. Cít. pag. 1105

Tratto da “Strana storia la storia della Banda”