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Comune di Cerchio

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Del XVI secolo cerchiese abbiamo scarni e frammentari documenti i qual permettono di farci comprendere le varie problematiche che attraversavano la società dei nostri antenati: la comunità cerchiese del ‘500 è ottimamente organizzata ed è permeata da in profondo spirito religioso. Nel 1530, secondo quanto afferma Andrea Di Pietro (peccato però che non citi la fonte) (1) viene edificata la chiesa in onore di S. Maria della grazia di Corvarola e il 14 dicembre 1577 viene eretta la relativa confraternita (2). Il 18 aprile 1542 viene notificata alla chiesa principale del nostro centro, S. Maria dell’Annunziata volgarmente detta dentro le mura, una pergamena miniata del 30 novembre 1539, da parte del cardinale Giovanni Domenico De Guvis, decano del Sacro Collegio, il quale, come protettore dell’ arci confraternita del Corpo di Cristo di S. Maria in Cerchio, concede a tale associazione alcuni privilegi (3).

Questo è il secolo in cui vissero i primi personaggi illustri della ‘storia’ di Cerchio: Pietro Capocitto zio e Pietro Capocitto nipote, entrambi eletti generali dell’ordine dei Celestini. In questi, specialmente nel nipote, noto come il Riformatore dell’Ordine dei Celestini, si nota lo spirito riformatore della Controriforma, l’amore verso il ripristino delle antiche regole celestiniane e la devozione stia e di tutto l’Ordine verso il culto mariano infatti nella sua opera pubblicata a Roma nel 1579: -Constitutiones Ordinis S. Benedicti sub reformatione S. Petti confessoris olim Coelestini Pape Quinti… a Petto Capocitto compilatae eiusque cura excusse. Romae apud Eredes Antonij Bladij 1579 (opera rarissima infatti ne esiste una sola copia in tutto il mondo depositata presso la Biblioteca Alessandrina in Roma-Schedatura I.C.U. n. 2690) e nella seconda edizione pubblicata postuma nel 1590 (4) egli afferma: ( … )

La condizione particolare del tempo esige che alle antiche Costituzioni si apportino delle Riforme… affinché i Professori della Vita Monastica, non solo siano riportati sulle vie del Signore, ma possano progredire giorno per giorno
( … ) e nella lettera di presentazione: lo Pietro Capocitto… umile abbate Generale, ho disposto d’inserire e di concordare dei nuovi statuti con le antiche Ordinazioni della nostra Congregazione ( … )”.

Questi nacque molto probabilmente intorno all’anno 1528 nel Casale Paziano o Patiano (località che si trova a Sud Ovest dell’attuale territorio comunale di Cerchio) meritò per il suo alto ingegno, per ben quattro volte consecutivamente, di essere prescelto a Generale dell’Ordine dei Celestini e, per le diverse costituzioni da lui emanate, fu detto il Riformatore. Liberò l’Ordine dai diversi debiti che aveva contratti, rinnovò in Roma dalle fondamenta il monastero di S. Eusebio (nei pressi dell’attuale P.zza Vittorio Emanuele II, ora sede della Pubblica Sicurezza) ed infine nel 1586 in Barletta lo colse la morte.

Fu sepolto, per cura del suo successore, nella chiesa di S. Spirito al Morrone nella cappella che poco prima di morire aveva eretto a sue spese. Prima di lui, anche suo zio dallo stesso nome, nel periodo in cui era abate a Siponto fu eletto Generale dell’Ordine dei celestini dal Papa cardinale in quel luogo, ammirato le sue alte virtù. Morì ad 80 anni il 5 Novembre 1566 e le sue spoglie riposano, come quelle del nipote, nella chiesa di S. Spirito al Morrone. Anche questi era nato nel casale Paziano (5). E sicuramente Fieri dovevano andare i nostri progenitori della fama e gloria nel mondo degli “Studia Unianitatis” toccata ad un suo illustre rampollo: Hercole Ciofano, noto nell’Europa di allora come l’ultimo grande umanista.

