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Chiese e cattedrali della Marsica

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E’ tradizione che questa Chiesa fosse edificata da Carlo D’Angiò, il quale dal piano di Cappelle le armi dello Svevo Corradino che da Roma veniva ad incontrarlo, implorasse il soccorso di Maria e che le votasse un tempio, qualora restasse vittorioso nell’imminente battaglia.

Difatti lo fu e non manco alla promessa.” Questa la tesi del Gattinara cosi contrastata da quella del Paoluzi: ” la chiesa del Soccorso rammenta la celebre battaglia di Tagliacozzo, non perché sia stata edificata da Carlo D’Angiò per aver chiamato in suo soccorso la Vergine prima dello scontro con Corradino, ma perché la ingrandì e restauro dopo la vittoria nei piani Palentini.” Fu lo storico Marini che in base ad inconfutabili fonti storico-artistiche arrivo alla conclusione che la Chiesa non fu edificata, ne restaurata ne ampliata da Carlo D’Angiò, ma che essa preesisteva gia alla battaglia e sorse verso il 1000 come luogo di riposo e di soccorso ai viandanti, come era costume dell’epoca; in seguito essa fu ampliata aggiungendo, all’unico vano originario, quella parte che tutt’oggi funge da Chiesa; il pronao risale, come vedremo, ad un’epoca ancora successiva.

A nostro avviso aggiungiamo che anche dai caratteri stilistici consistenti nella volta a crociera con l’arco acuto, si rivela lo stile romanico che fiori specialmente nel secolo XII. Di questo stesso secolo doveva essere anche la porta lignea simile a quella di S. Maria in Cellis, quest’ultima del 1132 come da data incisa sotto il quadretto della visitazione insieme ad una iscrizione latina, e vandalicamente bruciata nel 1860. La Chiesa e a pianta rettangolare con due cappelle laterali; quella di sinistra rettangolare e quella di destra semicircolare, mentre lo schema compositivo del portale si rifà a quello di altre Chiese di Tagliacozzo: ed e la testimonianza del sopravvivere di un gusto ancora tardo gotico in un ambiente provinciale.

Si può considerare opera di maestanze locali le quali, pur rifacendosi ad un tipo, hanno cercato di introdurvi qualche elemento di novita nei motivi decorativi dei capitelli, dell’archivolto e dell’architrave. E’ costituito da quattro colonne frontali separate a meta da anelli sagomati, le meta inferiori sono lisce, mentre in quelle superiori il fusto e di varia fattura: da sinistra la prima è a spina di pesce e le altre sono a tortiglioni.

L’architrave sorretto da mensole ad S reca nel centro il monogramma di S. Bernardino ed e decorato a motivi fitomorfi. L’archivolto e costituito da una colonna a tortiglione e da una cornice a foglie radiali. Sull’architrave, sotto il monogramma Bernardiniano, e la data 1495. L’affresco nella lunetta sopra il portale, rappresentante la Vergine col Bambino, nudo dritto sulle ginocchia fra due Angeli in adorazione, e senz’altro da attribuire al secolo XV, lo si deduce dalla data incisa nell’architrave e dal monogramma di Gesu ideato da San Bernardino e inciso in molte Chiese della Marsica a testimonianza delle prediche che il Santo faceva in questi luoghi. Il portico, una volta forse in legno per riparare le pitture della facciata e della lunetta, fu costruito nel 1542 come prova la data incisa sul suo architrave: ”SANCTA MARIA DE LO SOCURSO ORA PRO NOBIS A.D. 1542 23 AGUSTO” Dal momento che i Colonna subentrarono agli Orsini soltanto nel 1497, deduciamo che furono proprio questi Duchi ad occuparsi della costruzione dell’attuale pronao per meglio propiziarsi con questa ed altre opere compiute a vantaggio degli edifici sacri e profani di Tagliacozzo, l’animo dei tagliacozzani gia devoti agli Orsini, loro antagonisti.

Concludiamo che, dal momento che i caratteri stilistici e le date valgono molto di più, in quanto in ogni momento riscontrabili, delle campanilistiche tradizioni popolari si può definitivamente escludere che gli Angioini favorissero in nessun caso l’erezione di Santa Maria del Soccorso; e riassumiamo che tre furono le epoche successive in cui si attuo la sua costruzione: XII secolo per la primitiva Chiesa, e rispettivamente XV e XVI per l’ampliamento con un vano antistante ed il pronao.

Di questa prima costruzione rimangono soltanto, presumibilmente, la stanza di fondo (ora riadattata e resa visibile, ma prima una sorta di stalla spoglia e misera) ed il locale posteriore all’altare, che si presenta diviso in due campate, una più piccola con volta a crociera, l’altra con volta a botte a sesto acuto, entrambe pero non databili con sicurezza al XII secolo solo sulla base di tali generici particolari architettonici.

Gli affreschi che decorano le pareti della primitiva costruzione di grande valore pittorico appartengono a due fasi distinte, anche se il loro stato frammentario ne rende difficile l’interpretazione. più tardi, nella seconda meta del ’400, fu realizzata la decorazione della volta a crociera, con le immagini degli Evangelisti. Altri affreschi ed opere d’arte permangono all’interno dell Chiesa cinquecentesca la maggior parte sulla facciata dell’altare maggiore ed i rimanenti sulla parete destra della Chiesa stessa.

N.B. Per approfondimenti visitare la sezione Chiese di Tagliacozzo>>

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LE CHIESE NELLA MARSICA ( Chiesa di Santa Maria Del Soccorso )

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