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Chiese e cattedrali della Marsica

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Per la narrazione delle vicende riguardanti la chiesa di Pescasseroli vogliamo attenerci semplicemente a due aspetti che riteniamo importanti per la sua storia: la nascita ed il passaggio alla Diocesi dei Marsi e la questione della chiesa ricettizia. Esistono moltissimi altri documenti riguardanti eredità e compravendite per questa chiesa, ma dal momento che sono tanti, abbiamo pensato di trattarli in una pubblicazione più particolareggiata. Se la chiesa parrocchiale di Pescasseroli fosse sempre appartenuta alla Diocesi dei Marsi è una domanda nata in virtù delle rivendicazioni fatte per il monastero di S.Angelo di Barreggio da parte di Alberico, vescovo dei Marsi e Montecassino: ecco i fatti.

Dopo la distruzione di tale monastero (anno 957) oltre a molti feudatari interessati alla vittoria sugli Ungari, i quali pretendevano alcuni dei territori liberatì, si fece avanti anche Alberico vescovo dei Marsi il quale, grazie alla sua dialettica, riuscì a far incorporare alla propria diocesi il monastero di Barreggio dall’imperatore Ottone I. La concessione fu fatta nel 960, inoltre, l’imperatore Firmò un altro documento nel quale si diceva che il monastero sarebbe tornato a Montecassino solo dopo la morte di Alberico. i monaci di Barreggio, che nel frattempo avevano minacciato di abbandonare il monastero se l’imperatore avesse fatto tali donazioni, mantennero la loro minaccia ed il monastero arrivò ben presto alla rovina. Ma Alberico, e non ne conosciamo i motivi, ancor prima della sua morte (avvenuta nel 994), dovette rinunciare a questa donazione se nel 975 risulta amministratore del monastero l’abate di S.Vincenzo al Volturno. La rinuncia ufficiale, da parte delle Diocesi marsicana, avvenne nel 981. Questi sono i fatti che ci hanno indotto ad ipotizzare la sopra citata domanda.

Dal momento che nel paragrafo i del secondo capitolo abbiamo accennato ai documenti farfensi che secondo noi riguardano la chiesa di Pescasseroli, presentiamo qui due ipotesi che potrebbero dare la risposta alla nostra domanda. La prima, che da per scontato che la chiesa farferise è quella di Pescasseroli, ipotizzerebbe il passaggio da Farfa alla Diocesi marsicana durante le rivendicazioni di Montecassino del monastero di Barreggio la quale, insieme a quella di Opi, si troverebbe sempre ubicata nello storico territorio dei Marsi. La seconda ipotesi vorrebbe la chiesa pescasserolese edificata, dopo la questione barreggiana, tra la fine del IX secolo e gli inizi del X e, pertanto, sempre appartenuta alla Diocesi dei Marsi.

Ma la cosa certa è che la bolla corografica di papa Pasquale il (1115) rappresenta un importantissimo documento per la storia del paese dal momento che cita, senza ombra di dubbio e per la prima volta, sia la chiesa che il paese di Pescasseroli: Ecclesíae S. Paulí ad Pesculum Serulae,. Intorno al Mille la situazione della Diocesi marsicana era molto travagliata. Vi esistevano addirittura due Vescovati e fu grazie all’intervento di papa Leone IX, nel 1057, che la situazione si risolse anche se gli ultimi focolai furono spenti solo durante il pontificato di Alessandro 111 (1159/79),. E’ facile pensare che la chiesa di Pescasseroli che sicuramente già esisteva abbia preso le parti di uno dei contendenti, ma sappiamo anche che essa era pienamente funzionante. Dall’elenco dei sussidi caritativi, redatto nel XIV sec. e che si trova presso l’Archivio della Diocesi, apprendiamo le prestazioni che ogni anno essa dava alla Cattedrale dei Marsi.

