Dalla speranza alla riflessione, l’augurio di Pasqua del sindaco Gianclemente Berardini



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Gioia Dei Marsi – Sono parole cariche di riflessione quelle usate dal sindaco di Gioia dei Marsi, Gianclemente Berardini, per gli auguri di Pasqua ai suoi compaesani.

Una Pasqua certamente diversa da quella dello scorso anno, dove a regnare era soprattutto la speranza che presto tutto questo potesse presto volgere al termine.
Oggi, a un anno di distanza, la situazione è ancora drammaticamente viva, e questa volta la speranza viene riposta nel vaccino, unica arma possibile, e nelle azioni di ognuno di noi.
Il sindaco conclude poi il suo messaggio con una metafora, che richiama la sofferenza di Cristo, cui poi segue un ritorno alla luce, con il nostro passaggio dal buio alla luce, dalla morte alla rinascita.

Di seguito il significativo messaggio del sindaco Berardini:

“Carissimi compaesani,
è con profonda inquietudine e con persistente senso di smarrimento, che mi rivolgo anche quest’anno a voi tutti, per celebrare la Resurrezione di nostro Signore, nel pieno della pandemia, che ormai da più di un anno, ci ha travolti.
Se lo scorso anno il messaggio augurale era intriso di speranza e di sorpresa, per quello che stava accadendo, quest’anno, non può che essere avvolto in un momento di profonda riflessione e dolore, per quello che è accaduto, per quello che accade e per quello che potrà ancora accadere.
In molti, hanno sostenuto che le sofferenze arrecateci da questa emergenza sanitaria e sociale, avrebbero cambiato in meglio l’uomo, rendendolo più solidale ed altruista ed invece, purtroppo, ci troviamo a constatare che, dal timore iniziale e dal rispetto per le vittime, e conseguenti atteggiamenti di vicinanza, ormai ci si è assuefatti alla morte, senza dare importanza alle persone, all’impietoso
conteggio giornaliero del numero vittime, come se non fosse nelle nostre possibilità e financo volontà cambiare, definitivamente, la direzione della pandemia e porre termine a questa inutile strage.
Il vaccino è la nostra ancora di salvezza, ma in attesa dell’immunità di tutti, perché ogni singola vita ha un suo inestimabile valore, irripetibile, sono solo le nostre azioni, il nostro libero arbitrio, la nostra capacità di discernimento tra la vita e la morte, a poter orientare in maniera positiva l’andamento epidemiologico, con conseguente e necessario, abbassamento dei contagi e del numero delle vittime. Non dimentichiamoci che dietro ad ogni ammalato ci sono sempre gli stessi medici e gli stessi operatori sanitari, escludendo quelli che purtroppo non ci sono più, che, da oltre un anno, combattono incessantemente un nemico, invisibile agli occhi nostri, ma visibile ai loro, sempre più
aggressivo e virulento, che muta nella corsa a sfuggire a tutte le umane frapposizioni.
E così, proprio nella settimana della sofferenza, della morte, ma anche della Resurrezione, in cui
proprio il grigiore della morte viene stravolto dalla rinascita, per noi tutti l’auspicio di incarnare, nell’anima e nel corpo, come nei comportamenti, faticosi ma virtuosi, il consapevole e desiderato, definitivo trapasso, dal buio alla luce, dove nessuna morte e nessun sacrificio siano davvero stati
vani.

Buona vita a tutti”.