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Il vescovo al convegno di Marsicaland: “Nel Fucino lavoro e dignità devono camminare insieme”

Redazione News

Celano – Si è svolto questa mattina presso l’auditorium Fermi di Celano il convegno dal titolo “Collaboratività mediterranee. La stagione lavorativa nel Fucino tra nuove complessità e problematicità pregresse”, promosso da Marsicaland e FIMIAV, momento di confronto dedicato alle trasformazioni del lavoro agricolo nella Piana del Fucino.

Tra i presenti anche il Vescovo dei Marsi, Giovanni Massaro, intervenuto su invito dell’antropologo Ernesto Di Renzo, coordinatore scientifico di Marsicaland. Lo studioso ha espresso parole di apprezzamento e di ringraziamento nei confronti del presule per l’attenzione costante dimostrata verso i temi e le problematiche che riguardano i cittadini della Marsica e il territorio marsicano, sottolineando la vicinanza di un pastore attento alle persone e alle dinamiche sociali della comunità.

Nel suo intervento di saluto, il Vescovo ha evidenziato la centralità del tema affrontato dal convegno, ricordando come il lavoro agricolo nella Piana del Fucino rappresenti uno dei nodi decisivi per il futuro del territorio, luogo in cui si intrecciano tradizione, sviluppo economico e nuove sfide sociali.

Mons. Massaro ha sottolineato come “le questioni legate all’organizzazione del lavoro, alla carenza di manodopera, alla formazione e al contrasto al lavoro irregolare e al caporalato non riguardino soltanto l’efficienza produttiva, ma anche la qualità umana e sociale dello sviluppo”. In particolare, ha richiamato “l’attenzione sulla presenza strutturale di lavoratori provenienti da altri Paesi, soprattutto dall’area mediterranea”, ricordando che “ogni lavoratore non può essere ridotto a semplice forza lavoro, ma rappresenta una persona con una storia, una famiglia e aspirazioni di futuro”.

Il presule ha poi richiamato il significato della “collaboratività”, concetto che richiama un modello fondato sulla cooperazione, sulla corresponsabilità e sulla costruzione di comunità, contrapponendosi a logiche di sfruttamento e divisione. In questo senso ha ribadito “la necessità di promuovere modelli trasparenti di reclutamento, contratti regolari, percorsi di formazione qualificata e autentiche pratiche di mediazione culturale”.

“La Chiesa – ha aggiunto – sostiene con convinzione ogni iniziativa volta a contrastare il caporalato e le forme di irregolarità nel lavoro, favorendo al tempo stesso processi reali di integrazione nei territori a forte vocazione agricola. Un’integrazione che richiede l’impegno congiunto di istituzioni, imprese, sindacati e comunità locali”.

Il Vescovo ha infine auspicato che “dal confronto possano nascere scelte concrete capaci di coniugare produttività e giustizia, sviluppo e legalità, efficienza e dignità umana”. “Un impegno – ha concluso – perché il lavoro nei campi del Fucino continui a essere segno di speranza, strumento di integrazione e fondamento di una comunità più giusta e fraterna”.

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