Nel 1283 la chiesa di S. Paolo rappresentava il centro della vita del paese come anche dimostrerebbe il documento riportato in nota i i del primo paragrafo del cap. 3, ma per avere notizie più dettagliate, ci siamo serviti dei documenti raccolti presso l’Archivìo del Vaticano da Pietro Sella. Il 10 marzo 1324 fu sottolineata, dal Vescovo dei Marsi, l’importanza dell’incarico dato all’Abate dei monastero valvense di Lecto, e a Pietro Cotugno, di registrare le decime ed i censi della Diocesi marsicana, aquilana, reatina e spoletìna; essi dovevano consegnare le decime a Gerardo di valle cappellano e nunzio papale. Le punizioni, a chi non adempiva a quest’obbligo, erano molto pesanti, tra tutte citiamo l’interdizíone di quei sacerdoti rei.

Ebbene, da questi documenti apprendiamo che il 20 marzo furono incaricati il rettore ed i clerici di Collelongo e Rocca di Cerri, di controllare il pagamento delle decime della chiesa di Pescasserolí, incarico questo, passato poi ai sacerdoti della chiesa di Urticulis, (Ortucchio). Sappiamo anche che il cappellano della chiesa di S. Paolo, si chiamava Berardo. Le altre chiese citata in questo documento, e che dovevano trovarsi a Pescasseroli, erano quelle di S.Andrea, S,Leonardo e S.Maria di Monte Tranquillo,. Evidentemente il fatto di incaricare persone estranee sia alla Diocesi che alla chiesa stessa, per la riscossione delle decime, indicava mancanza di fiducia tra la sede vescovile e le varie chiese ad essa appartenenti.

Notizie importanti per il XV e XVI sec. non ne abbiamo trovate, ma la chiesa di Pescasseroli dovette ampliare il numero dei partecipanti al clero, per adempiere ai doveri spirituali dato che il numero delle famiglie era salito dalle 48 del 1148, alle 200 del 1540,. Una particolare attenzione merita la pietra che si trova sotto il cornicione finale del campanile della chiesa e che reca la seguente iscrizione: ERECTUS A.D. 1578 – RESTAUR 1747 Sicuramente tale pietra fu messa li dopo un terremoto o un crollo avvenuto tra il 1739 e il 1747. Infatti nella descrizione della chiesa di S.Paolo fatta dal Vicario del Vescovo dei Marsi Mons. Corsignani (1739) si legge che essa deve annoverarsi tra le più belle di tutta la Diocesi,.

ora, come avrebbe potuto dire una cosa del genere se il campanile era distrutto, o in fase di ricostruzione? Molto probabilmente era intatto, ed ecco quindi emergere la tesi di un disastro avvenuto dopo il 1739.’ La data del 1578 potrebbe riferirsi al fatto che fu in quell’anno che il campanile vide terminata la sua costruzione. Nel 1579 ci fu un altro terremoto che fece danni ancor maggiori dell’anno precedente. Per riparare questi danni, provocati anche a causa di un non idoneo rinforzamento delle strutture della chiesa dopo i danni del 1578, furono chiamati degli esperti muratori da Magliano dei Marsi le cui riparazioni, però, non piacquero ai fedeli i quali protestarono al Vescovo.
La causa tra i muratori di Magliano di Marsi, ed il clero e abitanti di Pescasseroli, vide i primi trionfare.

Dopo il terremoto del 1579, la chiesa del paese fu intitolata a S.Pietro e Paolo.
Per le notizie sulla chiesa ricettizia di Pescasseroli ci siamo serviti, principalmente degli atti della causa che il clero del paese fece contro il pubblico demanio nel 1869,; ad essi abbiamo integrato alcuni documenti che danno delle notizie precise su di essa. Non sappiamo se dall’inizio, ma sicuramente dal 1188, che la chiesa di Pescasseroli, è ricettizia curata.

N.B. Per approfondimenti visitare la sezione Chiese di Pescasseroli>>

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LE CHIESE NELLA MARSICA ( San Pietro e Paolo )

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