Le 5 cose da sapere prima di rilevare un’azienda



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Che si tratti di un’attività locale o di una grande multinazionale, ecco cosa dovrai sapere su bilanci e dipendenti.
Ognuno di noi ha pronunciato, o sentito pronunciare, almeno una volta nella vita la frase “mollo tutto e vado a vivere in montagna”, magari per aprire lì una tranquilla e bucolica attività commerciale; oppure per rilevarla e proseguire con successo e innovazione la strada tracciata da altri. In questo momento in Marsica sono diverse le attività commerciali in vendita: si va dalla classica edicola, al più tipico negozio di artigianato. Per questo, se hai deciso di cambiar vita e vuoi trasferirti qui, le opportunità a tua disposizione saranno svariate. In ogni caso, ci sono alcuni aspetti che dovrai prendere in considerazione prima di acquistare una qualsiasi di queste attività. Vediamo assieme quali sono le 5 cose da sapere prima di rilevare un’azienda.

Anche se l’azienda che intendi rilevare è una piccola realtà locale, per salvaguardare i tuoi soldi ed evitare di buttarli al vento, immagina, invece, di voler acquistare una multinazionale e comportati esattamente come farebbe un grande imprenditore. Un esempio? Quando, negli anni 2000, il famoso imprenditore italiano Marco Tronchetti Provera (attuale vicepresidente e CEO di Pirelli) ha acquisito la partecipazione di controllo in Telecom Italia, certo non l’avrà fatto prima di aver verificato lo stato di salute fiscale dell’azienda. Per questo anche tu dovrai:

  1. Visualizzare i bilanci. Tutte le società italiane sono tenute a depositare il proprio bilancio presso la Camera di Commercio, sia esso consolidato o di esercizio. Il bilancio consolidato riassume la condizione economica, patrimoniale e finanziaria dell’azienda; mentre il bilancio di esercizio è composto dall’insieme dei documenti contabili che un’impresa deve compilare periodicamente. Ogni tipo di realtà (dalle s.n.c. alle start up innovative) presenta un tipo di bilancio diverso, ma ognuno di essi è pubblico e visualizzabile anche attraverso i siti internet che propongono questo servizio online. Per un accesso ancora più veloce a queste informazioni, prova a richiederle direttamente all’attuale titolare dell’azienda. La sua voglia di essere collaborativo, o meno, potrebbe essere già una valida indicazione.

Utilizza i dati raccolti per capire se l’azienda è in stallo, in crescita o in perdita.

  1. Cercare carichi pendenti. Anche in questo caso i documenti sono pubblici e reperibili attraverso l’Agenzia delle Entrate. Qui troverai elencati gli eventuali debiti dell’azienda che intendi rilevare. Assicurati che sia tutto pagato e che non ci siano creditori prima di effettuare l’acquisto.

Se l’esito di questi primi controlli è positivo, allora potrai passare alla seconda fase: svestire i panni di Marco Tronchetti Provera (dell’imprenditore) per passare a quelli del Tenente Colombo! Ci sono altre fondamentali informazioni che non è possibile raccogliere se non facendo una sorta di indagine fra i dipendenti e la clientela dell’attività. Fra queste:

  1. Come è cambiato l’atteggiamento del titolare dalla sua decisione di cedere l’attività? Capita spesso, infatti, che, dopo la decisione di vendere la propria azienda, i gestori sentano addosso una maggiore stanchezza e demotivazione. Questo per l’attività commerciale è profondamente negativo in quanto la trascina verso la stasi o, peggio ancora, verso il declino economico e di gradimento. Potrai cercare di raccogliere questo dato facendo quanto descritto nel punto successivo.
  2. Cosa ne pensa la clientela? Com’è vista l’attività commerciale dagli occhi di chi la frequenta quotidianamente? La qualità del servizio è peggiorata rispetto a un tempo? La risposta a queste domande sarà utile per capire se quello che dovrai fare è un cambiamento completo dell’immagine dell’azienda o se potrai permetterti semplicemente di proseguire quanto è stato già tracciato senza temere di andare in perdita. Inoltre, sarà importante scoprire quante persone frequentano l’attività e qual è la loro età media per avere dei dati fondamentali da inserire nel tuo business plan.
  3. Infine, cosa ne pensano i dipendenti? Attraverso le loro parole cerca di scoprire di più sul clima che si respira all’interno dell’azienda. La loro opinione ti aiuterà a conoscere aspetti che ai clienti sono inaccessibili, ma che per te saranno davvero utili.

Ancora qualche considerazione se, come abbiamo detto all’inizio, la tua intenzione è quella di aprire o rilevare un’attività in montagna. Soprattutto se la destinazione che hai selezionato è un piccolo paesino, la scelta della tipologia di attività da avviare potrebbe non essere delle più semplici. Capita, infatti, che i nuovi imprenditori si lascino trasportare dai propri sogni e dalle proprie passioni e decidano di aprire negozi completamente estranei al gusto e alle abitudini delle città che li ospitano. Anche per questo vediamo spesso negozi aprire e chiudere in tempi record. Il target di riferimento rimane la prima cosa da considerare. Se vuoi aprire una nuova attività, cerca di capire cosa manca in paese, cosa va a cercare la gente nei paesi limitrofi. Proponi una soluzione in loco che sia decisamente più attraente di quella vicina. Allo stesso modo, se vuoi aprire un’attività, o rilevare un’attività, che ha già concorrenza in zona, valuta un completo rifacimento dei locali, dell’immagine e della qualità del servizio per differenziarti dagli altri.

Insomma, prima imprenditore, poi investigatore, poi esperto di impresa. Almeno quando si parla di lavoro, la vita di montagna non sembra poi così diversa da quella di città!




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