Comune di San Vincenzo valle Roveto

Dal già citato articolo apparso su ” l’Unità ” del 3 maggio 1945 apprendiamo la dinamica dell’arresto del giovane Giuseppe Testa, cosi come era stata narrata da don Savino. La mattina del 21 marzo il giovane dormiva in casa con i suoi famigliari e con l’ufficiale inglese Douglas Dutton. Quando senti bussare con violenza alla porta intuì immediatamente ciò che stava accadendo; balzò giù dal letto, fece appena in tempo a far calare in un pozzo interno l’ufficiale inglese, quando la porta di casa fu abbattuta dai tedeschi che irruppero nell’interno frugando dappertutto e chiedendo del prigioniero. Giuseppe rispose con calma di non saperne nulla ed allora fu trascinato fuori con alcuni famigliari e congiunto agli altri prigionieri.

L’ufficiale inglese salvato dal Testa, dopo l’arrivo degli alleati, volle rendere pubblica testimonianza dell’eroico comportamento del giovane, de1 comitato e di tutta la popolazione di Morrea, in un rapporto al Comando militare alleato, aggiungendo che nessun cittadino di quel piccolo paese della Marsica pretendeva la benché minima ricompensa per quanto era stato fatto in favore di migliaia di prigionieri. Anche il capo del governo militare della Provincia dell’Aquila, il comandante inglese Homer Stebbins, dopo essersi recato a Morrea a rendere omaggio alla tomba del soldato indiano Parsad Limbu e all’eroico comportamento di tutti gli abitanti, in una lettera d’encomio, inviata all’autorità civile della città, ricordava con evidente commozione il tragico episodio dell’agguato tedesco, la cattura dei membri del comitato e la successiva fucilazione del giovane patriota Giuseppe Testa.

Certamente il nome del vostro Villaggio – scriveva il comandante inglese Stebbins – e di tutti i suoi abitanti dovrebbe essere scritto a lettere d’oro nell’albo storico della grande conflagrazione mondiale, per difendere la Libertà, la Giustizia e gli ideali Democratici, della famiglia e della Chiesa sulla faccia della terra. Mi soffermo in atto di ammirazione e di umiltà al pensiero dei sacrifici della vostra Comunità e nella considerazione delle sue limitate risorse… DIO VI BENEDICA TUTTI (13).

A distanza di cinquanta anni, rileggendo le parole espresse dal comandante inglese, si prova una profonda emozione, e torna al pensiero l’epopea scritta da quella piccola comunità di montanari, non dissimile da quelle dei primi Comuni alpini medievali che si battevano contro le oppressioni feudali e gli assalti dei barbari invasori, al cui ricordo il Carducci cantava:

Erra tra i vostri rami il pensier mio
sognando l’ombre d’un tempo che fu (14).

E l’epopea di quel piccolo comune della Marsica fu sublimata e direi quasi consacrata dal martirio di un giovane di quella terra, che si offri in olocausto per il trionfo della liberta e della democrazia: Giuseppe Testa, nato il 25 maggio del 1924.

Note
13. Questo il testo della lettera:
GOVERNO MILITARE ALLEATO PROVINCIA DELL’AQUILA R5AQ/1678
Oggetto: Riconoscimento dei servizi resi alla causa alleata dai cittadini di Morrea. Al Sindaco del Comune di Morrea, Provincia dell’Aquila.
1) Siete pregato di accettare i miei ringraziamenti e la mia stima per la gentilezza degli abitanti e del Clero del villaggio di Morrea e per la Vs., in qualità di Sindaco di detto paese, in occasione della mia visita a Morrea dell’8 Ott. u.s. allo scopo di assistere alla dedica del monumento ad Halivard Parsad Limbu, matricola n. 6535, soldato britannico dell’India, il quale mori nel vostro villaggio il 4 febbraio 1943. 2) Sappiate che io ho preso in esame i voluminosi documenti presentatimi dal Comitato organizzato in Morrea allo scopo di aiutare i prigionieri di guerra Alleati. E’ una documentazione tanto più importante se si considera che l’attività fu svolta dagli abitanti di un Comune di soli 400 abitanti, situato sulla cima di una, montagna inaccessibile, con limitate possibilità alimentari e di acqua, e con difficoltà di comunicare con il mondo esterno. 3) Constato che i cittadini di Morrea diedero aiuto complessivamente a 5800 persone nello sfuggire alle grinfie tedesche. Di questa cifra 3100 furono prigionieri di guerra Alleati e 2700 soldati Italiani fuggitivi. Noto anche che agli sbandati prigionieri di guerra Alleati furono forniti generi alimentari, alloggio e calzature (363 paia) nonché informazioni, guide locali ed assistenza medica ai malati ed ai feriti. La vostra documentazione mostra che 80 prigionieri furono malati, 63 feriti, ma che soltanto uno mori per malattia incurabile. Noto inoltre che i giovani di Morrea montarono di sentinella di giorno e di notte, cosi che i prigionieri potevano liberamente circolare nei limiti del territorio del vostro Villaggio. 4) Il 21 Marzo i Tedeschi circondarono il villaggio, catturando il Comitato composto dal Parroco Don Savino Orsini, da Testa Giuseppe, da Gemmiti Ugo e Casalvieri Pietro, i quali furono trasportati al Campo di concentramento di Sora [località Madonna della Stella, n.d.c.], ove Testa Giuseppe fu fucilato. 5) Certamente il nome del vostro Villaggio e di tutti i suoi abitanti dovrebbe essere iscritto a lettere d’oro nell’albo storico della grande conflagrazione mondiale per difendere la Libertà, la Giustizia e gli ideali Democratici, della famiglia e della Chiesa sua faccia della terra. Mi soffermo in atto di ammirazione e di umiltà al pensiero dei sacrifici della vostra Comunità e nella considerazione delle sue limitate risorse. Il fatto che io mi sia spinto fin sulla cima della vostra nuda, rocciosa montagna ed abbia visto con i miei propri occhi le condizioni sotto le quali si svolse l’attività del vostro Comitato fa si che io lodi ogni uomo, donna e bambino, che servirono la causa Alleata, con le mie più sentite parole: DIO VI BENEDICA TUTTI ! Homer A Stebbins Majior-Inf.-Provincial Commission
L’Aquila 10 ottobre 1944

14. G. Carducci, Rime Nuove, “il Comune rustico “, 8-9.

Testi tratti dal libro Giuseppe Testa 1924-1944

Testi a cura di Mario Martini

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L'arresto di Giuseppe Testa
L'arresto di Giuseppe Testa

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