La tomba di Perseo a Magliano dei Marsi non può essere di Perseo

Magliano dei Marsi – Nel territorio di Magliano dei Marsi, lungo quella che oggi viene chiamata strada statale 578 Salto Cicolana, esistono i resti di quello che doveva essere un antichissimo edificio. Pietre bianche che si stagliano contro il profilo azzurro di Monte Velino. Un agglomerato che ormai ha perduto la sua configurazione originaria ma che attira l’attenzione di chiunque passi nei paraggi e sia dotato di un briciolo di curiosità. Avvicinandosi al rudere, si nota la presenza di un cartello sul quale viene riportata la seguente dicitura: “Tomba di Perseo. Monumento sepolcrale di epoca romana sull’antica Via Valeria“. L’ipotesi che la rovina sia davvero la tomba del famoso Perseo, re di Macedonia, è molto suggestiva e sicuramente affascinante. Peccato che la tomba di Perseo non possa essere questa.

La tomba di Perseo a Magliano dei Marsi non può essere di Perseo
Il cartello accanto alle rovine

Abbiamo deciso di chiedere lumi al professor Giuseppe Grossi, uno degli storici e archeologi più esperti e preparati della Marsica, il quale, con estrema disponibilità e nitidezza ha escluso che i resti in questione possano essere anche solo avvicinati alla figura di re Perseo. Le parole di Grossi non lasciano spazio a dubbi: “Non è la tomba di Perseo, ma probabilmente una costruzione del I sec. d.C.. Si tratta, infatti, di un mausoleo a torre, a pianta quadrata di cui ora è visibile solo il nucleo in opera cementizia romana. Non esiste più il rivestimento in lastre decorate di calcare locale“. In sostanza Giuseppe Grossi, al pari di altri storici, esclude con sicurezza che possa trattarsi della tomba di Perseo.

La tomba di Perseo a Magliano dei Marsi non può essere di Perseo
Il mausoleo romano di Magliano dei Marsi

Ricordiamo che il celebre re di Macedonia, nato intorno al 213 a.C., venne condotto come prigioniero ad Alba Fucens nell’anno 168 a.C. dopo aver assistito alla sconfitta del proprio esercito nella battaglia di Pidna. In seguito agli eventi che caratterizzarono la terza guerra macedone, i romani presero il controllo del regno di Perseo che venne definitivamente detronizzato e condotto a Roma. Qui fu costretto a subire il trionfo dei vincitori e poco dopo fu deportato, assieme a suo figlio Alessandro e al suo seguito, nella colonia romana di Alba Fucens. Le fonti storiche attestano che re Perseo sarebbe morto proprio qui due anni più tardi, vale a dire nel 166 a.C..

La tomba di Perseo a Magliano dei Marsi non può essere di Perseo
Sito archeologico di Alba Fucens

Il professor Grossi spiega che il corpo di Perseo, con buone probabilità, venne cremato. Le sue ceneri potrebbero essere state inviate in Macedonia. Oppure i romani avrebbero potuto consegnare le spoglie alla famiglia che le avrebbe tumulate a Roma. Nel caso in cui, invece, fosse stato sepolto ad Albe, il rito funerario macedone sarebbe stato rispettato pedissequamente: il corpo sarebbe stato cremato e le ceneri, conservate in uno scrigno d’oro o d’argento, sarebbero state poste su un tumulo circolare a cono rovesciato. Dunque l’ipotesi che le rovine presenti lungo l’antico corso della via Valeria possano essere la tomba di Perseo sono praticamente nulle, soprattutto perché risalgono a circa tre secoli dopo la morte di re Perseo.

Ciò non toglie che il monumento di Magliano dei Marsi abbia un suo valore archeologico e una sua precisa identità storica. Non può essere la tomba di Perseo, anche se l’ipotesi era sicuramente intrigante, ma siamo al cospetto di un antico mausoleo che potrebbe essere valorizzato per quello che è e che rappresenta. Anzi, sarebbe forse molto interessante riuscire a proteggerlo dalle intemperie e dal degrado con una struttura adeguata, renderlo riconoscibile a chiunque percorra la strada statale e, infine, meritatamente visitabile.