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La cantante Tära ad Aielli: “in Palestina situazione umanitaria non politica, è giusto che gli artisti ne parlino. In Italia manca una rappresentanza, ma c’è un doppio standard”

Amaral Ercole

Aielli – Tära – al secolo Tamara Al Zool – è un’artista che sta emergendo nel panorama musicale italiano. Nata nel 2003 in Italia da genitori palestinesi, la sua identità si trasforma in materia prima per un percorso artistico potente, che mette al centro le radici, la rappresentanza e l’innovazione culturale.

Con il progetto Arab’nB, Tära fonde l’anima R&B con sonorità arabe, tuffandosi in un universo sonoro che racconta in tre lingue – italiano, arabo e inglese – storie di resistenza, speranza e rinascita. Attualmente, grazie al suo stile, è tra le cantanti emergenti più apprezzate nella penisola. Noi l’abbiamo incontrata in occasione del suo concerto a Borgo Universo ad Aielli.

Essere una cantante palestinese in Italia al giorno d’oggi per Tära significa:
“Riuscire a portare finalmente una rappresentanza, una cosa che è mancata molto spesso in Italia secondo me. Quindi sicuramente è stato molto difficile all’inizio, però ora è qualcosa di cui vado estremamente fiera. Quindi significa rappresentare!”

Sulla scissione tra politica e progetto artistico, tema di cui si discute spesso e che in passato ha fatto alzare diversi polveroni – come la vicenda del cantante Ghali a Sanremo – Tära afferma:
“Ci sia un problema di lettura della situazione, perché non è una situazione politica ma è una situazione umanitaria più che altro. Se gli esseri umani possono fare gli artisti, possono parlare anche di altri esseri umani. Non vedo cosa ci sia di sbagliato”.

“Poggia pure l’opinione sul piatto della bilancia a fare i conti coi corrotti, due misure e doppio standard” – in merito a questa citazione contenuta nella canzone Dunya, Tära ci spiega:
“Sia sotto gli occhi di tutti ormai il doppio standard che c’è. Tutte le nostre opinioni vengono un po’ misurate in base a questo standard. Tu puoi dire quello che vuoi, ma comunque se c’è un doppio standard non varrà mai quanto qualcos’altro. Però dobbiamo cercare di rompere questa cosa e credo che la musica sia un buon mezzo per riuscirci”.

In Offline invece l’artista dice:
“So che di strada ne ho fatta tanta, non sono mai soddisfatta. Vivo nel futuro, voglio sempre di più”.

In merito a queste frasi Tära ci spiega che è una:
“Cosa molto comune soprattutto negli high achiever. Quindi tutte quelle persone che vogliono raggiungere sempre tanti obiettivi che si pongono nella testa. È un po’ una sorta di perfezionismo un po’ ossessivo; è sicuramente una cosa tossica però dall’altra parte anche una caratteristica importante. Quindi io nonostante non abbia trovato una soluzione a questo mio stato d’animo sono comunque contenta di avere questo tratto perché mi porta sempre ad ambire al meglio”.

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