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Comune di Avezzano

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Il mese di gennaio secondo il popolo latino era il penultimo dell’anno; febbraio, invece, prendendo il nome da una parola latina, sta a significare la purificazione. Infatti durante tutto il mese di febbraio si celebravano, prevalentemente, feste della purificazione di fine anno in quanto, sempre nei tempi passati, il mese era l’ultimo dell’anno e marzo il primo. La chiesa cattolica, rispettando gli usi ed i costumi dei popoli, inseri nel calendario la festa della Purificazione di Maria Vergine nel giorno due febbraio, comunemente chiamata Candelora.

Non é una festa di precetto per la chiesa ma i fedeli di Maria Vergine la ritengono tale per la benedizione delle candele, alle quali attribuiscono un potere prodigioso: allontanare ogni male dalle famiglie. Nel giorno della Candelora i fedeli di Antrosano si portano in chiesa per assistere al rito religioso e per ricevere la candela benedetta dal sacerdote. La preziosa reliquia si sistema in casa o all’ingresso dell’abitazione o nella camera da letto assieme al ramoscello d’ulivo. Di solito la candela viene accesa quando ci sono forti temporali ed il capo della famiglia recita la seguente invocazione: Dal fulmine e dalla tempesta, liberaci, o Signore! Altre volte la candela viene accesa quando un familiare e in fin di vita con la speranza che l’anima del moribondo si purifichi da tutte le scorie terrene.

In alcuni centri dell’Abruzzo le candele vengono usate per i cosiddetti casi disperati: la guarigione di una persona cara, la liberazione da un grave male, il buon esito di una controversia ed infine portare pace tra i fidanzati ed all’interno di ogni famiglia. Il dott. Guido letti, autore del libro Cronache della Marsica (17991915), riferisce una seduta che il consiglio comunale di Avezzano ebbe il 23 settembre 1832 per discutere e sopprimere la Congrua che il parroco riceveva per il servizio di distribuzione delle candele benedette, casa per casa, nel giorno della Candelora. Ecco come avveniva la cerimonia… per una divota antica istituzione soleva (il capitolo della chiesa di S. Bartolomeo) nel giorno due febbraio… distribuire una candela benedetta focolarmente più o meno grande secondo la condizione delle persone ed il procuratore del Capitolo accompagnato dal sagrestano percorreva l’intero abitato del Comune e ne faceva casa per casa la distribuzione…

Per tale compito il Decurionato doveva dare al Capitolo di S. Bartolomeo quindici ducati e voleva pure una dichiarazione scritta per perpetuare Focolarmente la distribuzione delle candele benedette. Il parroco di Avezzano, pur avendo avuto assicurazione che i quindici ducati sarebbero stati versati dall’Amministrazione Comunale per rispettare tale divota istituzione, rifiuto le garanzie verbali e non scritte per cui le candele benedette venivano distribuite all’interno del tempio. I ragazzi erano quelli che si affollavano intorno al sagrestano, ai chierichetti per avere le candelette di tre a grano, … ed e accaduto qualche volta che il distributore spazientito dalla folla di ragazzi le ha gettate su di essi come se sparso avesse un pugillo (pugno) di grano. Nel mese di febbraio il clima diventa meno rigido, contadini e pastori aspettano con ansia la bella stagione per iniziare i lavori nei campi e per condurre, i secondi, le pecore al pascolo. Un vecchio adagio dice: alla Candelora, o fiocca o piove, dall’inverno semo fora.

Testi tratti dal libro Antrosano memoria e storia
(Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi)

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La Candelora

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