“La scuola non è una prigione di massima sicurezza, volevo solo dare la merenda a mio figlio”, la denuncia di una madre 



Marsica – Riceviamo la segnalazione di una nostra lettrice che spiega di essersi trova in una situazione quasi paradossale: l’impossibilità di consegnare la merenda a suo figlio mentre era a scuola. Il bambino, che frequenta le primarie, è uscito di casa al mattino ma ha dimenticato di portare con sé la merenda e la madre ha tentato, intorno alle 09.30, di consegnarla durante l’orario scolastico. Purtroppo non le è stato permesso di realizzare quello che, tutto sommato, appare un semplice intento.

Scrive, infatti: “la collaboratrice scolastica che mi ha aperto il portone non mi ha fatto entrare sebbene avessi mascherina ffp2 e green pass e mi ha detto semplicemente che non poteva prendere la merenda da dare a mio figlio, allora ho chiesto di poter vedere mio figlio per dargliela di persona ma nemmeno questo è stato possibile. Fatto sta che mio figlio è rimasto senza merenda“.

La donna ha chiesto spiegazioni alla dirigenza scolastica senza, però, ricevere grandi delucidazioni a parte il rimando a un regolamento scolastico dello scorso anno in cui non vi sono espliciti riferimenti al divieto di portare la merenda ai bambini quando sono già in classe. Le considerazioni della mamma sono precise: “penso che la scuola non debba essere considerata una prigione di massima sicurezza dove niente può essere introdotto dall’esterno, Non regge nemmeno la scusa di un rischio di contagio Covid, perché la merenda che gli ho portato è la stessa che avrebbe introdotto mio figlio alle 08.10“.

Penso che la scuola” continua “dovrebbe pensare a cose più importanti, come ad esempio dare aule più spaziose per garantire il distanziamento minimo, sedie e banchi integri, assicurarsi che il personale scolastico sanifichi locali e superfici, assicurarsi che alcune insegnanti facciano il proprio lavoro e non salotto in classe, che le richieste delle insegnanti per cercare di migliorare la permanenza dei bambini in classe vengano prese in considerazione, migliorare il rapporto scuola-genitori“.



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