La Morte

Testi di Don Vincenzo Amendola maggiori info autore
Louis-Henri de Brienne ha lasciato una dettagliata cronaca dell’ultima malattia di Mazzarino; non sempre però le sue informazioni sono attendibili. Comunque, egli racconta un particolare che, anche se non fosse vero, sarebbe certamente in carattere con la personalità e i comportamenti del malato.

Narra Bríenne che tra il 6 e l’8 febbraio 1661, prima di farsi portare a Vincennes, Mazzarino ebbe un miglioramento, preludio della crisi finale, e volle recarsi per l’ultima volta al suo palazzo di Parigi. Egli attraversò la piccola galleria, guardando gli arazzi più belli che l’ornavano. « lo l’intesi venire », dice Brienne, « per lo strofinio che producevano sul pavimento le sue pantofole trascinate come può fare un uomo estremamente indebolito da una grave malattia. Mi nascosi dietro la porta e l’intesi dire: «Bisogna lasciare tutto questo . . . ».

Finita la dettatura del testamento, Giulio Mazzarino si aggravò visibilmente. Tutti si resero conto che era la fine. Luigi XIV, Maria Teresa e Anna d’Austria non lo abbandonarono più. Il 9 marzo 1661 Giulio Raimondo Mazzarino, nominato cardinale e Primo Ministro del re di Francia, morì a Vincennes.
I funerali furono un’apoteosi.Anche a Roma, nella chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, fu celebrata una solenne commemorazione funebre.