Nacque a Sulmona nel 1545 ed ivi morì improvvisamente l’8 novembre 1591. Era figlio del mercante di olio ‘Giovanni de ciofano de circhio’. L’attività letteraria del Nostro è tutta incentrata sulle opere del grande poeta sulmonese Ovidio. Questi ebbe rapporti di amicizia con i rappresentanti dell’intellighentia cinquecentesca fu infatti amico dei tipografi Paolo ed Aldo Manunzio junior, Cristoforo Plantin, dei poeti Torquato Tasso, Paolo Sagrato, Marco Antonio Muret, Benito Aria Montano (6). Il primo Ciofano ‘de Circulo’ che va forse attratto da facili guadambi, alla volta di Sulmona per la mercatura di olio, è Angelo che è il padre di Antonio vivente nel 1492 e nonno di Giovanni (1490-1581) genitore, quest’ultimo, dei nostro Ercole Ciofano, forse attraverso i buoni servigi di questa famiglia che i nostri antenati commissionarono nel 1484, al valente artista sulmontino, purtroppo ancora ignoto, la bellissima croce in argento sbalzato tuttora esistente a Cerchio?
Li Massari et altri homini eletti dell’Università di Cerchio con ogni debbita riverenza espongono a V.S. Rev.ma qualmente nel destritto di detta Terra di Cerchio sono molte chiese, quale sono state anticamente delli casali che in detto loco erano per che dette chiese haudo benefitio, tutte quali sono possedute senza haver cura, o servitio alcuno contra l’ordine del sacro consiglio tridentino, et con grandissimo presediuto del anime de benefattori, et scandalo delli viventi. però supplicano V.S. Rev. ma voglia proveder a questi inconvenienti come a Lei parerà, et secondo la forma di detto consiglio; li benefici sono l’infrascritti qua m deus S. Vito curato: S. Pietro de flimini. similmente curato.

Con questa lettera rinvenuta (7) nell’archivio della diocesi dei Marsi, non recante alcuna data ma sicuramente ascrivibile alla seconda metà del sec. XVI continuiamo il nostro discorso. Non abbiamo, come già detto, molti elementi ma solo alcuni documenti tratti dal citato archivio, dall’archivio parrocchiale e dall’archivio comunale del nostro centro. Sicuramente in risposta alla succitata lettera la quale molto probabilmente fu inviata al vescovo dei Marsi Giambattista Milanesio (1562-1578) si ebbe, nel 1575, da parte dei vicario generale della nostra diocesi Marino Tomassetti la seguente risposta: Marino Tomassetti Vicario Marsicano 1575.

Siccome nostro è di provvedere alla salvezza delle anime di tutti i residenti e soggiornanti della terra della Diocesi dei Marsi in qualità di Vicario Generale del Reverendissimo Vescovo dei Marsi di cui facciamo le veci nelle questioni spirituali che in quelle temporali; ci è parso bene richiamare l’attenzione su ciò che è conveniente e necessario per molto opportunamente l’attenuta incombenza come quella relativa alla salvezza delle anime: e siccome secondo le canoniche istituzioni dei Santa Comunione (chiesa) dare consigli per la loro salvezza, e altresì indirizzarli alla vita eterna e beata con la parola e l’esempio; perciò abbiamo pensato che sia anche nell’interesse della Chiesa avvertire per iscritto i sacerdoti curati nella terra di Cerchio della nostra Diocesi Marsicana.

Con la presente ingiungiamo agli stessi di conoscere con particolare cura i propri parrocchiani dimoranti nella detta terra di Cerchio e di mettere in opera quanto si richiede da parroci diligenti nella Chiesa parrocchiale e curata di S. Bartolomeo presso le mura di detta terra celebrandovi le sacre funzioni, e amministrandovi la santa Comunione, ascoltandovi le confessioni dei peccatori, concedendo le assoluzioni, battezzando e svolgendo le altre mansioni spettanti ai parroci cui, (ingiungiamo) di usare attenzione continuamente, pena la privazione di detti benefici. E all’inverso ingiungiamo per iscritto ai parrocchiani di detta chiesa curata di S. Bartolomeo, e delle altre chiese elencate, di riconoscere d’ora in poi il proprio parroco elencato e il proprio sacerdote, di visitare la detta chiesa, di ascoltarvi nei giorni prescritti la parola divina, di ricevervi la santa Comunione, di adempiere a tutti gli altri doveri dei buoni Cristiani parrocchiali, sotto pena di rendervi conto che, se non eseguono le cose sopra elencate e le altre loro spettanti, non hanno ottemperato ai precetti della Chiesa, e pertanto ne paghino il fio con le pene che è giusto subiscano i cattivi e scellerati Cristiani.

