Le critiche di Giffi, Genovesi e Appetiti per il sindaco Di Pangrazio



Avezzano Aureliano Giffi (Forza Italia), Tiziano Genovesi (Lega) e Roberto Alfatti Appetiti (Fratelli d’Italia), ognuno a modo suo, criticano il Sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio. I tre rappresentanti delle forze politiche della destra, dunque, attaccano a testa bassa Di Pangrazio. Giffi rimprovera al primo cittadino di Avezzano una “politica vaga e confusionaria” in merito all’approvazione del programma di mandato. Genovesi, dal canto suo, attacca il Sindaco per via di una frase che avrebbe oltraggiato la memoria delle vittime del terremoto dell’Aquila. E infine c’è Alfatti Appetiti che critica Di Pangrazio reo di aver scatenato “guerre tra territori delle aree interne“. Ecco i tre interventi:

AURELIANO GIFFI

Puerile il tentativo del Sindaco e della maggioranza di far passare un’unanime approvazione del programma di mandato, che non si è verificata, come prova di un consenso allargato sull’attività amministrativa finora prodotta e di quello che si dovrà fare.

Il programma di mandato è un’enunciazione di principi che viene poi concretamente attuata con il bilancio di programmazione triennale da presentare entro il 31/12 e che i cittadini stanno ancora aspettando. Il bilancio programmatico è l’unico documento che traduce in modo concreto le reali intenzioni della maggioranza e l’idea di città che intende perseguire.

Finora, distratti anche dall’emergenza Covid, di tutto si è parlato meno che della visione che il sindaco ha per questa città sui temi concreti che impattano sulla vita quotidiana di cittadini e operatori commerciali, aldilà di vaghi progetti dai nomi altisonanti ma privi di contenuti come la Grande Marsica che a tutti ricorda il “cugino” Progetto Marsica da lui lanciato anni fa e miseramente naufragato.

Il rappresentante di Forza Italia in consiglio comunale, Linda Cacchione, non ha votato a favore del programma di mandato e, pur rendendoci disponibili come partito alla massima collaborazione nell’interesse della città, garantiremo a tutti i nostri elettori una minoranza vigile, responsabile e certamente nessuna aderenza alla politica vaga e confusionaria di Di Pangrazio che ci vede lontani e contrari per modus operandi e visione strategica.

TIZIANO GENOVESI

Un sindaco che sfrutta un luogo istituzionale per cercare consenso, offendendo la memoria e l’identità di una intera comunità, è vergognoso, becero e volgare”. Parole durissime quelle del consigliere comunale di Avezzano (L’Aquila) e coordinatore provinciale della Lega, Tiziano Genovesi, che all’indomani del Consiglio comunale chiede le scuse pubbliche da parte del primo cittadino di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, per quanto riferito nell’assise.

Chieda scusa ai marsicani, a chi nel terremoto di 106 anni fa ha perso dei parenti, chieda scusa agli aquilani e alle famiglie delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009 per le vergognose parole uscite dalla sua bocca durante un consesso istituzionale. Di Fronte alle tragedie bisognerebbe stare in silenzio, se non si ha nulla da dire”, aggiunge.

Nel corso della seduta, ieri, il sindaco ha preso la parola per presentare il suo programma di mandato, ma immediatamente “ha colto l’occasione sferrare un colpo davvero basso, utilizzando parole inaccettabili e indegne per un primo cittadino”.

Di Pangrazio ha dichiarato, senza alcun segno di pentimento, che il territorio Aquilanoha avuto uno sviluppo – suo malgrado – dovuto al grande terremoto subìto e ai milioni e milioni di euro che ha ottenuto”, mentre la Marsica ha sempre generato il Pil.

Una frase davvero infelice. È davvero di cattivo gusto parlare di soldi di fronte a una tragedia, al dolore e alla distruzione. Ricordo al primo cittadino che i fondi ricevuti dalla città dell’Aquila non potranno cancellare il ricordo di quella notte terribile, non potranno colmare il vuoto di chi ha perso, figli, genitori, parenti o amici”, dichiara ancora il coordinatore provinciale del Carroccio.

Ancor più grave è aver offeso una intera comunitàche sta rinascendo grazie alla grande forza e tenacia del popolo aquilano, così come 106 anni fa fecero i cittadini di Avezzano – nel giorno in cui anche la Marsica stava commemorando le vittime del sisma, mostrando di non avere rispetto neanche per la storia del proprio territorio”, ha proseguito.

L’Aquila e la Marsica per Genovesi “sono due territori che, seppur in tempi diversi, hanno vissuto lo stesso dramma” e “la memoria e il ricordo non possono e non devono essere macchiati da nessuno, soprattutto da un uomo delle istituzioni”, conclude.

ROBERTO ALFATTI APPETITI

Scatenare guerre tra territori delle aree interne, peraltro alle prese con grandi difficoltà, minacciate anche da un riaccentuarsi della pandemia, non è una prospettiva utile alla città”. Così Roberto Alfatti Appetiti, commissario cittadino di Fratelli d’Italia di Avezzano, commenta l’intervento del sindaco Di Pangrazio nel consiglio comunale di ieri.

Sono prese di posizione estemporanee, che, al contrario, rischiano di isolare definitivamente la città. L’intervento più concreto dell’intero consiglio comunale di ieri è stato quello della consigliera Iride Cosimati, che ha posto questioni serie e urgenti, andando a integrare con emendamenti mirati le tante lacune di un programma di mandato debole di contenuti e di risposte alle reali esigenze dei cittadini.

Un intervento che conferma lo spirito di dialogo e condivisione istituzionale che, in particolare in questo difficile contesto storico, dovrebbe caratterizzare la politica cittadina. Nello stesso tempo, tuttavia, sono da rigettare alcune maliziose letture giornalistiche che interpretano la nostra buona volontà a fornire contributi di idee come un ‘avvicinamento’ alla maggioranza consiliare: su questo siamo stati chiari sin dall’inizio – ribadisce Alfatti Appetiti – nel chiarire che Fratelli d’Italia svolgerà con diligenza e competenza il ruolo che gli elettori ci hanno assegnato, ovvero quello di minoranza vigile e responsabile, ma sempre distinti e distanti dalla maggioranza e in particolare da chiunque fondi la sua politica su contrapposizioni territoriali e istituzionali.

È piuttosto dallo scambio continuo di esperienze e di programmazione con tutti i comuni delle aree interne, riaffermando e integrando le complementari vocazioni dei territori, dialogando con la Provincia e con la Regione Abruzzo, che si possono porre le basi per un rilancio socioeconomico della Marsica”, conclude Alfatti Appetiti.