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Indennizzo e prevenzione dei danni da orso. Stipulata convenzione tra PNALM e Regione Abruzzo

Abruzzo – Pochi giorni fa il Parco ha sottoscritto una nuova convenzione con la Regione Abruzzo per quanto riguarda l’indennizzo e la prevenzione dei danni da orso alle colture e al patrimonio zootecnico nei territori adiacenti a quelli del Parco. Gli strumenti degli indennizzi e della prevenzione sono fondamentali per la conservazione poiché permettono di mitigare il potenziale conflitto tra la fauna e le comunità locali. In particolare, quando si parla di grandi mammiferi, come nel caso dell’orso bruno marsicano, la sensibilità e la tolleranza da parte delle comunità locali sono elementi assolutamente necessari per una conservazione di successo.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in materia di indennizzi è stato un vero pioniere: questi iniziarono già nel 1969, tramite un accordo con il WWF grazie al quale la famosa associazione si fece carico dei pagamenti. Solo due anni dopo, nel 1971, l’allora Consiglio di Amministrazione del Parco decise di “rendere operante una precedente deliberazione risalente al dicembre 1970 e di assumere a carico del Parco l’indennizzo di tutti i danni causati dalla fauna protetta alle colture agricole e al patrimonio zootecnico” (estratto dal Notiziario del Parco, raccolta completa 1969-1978). Ad oggi, per l’Ente Parco, lo strumento degli indennizzi, con le azioni di prevenzione dei danni, le attività di sensibilizzazione, informazione e di educazione ambientale, è una parte integrante e concreta della politica di gestione della conservazione.

Conservare la Natura, in un contesto ambientale come quello dell’Appennino centrale italiano, significa costruire passo dopo passo la convivenza tra le comunità locali e la fauna, insieme a tutti i processi ecologici che regolano gli ecosistemi naturali di cui il Parco è posto a tutela. Una convivenza costruita sulla base di consapevolezza, tolleranza e conoscenza, che può essere raggiunta solamente attraverso la piena comprensione, da parte di tutti i soggetti coinvolti, della vera dimensione sociale e culturale della conservazione.

Il futuro dell’orso passa attraverso la sua capacità di espandere il proprio areale. Gli orsi che escono dal Parco vanno incontro a rischi maggiori derivanti da diversi fattori. Tra questi anche l’incontro di comunità locali meno abituate alla presenza dell’orso e alla convivenza con esso. La prevenzione dei danni e gli indennizzi in tempi rapidi hanno quindi un valore irrinunciabile per favorire la convivenza anche in questi territori, così importanti e cruciali per il futuro dell’orso.

Anche il PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano) stabilisce che i danni da orso debbano essere indennizzati dagli Enti Parco all’interno delle aree protette, e dalle Regioni di competenza, all’esterno di esse. Questo è ciò che accade da anni anche se al PNALM andiamo ben oltre perché oltre ad indennizzare i danni all’interno dei confini del Parco (per tutti i danni da fauna), è pratica ormai consolidata quella di provvedere alla prevenzione e al pagamento degli indennizzi anche nella Zona di Protezione Esterna limitatamente ai danni da orso, da lupo e da rapaci.

In considerazione di tutto ciò e con l’obiettivo di:

?. offrire maggior tempestività nella risposta alle domande di accertamento ed eventuale indennizzo del danno, nonché di richiesta di misure di prevenzione, e
?. uniformare le procedure in ambiti geografici omogenei, posti in aree anche lontane dai confini del parco, ma particolarmente importanti per la sopravvivenza dell’orso marsicano

la convenzione stipulata tra la Regione e il PNALM prevede l’impegno del Parco ad accertare ed indennizzare i danni da orso e ad implementare le misure di prevenzione per coloro che ne faranno richiesta, in una serie di comuni posti nella Valle Roveto, nella Marsica fucense, nell’area Peligna e dell’Alto Sangro.

I fondi per gli indennizzi dei danni in queste aree sono messi a disposizione dalla Regione Abruzzo, e saranno pagati nei termini e nelle modalità in cui è già previsto dalla normativa vigente. L’Ente Parco provvederà a ricevere le segnalazioni dei danni causati da orsi e le eventuali richieste per le misure di prevenzione da parte di coloro che non sono in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) e che operano nelle aree escluse dalla competenza del PNALM e delle altre Aree Protette. I comuni interessati dalla convenzione sono i seguenti: Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Balsorano, Castel di Sangro, Civita d’Antina, Cocullo, Gioia dei Marsi, Introdacqua, Lecce dei Marsi, Luco dei Marsi, Ortona dei Marsi, Ortucchio, Pettorano sul Gizio, San Vincenzo Valle Roveto, Trasacco, Villalago.

Si tratta di un passaggio particolarmente significativo nelle strategie complessive di tutela e conservazione dell’orso marsicano – ha dichiarato il Presidente del Parco Cannatache risponde alla duplice esigenza di migliorare il sistema di prevenzione dei danni e assicurare indennizzi certi e rapidi a figure professionali importanti nell’economia dei territori montani, e riducendo i potenziali conflitti tra orso e uomo e favorire così la presenza stabile in aree molto importanti per la popolazione”.

Un accordo – ha aggiunto il Vice Presidente della Regione Imprudentesottoscritto per la gestione dei danni provocati dall’orso che è un simbolo della nostra Regione e rappresenta un valore universale. L’accordo serve a rafforzare la collaborazione tra Enti che hanno obiettivi comuni in materia di conservazione con la Regione che mette a disposizione i fondi e favorisce l’adozione della metodologia, molto efficace, che il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise utilizza da tempo attraverso il proprio qualificato personale. Con questo vogliamo iniziare ad avere una relazione più stretta e sinergica con gli enti presenti sul territorio e con i cittadini. Ringrazio per la disponibilità il PNALM che ha sostenuto questa iniziativa con grande spirito propositivo e di collaborazione”.

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