L’Autunno nella conca fucentina emoziona coi versi della scrittrice dei Marsi Maria Assunta Oddi



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Nella Marsica, con l’equinozio d’autunno, si sono succeduti, come in una tavolozza d’artista, i più brillanti colori dell’iride: il dorato dei prati, il rossigno delle foglie riarse, le ocre accese dei campi arati.

In questi giorni invece, trionfa il giallo sbiadito nei toni grigi stemperati come acquerelli sulla misteriosa velatura delle nebbie.

Mentre il vapore tra i fossi che delimitano i canali sovrasta e tutto conchiude, l’immaginazione costruisce sulla sterminata piana tra l’orizzonte e le cime dei monti l’antico lago.

Emozioni

Il cielo pallido di piogge 

Posato sulle spalle del viandante

A passeggio col cuore libero 

Ha pensieri e sogni audaci

Di voli sfuggiti all’infanzia

Remota di giochi e fantasie.

Nel paesaggio dell’anima

L’infinito è dentro e fuori

Sull’ala del riflesso accecante 

All’orizzonte in tumulto

Come foglia nel vento d’autunno.

Nell’effimera eternità dei giorni

Il viaggiatore dalla rupe mutevole

Della mia conca raccoglie tra le mani

 Una manciata di polvere di limo

Che attende nebbia a cogliere

Acqua dal lago rifatto.

E intanto affida un seme senza nome 

Al dono scarlatto dell’amore.