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Comune di Tagliacozzo

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Testi di Padre Nicola Petrone maggiori info autore
Fra Tommaso da Celano, morto in Val dei Varri e sepolto nella chiesa del monastero, vi fu venerato quale Beato dell’Ordine per oltre due secoli. Verso il 1475, a causa delle ostilità sorte tra il sovrano di Napoli e il Papa, rinvigorite dalle vessazioni tra i Colonna e gli Orsini che si litigavano il feudo di Tagliacozzo, il monastero era esposto a continui saccheggi ed incendi perpetrati dai soldati, dai briganti e dai malavitosi che prosperavano nella zona. Le monache, molestate continuamente, furono indotte ad abbandonare il monastero e la tomba del Santo minorita restò incustodita.

Papa Giulio II, nel 1506mise a disposizione dei frati minori conventuali di Tagliacozzo la chiesa e il monastero con le proprietà delle Oarisse. I frati, non riuscendo ad entrare in possesso di quei beni, abusivamente usurpati da un cittadino di Scanzano, decisero di chiudere definitivamente la partita. Nottetempo, due religiosi del convento di Tagliacozzo con altri otto cittadini designati dai rappresentanti del centro marsicano, si recarono in Val dei Varri, “violarono la sepoltura, meta fino allora di un concorso di pellegrini, e trafugarono il santo corpo”. Le reliquie, dapprima furono portate nella chiesa di San Francesco in Tagliacozzo e furono racchiuse in un sepolcro di pietra, indi deposte dentro un’urna d’abete sotto l’altare maggiore, con questa scritta: B. Thomas de Celano S.F.D. (Sancti Francisci discipulus), scriptorcronicarum et sequentiae Mortuorum”-. Questa seconda sistemazione avvenne dopo la ricognizione effettuata durante l’episcopato di Mons. Domenico Antonio Brizii, tra il 1741 e il 1760. Nel 1960, Mons. Domenico Valeri, vescovo dei Marsi, ha fatto una nuova ricognizione canonica, quindi, ricomposto lo scheletro con i suoi arti principali e rivestito con l’abito grigio, è stato collocato in una pregiata urna di cristallo con armatura di bronzo.

Negli anni ’80, ultimati i restauri nell’interno della chiesa, l’urna è stata incassata nel muro sopra l’antico altare del crocifisso, protetta da una grata in ferro battuto. Tanti pellegrini e visitatori vengono ogni giorno da ogni parte d’Italia a pregare sulla tomba del venerato biografo del Poverello d’Assisi. “Voglia Dio che il titolo di Beato, col quale venne insignito da secoli il primo biografo del Poverello ed il poeta del Dies Irae, venga presto riconosciuto ed approvato dalla Santa Sede!”.

Fra Tommaso da Celano

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Il Sepolcro

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