La Campanella di Santa Chiara

Un romanzo di Orazio Mascioli.

L’aria che si respira, le passioni, la storia e il sogno, i dubbi e le speranze le riconosco: sono quelle della nostra gente. Di quella gente che, seppure trasformata in simboli a volte vaghi, a volte tragici, s’impone alla nostra attenzione. Non possiamo non dirci figli del nostro passato. Di quella gente che, seppure trasformata in simboli a volte vaghi, a volte tragici, s’impone alla nostra attenzione. Non possiamo non dirci figli del nostro passato. Un passato che non sembra passare mai, che continuamente risorge in forme antiche ma sempre nuove….se nelle notti d’aprile, quando il vento di Forca Caruso percuote la Rocca, ai piedi del muro che fu un monastero, ti sembrerà di sentire i rintocchi di uno strano sonaglio, non pensare che sia suggestione. La campanella sta suonando davvero. Una campanella fatta di miseria e di grandezza, di speranza e di passione…

Una campanella che a volte nitidamente, altre in modo quasi impercettibile, ci fa voltare la testa all’indietro per camminare poi in maniera più spedita verso un futuro migliore e più giusto. E durante il cammino, lungo le mura del sentiero, come nella Città del Sole di Campanella, sono stampate le immagini eroiche del maestro, dell’avvocato, di quella borghesia illuminata che sposa anche a costo del sacrificio estremo la causa dei “cafoni” in nome della giustizia e della libertà.

Il diritto -l’avvocato- e la morale -il maestro- alleati, uniti insieme, seppur momentaneamente soccombenti, per combattere le disuguaglianze.
È la grande lezione di Norberto Bobbio che, mite filosofo del dubbio tra i tanti assolutisti del pensiero e della parola, ci suggerisce che giammai ci potrà essere uguaglianza sociale se prima non si realizza una sostanziale uguaglianza giuridica.

È vero, nel racconto-romanzo-poema di Orazio Mascioli io ritrovo tutto questo.L’umanesimo socialista e cristiano alleati, che pongono al centro la persona come essere libero e unico.

E di nuovo sembra intravedere in Don Quirino un novello Celestino V°, in lotta contro gli uomini delle istituzioni e del potere (sua eccellenza, il duca, il sindaco, l’esattore) opprimenti, corrotti, opportunisti e affaristi. Ma noi, come lui, non possiamo e non dobbiamo essere diversi da quello che siamo. È scritto nel nostro sangue e nella nostra coscienza.

Enzo D’Alanno