In esecuzione di ciò abbiamo dato disposizioni che la presente venga comunicata agli stessi sacerdoti e ai parrocchiani secolari, mediante affissione della presente ai battenti della porta della chiesa di S. Bartolomeo, fatta una copia della presente che, in fede dei vero, abbiamo scritto e sottoscritto di nostra propria mano, e abbiamo sigillato col nostro sigillo a Pescina. Lo stesso Marino Tomassetti di sopra, Vicario Generale (l’originale è scritto in latino).
Nello stesso foglio nel retro vi sono scritti, con altra grafia, tuttii ‘casati’ che popolavano i vari borghi presi in esame:
Liparrocchiani di santo bartolomeo per/lo Casale di Circhio/Inprimis Tutti di casa di berardocco/Tutti di casa di petro Iusto/Tutti di casa di fosco/Marco di mastro lacomò/Tutti di casa di latosto (8)/ParrOcchiani di santo stefano/per lo casale di patiano./Notar Thomasso di Casa di Capucitto/Tutù della casa di petro Cicco (9)/Tutti della casa di pane et cascio/Tutti di casa di Aridrea (10) /Tutti di casa di Cappello/Tutti di casa di Ciantellino/Tutti di casa sante (11) /Parrocchianj di santo petro/per lo casale di flimini/Tutti di casa di Campomizzo Tutti di casa laiuvaccio (12) /Tutti di casa di matteo/Tutti di casa di Camoritto/Tutti di casa di amico di – Masciola/Tutti di casa di meo grosso/Tutti di casa della ‘Zanna/rutti di casa di morello/Parrocliianj di santo Silvesiro per lo Casale/di Troppigliano (13) /Tutti di casa di ciofano/Tutti di casa di novello/Tutti di casa di amore/Tutti di casa di martellozzo/Tutti di casa di Carusone/Tutù di casa di Colasanto/Tutti di casa di patrocCo/`
Tutti di casa di Varanello/Tutti di casa di petrone/Tutti di casa della dotta/Tutti di casa di ruscitto/Tutti di casa di Tucciero/Tutti di casa di antonazzo/Tutti di casa di missere/Tutti di casa di masciolo/Tutti di casa di sebastiano/Tutti di casa di pincarello/Tutti di casa di paulino/Tutti di casa di cipriano/Tutti di casa di angelone/ Tutti dello Casale di santo Vito/sono parrocchiani di santo/Vito/et tutte dette ecclesie sono/sugette al Vescovo di marsi/”.

Note
1) Andrea Di Pietro: “Agglomerazioni delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi. Tip. V. Magagnini Avezzano 1869
(2) Archivo Diocesi dei Marsi Avezzano – Vedi anche Angelo Melchiorre ‘Profilo storico della Diocesi dei Marsi’ Edizione dell’Urbe Roma 1985
(3) Museo Civico Cerchio. Vedi anche Ireneo Bellotta in Rivista Abruzzese n. 2 1982 – pag. 115. Tale pregevole miniatura misura mm. 720×610 e presenta 5 miniature inscritte in altrettanti cerchi dorati. Tre sono poste in alto e raffigurano S. Sebastiano, il calice con l’ostia consacrata e S. Rocco (misurano mm. 90 all’esterno e all’interno mm 75); le altre due poste sotto una sinistra e l’altra a destra e raffigurano San Bartolomeo ed i SS. Giovanni e Paolo Martiri (quindi già nella prima metà dei ‘500 è attestato il culto dei futuri protettori di Cerchio) entrambe misurano all’esterno mm. 80 ed all’interno mm. 67. Il documento è racchiuso da un elegante fregio floreale ed il primo rigo reca la seguente e elegante scrittura dorata: In Xpi Nomine A men “.
(4) Constituriones Monachorum Ordinis Sancti Benedieti Congragationis Coelestinorum ab Illustriss. et Reverendiss. D. Inico de Avalos Card inali de Aragona dictae congregationis Protectore, ad praeseriptum regulae reformatae, ci auctae, ac demum íusdem iussu in faciliorem reformam redactaae, e purgatae a Reverendiss. Domino Magistro Petro Capocitto Circendsi Abbate compilatae et descriptae. Bononiae Apud lo. Rossiurn MDXC. (5) Muzio Febonio: “Historiae Marsorum libri tres, una cum eorunduin episcoporuin catalogo, auctore Mutio Phoebonio marso Napoli apud Michelem Monacum, 1678
(6) Giuseppe Papponetti: -La Provincia dell’Urnanesimo. Tip. Labor Sulmona 1986. Vedi anche il mio articolo su Marsica Domani (n. 6 – 30.6.1988) Hercole Ciofano.
(7) Scoperta dal noto ricercatore marsicano Angelo Melchiorre
(8) Tale casata viene, confusa dal Di Pietro in op. cit. con quella dei Masantoico
(9) Tale casato non vien riportato dal citato Di Pietro in op. cit.
(10) idem
(11) idem
(12) li Di Pietro annota tale casato come jacobaccio
(13) il Di Pietro confonde ancora i di masciolo, di Sebastiano e i di paulino con i De Cainiso(?), i De Gio:paolo(?) e i de Pontano(?).

