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Storia della Marsica

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La Dama

 

La grotta si apre lungo la valle di Crocicchia, ad un chilometro circa a monte delle sorgenti del fiume Liri, nel territorio di Cappadocia. Lo sviluppo planimetrico costituito da un unico ambiente di forma allungata, si aggira intorno ai 30 m di lunghezza per una larghezza massima di 4 m circa. La cavità, di difficile accesso, e stata interessata di recente da indagini speleologiche finalizzate alla ricerca di possibili rapporti con il drenaggio idrico sotterraneo del fiume Liri in quanto la grotta ha carattere di risorgenza fossile che pero manifesta ancora attività idrica nei periodi di piena. Nel corso di queste ricerche, alcuni soci del Gruppo Speleologico Aquilano rinvennero in maniera del tutto casuale un’ascia a margini rialzati in bronzo . L’oggetto era posto in una fessura tra i blocchi di crollo che occupano la parte terminale della grotta, con accanto quattro crani attribuiti ad una prima analisi a volpi.

Va ricordato che un altro esemplare di ascia a margini rialzati da Petrella Liri, una frazione di Cappadocia non distante da grotta La Dama, viene menzionata e illustrata dal Peroni nel suo lavoro sui bronzi del Fucino (Peroni 1961, tav. XX).

Frequentazione e destinazione d’uso nella protostoria:

Non abbiamo ad oggi ulteriori dati sulla frequentazione in antico del sito sotterraneo mai indagato con scavi archeologici, ma la presenza dell’ascia databile alla media eth del Bronzo nella fase iniziale, e la presenza verosimilmente non casuale solo dei crani di animali, fa pensare ad un uso specifico dell’ambiente come ripostiglio o comunque come luogo di offerte.

Testi di Serena Cosentino, Vincenzo d’Ercole, Gianfranco Mieli

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La Dama

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