Comune di Celano

Le vicende umane ci coinvolgono nell’intimo e determinano ogni volta profonde emozioni, le più diversificate. Il cammino dell’umanità ci appartiene come in un enorme caleidoscopio in cui le esperienze personali si rifrangono o si completano in una varietà di avvenimenti che determinano la storia.

In un certo senso ognuno diventa il protagonista, l’inventore di un tratto di storia in una meteora che corre verso l’infinito. Dinanzi ad un’opera scultorea ho l’ansia di risalire fin nel profondo da dove è sgorgato quel segno, quella espressione, lo stupore di quel volto, la tracotanza di quell’atteggiamento, la dolcezza di quei lineamenti.

La creazione inizia molto lontano. Dal magma incolore, dalle istintive effervescenze dello spirito emergono i primi movimenti per una specie di sublimazione dalla materia. Lo scultore Finotti in questa sequenza di volti ci fa conoscere le varie stagioni dell’esperienza umana.

Le emozioni interiori si traducono, attraverso lo scalpello, in autentiche trasposizioni spirituali che rivivono ogni volta in un vibrante pathos altamente drammatico ma saldamente teocentrico. Siamo quindi nel punto focale dell’espressione creativa comune ai grandi maestri dell’arte.

Finotti è annoverato tra i grandi dell’arte scultorea e in quest’opera ha raggiunto il momento più luminoso sia per il linguaggio altamente espressivo e la ricerca puntigliosa del “particolare”, che per il contenuto teologicamente definito del messaggio cristiano della Passione.

Il visitatore sarà suggestionato da quei volti, 58 per la precisione, in ognuno dei quali vorrà riconoscersi e certamente uscirà da questa strada della vita, così come l’ha definita il critico Gian Lorenzo Mellini, rincuorato o serenamente pensoso perché saprà che un uomo ha saputo percorrere quella strada con dignità, senza cedimenti di sorta.

La realizzazione dell’importante operazione emotiva con significativi contributi sia da parte della comunità parrocchiale che da parte di altre istituzioni.
Il consiglio di parrocchia ha seguito le varie fasi dell’opera con opportuni suggerimenti e fattiva collaborazione.

Il Comitato,dei Santi Martiri del 1997 ha messo a disposizione la somma necessaria per la prima “stazione della Via Crucis.
Quindi il cospicuo intervento economico della Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila ha reso tutto più facile per la copertura finanziaria del progetto culturale.

Molto stimolante la costante presenza dal Dott. Nando Taccone con la sua competente passione artistica.
Il giorno 8 ottobre 1998 il Card. Virgilio Noé benediceva la Via Crucis, e quindi teneva un elevato profilo storico con opportuni suggerimenti spirituali che il numeroso e qualificato pubblico ha molto apprezzato.

Quindi prendeva la parola il critico d’arte Prof. Carlo Fabrizio Carli per mettere in evidenza gli aspetti più stilisticamente pertinenti nei quadro generale della intera produzione artistica dello scultore Finotti.

Concludevano la celebrazione S. E. Mons. Armando Díni Vescovo di Avezzano e il parroco sac. Claudio Ranieri, mettendo in evidenza la corale partecipazione della comunità parrocchiale.

Testi a cura di Silvia Carusi, Claudio Ranieri, Graziella Tirabassi

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La Via Crucis dello scultore Novello Finotti

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