L’Aquila accoglie Papa Francesco: evento storico che sarà ricordato nei secoli. Il fotoracconto esclusivo


Papa Francesco ieri si è recato a L’Aquila in occasione del 728esimo anniversario della Perdonanza Celestiniana. Giunto con l’elicottero atterrato a Piazza D’Armi si è recato prima, a bordo di una Fiat 500L bianca a Piazza Duomo dove ha visitato la cattedrale di San Massimo, in cui sono ancora ben visibili le ferite del sisma 2009, e successivamente ha incontrato i parenti delle vittime del terremoto presenti in Piazza Duomo. Finito l’incontro a Piazza Duomo è salito a bordo della papa mobile ed ha raccolto l’abbraccio dei fedeli collocati lungo al percorso fino alla basilica di Collemaggio. Grande l’emozione dei presenti all’arrivo di Papa Francesco. Al cospetto della basilica ha celebrato la messa con l’omelia e la recita dell’Angelus.

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Luca 14, 1.7-14

Papa Francesco ha voluto citare il passo del Vangelo del giorno, proveniente da Luca, 1.7-14. Il messaggio espresso dal pontefice ricordava che il valore di un uomo non dipende dal posto che socialmente occupa. Tornando a parlare del terremoto ha fatto una riflessione sul valore di capire il dolore degli altri:

Chi ha sofferto deve poter fare tesoro della propria sofferenza, deve comprendere che nel buio sperimentato gli è stato fatto anche il dono di capire il dolore degli altri. Voi potete custodire il dono della misericordia perché conoscete cosa significa perdere tutto, veder crollare ciò che si è costruito, lasciare ciò che vi era più caro, sentire lo strappo dell’assenza di chi si è amato. Voi potete custodire la misericordia perché avete fatto l’esperienza della miseria.

Papa Francesco

Infine il Pontefice si è recato processionalmente, assieme al Cardinale Arcivescovo di L’Aquila, gli Em.mi Cardinali, gli Ecc.mi Vescovi, il servizio liturgico ed il sindaco Pierluigi Biondi sotto la Porta Santa. “Apritemi le porte della giustizia” , ha detto il Pontefice prima dell’apertura secondo la preghiera rituale a cui viene risposto: “Voglio entrarvi e rendere grazie al Signore”. “È questa la porta del Signore” ha detto ancora per sentirsi rispondere: “Per essa entrano i giusti”. Dunque, le parole finali: “Entrerò nella tua casa, Signore” a cui è stato replicato: “Mi prostrerò in adorazione del tuo santo tempio”. Dunque il suono delle trombe che annunciano l’inizio del Giubileo Celestiniano. Papa Francesco successivamente, con il ramo d’ulivo porto dal primo cittadino, ha battuto tre volte la Porta Santa e sono state aperte le ante. Un momento carico di pathos per l’importanza simbolica e non del momento, accompagnato magistralmente dal coro lirico.

Entrato nel luogo di culto voluto da Pietro da Morrone, il Papa compie l’ultimo atto del rito di apertura della Perdonanza. Viene condotto, sulla sedia a rotelle, verso il mausoleo di Celestino V. Qui sono conservate le spoglie dell’eremita divenuto Pontefice, rivestite di paramenti papali e con il pallio donato da Benedetto XVI. Nella cappella del mausoleo, per l’occasione, è esposta la bolla del Perdono, custodita in una teca. E qui Francesco sosta per una breve preghiera, raccolto ancora in silenzio. Un momento bellissimo ed emozionante.

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