Marsica – Avrebbe tentato di entrare in casa, di notte, passando da una finestra per controllare cosa stesse facendo la compagna e in passato avrebbe minacciato la donna persino con un’ascia. Scatta l’ennesimo codice rosso nella Marsica, l’ennesima storia di violenza domestica. Protagonista della vicenda è una donna di 35 anni che è stata raggiunta dai carabinieri mentre si trovava al pronto soccorso. Dal suo racconto, sono emersi una lunga sequenza di episodi di violenza, paura e controllo che si sarebbero consumati nel tempo all’interno della relazione con il compagno.
L’ultimo episodio risale al pomeriggio precedente la denuncia. Dopo un acceso litigio nato per motivi familiari, l’uomo sarebbe apparso particolarmente agitato e aggressivo, rivolgendole frasi offensive e denigratorie. Nel tentativo di toglierle il telefono di mano, l’avrebbe colpita in volto. Poi, allontanatosi dalla casa familiare, avrebbe tentato di rientrarvi, alle 3 di notte, forzando una finestra, per controllare cosa stesse facendo la compagna.
Spaventata, la donna si è successivamente recata al Pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano per farsi refertare. Ed è proprio in ospedale che si sarebbe consumato uno degli episodi più gravi. L’uomo l’avrebbe seguita fino al Pronto soccorso grazie a un sistema GPS, cercando di convincerla a non sporgere denuncia
Ma il racconto ai militari non si ferma a quell’episodio. La donna ha riferito precedenti fatti di violenza, alcuni già oggetto di intervento da parte delle forze dell’ordine. In particolare, ha dichiarato che in occasione di un precedente codice rosso sarebbe stata minacciata con un’ascia. Nel corso della relazione non sarebbero mancati insulti gravi, atteggiamenti intimidatori e comportamenti aggressivi, tali da generare un clima di costante paura.
Nella notte successiva all’ultimo litigio, la donna ha raccontato di aver udito rumori provenire dall’esterno dell’abitazione e di aver visto l’uomo introdursi in casa attraverso una finestra, dopo aver danneggiato un infisso. Un episodio che l’avrebbe profondamente scossa. La donna ha inoltre riferito di sentirsi controllata e spiata, con il compagno che avrebbe controllato il suo telefono cellulare, le spese e i suoi spostamenti. Agli episodi di violenza avrebbe assistito anche la figlia. La 35enne è assistita dagli avvocati Luca e Pasquale Motta.









