Comune di Civita D'Antino

Chiesa di fondazione laica, edificata sui margini sud del recinto murario della città marsa di Anxa, le cui testimonianze archeologiche più antiche risalgono all’VIII-IX secolo, mentre la prima citazione è dell’anno 950 circa con la sua donazione a Montecassino da parte della contessa Doda, moglie del Conte dei Marsi Berardo, tramite il monaco-sacerdote Gualtiero (Chron. Mon. Casin.,.

Le continue donazioni di privati e dei Conti dei Marsi, soprattutto nei secoli X-XI, resero Sanctae Mariae in Luco con il suo monastero-torre una prepositura cassinese nullius Dioecesis da cui dipesero ben 29 chiese e monasteri della Marsica con un territorio feudale proprio, una enclave cassinese nell’interno della diocesi marsicana. Il monastero rimase in mano ai priori scelti da Montecassino fino alla seconda metà del XV secolo: nel 1565 la chiesa divenne Collegiata e fu assegnata dai Cassinesi al clero secolare, dietro la spinta del potente feudatario Marcantonio Colonna, che vi ordinò un Preposto con cinque canonici; nel 1588, dietro forti pressioni dei Colonna e del Vescovo Matteo Colli, i Benedettini furono costretti ad abbandonare la ormai chiesa sepolcrale e il vicino monastero divenuto casa parrocchiale. Il secolo XVI vede la chiesa ampliata con la creazione delle cappelle laterali, mentre agli inizi del ‘700 l’interno, la facciata ed il campanile, intaccati da un sisma, furono alterati da interventi barocchi e neoclassici eliminati dal Gavini con i restauri successivi al terremoto del 1915.

La chiesa si presenta con la sua facciata a capanna divisa in due da una cornice orizzontale con campanile quadrato inserito a sinistra: alla base sono tre portali sovrastati da altrettante finestre monofore ornate da transenne in calcare decorate a traforo, mentre il culmine a due spioventi è segnato da una ricca cornice benedettina. Il portale centrale è contrassegnato da maggiore ricchezza decorativa con colonnine laterali scanalate aventi raffigurazioni di flora e fauna locale, mentre raffinati capitelli fioreali e sculture umane e zoomorfe decorano le parti alte (monaco con vangelo aperto e sovrastante peccatore ingoiato dal demonio raffigurato come dragone).

L’interno, a pianta rettangolare con tre navate divise da pilastri quadrati che sorreggono arcate a tutto sesto e soffitto ligneo a capriate (1-6), presenta cappelle laterali rinascimentali e barocche sulle navate laterali (11) e numerosi frammenti della chiesa altomedievale e duecenteschi sulla parete della navata laterale destra dove si apriva il Portale delle Donne di cui si conservano frammenti ricomposti dal restauro del Gavini duecentesco con scena del Giudizio Finale, mentre sul coro sono presenti iscrizioni antiche, un bassorilievo del XIII secolo raffigurante la Madonna con Bambino ed altri frammenti medievali: qui erano conservate le statue lignee seicentesche di S. Pietro, S. Benedetto, S. Andrea, S. Paolo (ora al Museo del Castello Piccolomini di Celano) e la cinquecentesca statua lignea della Madonna delle Grazie ora presente nella parrocchiale di Luco dei Marsi.

All’esterno, sulla sinistra, si innalzano i resti del monastero-torre benedettino del X secolo, ridotto al solo pianterreno con le sue feritoie (arciere) ed il portale cinquecentesco aperto dopo la trasformazione del monastero in casa parrocchiale del clero secolare.

N.B. Per approfondimenti visitare la sezione Chiese di Luco Dei Marsi>>

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LE CHIESE NELLA MARSICA ( Chiesa di S. Maria Delle Grazie Di Luco )
LE CHIESE NELLA MARSICA ( Chiesa di S. Maria Delle Grazie Di Luco )

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