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Comune di Scurcola Marsicana

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Ma quello che su tutto caratterizza Scurcola, come importante Paese storico, è la grande BATTAGLIA, del 23 Agosto 1268, che vede contrapposti gli eserciti europei di Carlo d’Angiò e Corradino di Svevia, che, dopo una battaglia particolarmente cruenta (circa 4500 morti), risulta sconfitto. Fatto poi prigioniero è decapitato giovanissimo a Napoli, in Piazza del Mercato. Per Carlo, figlio del re di Francia, combattono francesi e italiani, mentre per Corradino, (nipote del grande Federico II°), tedeschi, italiani e spagnoli.

Questo evento avvenuto a Scurcola, porta, dal punto di vista storico, a grandi conseguenze:
1) segna la fine della Casa Sveva,
2) rilancia il ruolo del papato,
3) assicura una forte protezione e sviluppo alla città di Aquila per l’appoggio dato agli Angioini,
4) provoca la distruzione di Alba per il mancato sostegno a Carlo d’Angiò;
5) determina l’inserimento dell’Abruzzo nell’area meridionale d’Italia,
6) crea le condizioni dell’arretramento del Mezzogiorno, a seguito di esose tassazioni conseguenti alla politica espansionista della Casa Angioina.

Carlo, confermatosi Re di Napoli, a ricordo della sua vittoria, fa erigere a Scurcola, sul luogo della battaglia, una grandiosa ABBAZIA CISTERCENSE, inaugurata alla sua presenza e di tutta la Corte di Napoli, il 12 maggio 1278. Sarà completata solo 10 anni dopo. L’Abbazia è dedicata, in segno di gratitudine, a S. MARIA DELLA VITTORIA. Carlo chiede a suo fratello Luigi IX, Re di Francia, una apposita statua dorata, scolpita in legno d’ulivo, che viene collocata nell’altare maggiore della grande Chiesa costruita in stile gotico.
Questa statua, d’arte francese, influenza molto la scultura abruzzese e umbra del tempo. L’Abbazia cistercense diventa un vero feudo ecclesiastico, dotato di un grande patrimonio, comprendente, anche, il Castello di Scurcola e la Villa Ponzia.

Tra il ‘300 e il ‘400 l’Abruzzo aquilano è sconvolto da violenti terremoti (1315, 1349, 1456, 1461) e da micidiali epidemie di peste (1348, 1363, 1464, 1478, 1484). (E. Valeri). I Duchi Orsini, feudatari di Tagliacozzo, ottengono dal Re di Napoli anche la Contea di Albe (Scurcola compresa) e ricorrono all’astuzia e alla prepotenza per mandare in rovina l’Abbazia (anche con l’aiuto dei terremoti) e impadronirsi del suo ricco patrimonio.

Testi a cura del prof. Aulo Colucci 

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La battaglia del 1268

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