E due anni dopo, precisamente il 17 settembre 1577 (14) lo stesso Vicario generale Marino Tornassetti, inviò un’altra missiva simile alla precedente con in più scritto in modo dettagliato. Nello stesso carteggio dove si trovano i succitati documenti vi è una carta usata a mò di sommario in cui sta annotato da un lato: “Cerchio/86/Descrizione nominativa, o lista dei Parrocchiani dei non esistenti, e dei diruti Casali annessi a l’attuale/Cerchio/1577” e dall’altro lato sta annotato: “Cerchio/76/Numeratione/delle Chiese curate dei respettivi Casali componenti/I’attuale Cerchio/ consistenti/in santa Maria di dentro Parrocchia, colle compagnie del Rosario, Sacramento, e Giesù/S. Bartolomeo Parrocchia colla compagnia della Misericordia/S. Maria Crobarola colla compagnia di S. Rocco/L’Ospedale aggregato ai Frati (16)/S. Silvestro aggregato ad un canonicato di questa parrocchia/S. Pie~ tro in Flimini aggregato ad un altro canonicato/S. Vito aggregato a questa Parrocchia/S. Stefano in Pactiano aggregato alla Teologale di Pescina/S. Maria piediponte/S. Lucia/S. Giovanni/S. Maria d’Avenuso/S. Maria di Ceturo/aggregate al Seminario/S. Stefano Ozzanelli/S. Andrea/S. Paolo/S. Margherita/S. Lorenzo/”.

Da tali documenti si evince che il Casale de Circulo era suddiviso in “dentro le mura”, il paese vero è proprio, con la chiesa di S. Maria dell’Annunziata volgarmente detta dentro le mura o dentro la Terra, e fuori le mura’ (ad moenia,) con la chiesa di S. Bartolomeo nota già nel sec. MV. li luogo detto ‘dentro le mura’ è senz’altro, e non può essere altrimenti, la località nota ancora oggi come ‘ngasteij’ (castello). Dunque il nucleo originario e più antico dei paese è proprio qui, in questa località. Nei ruderi di proprietà dei signori D’Amore e Zavarella, infatti, formati da grandi pietre squadrate e nascosti da una piccola costruzione ed erbacce si possono intravvedere i resti di quello che molto probabilmente fu il castello di Cerchio.

Resti maestosi di tale importante infrastruttura sono messi in bella mostra (due torri e mura) nella carta topografica della contea di Celano datata
“3 Febraro 1720” conservata nella Biblioteca Vaticana nell’Archivio Barberini e da me riprodotta in grandezza naturale. Non sappiamo purtroppo l’anno di erezione della chiesa di S. Maria dell’Annunziata sappiamo, invece, l’anno in cui tale tempio venne chiuso al cuIto da parte del vescovo dei Marsi Giovan Francesco Cambise con apposita bolla: 12 Giugno 1794 (17).

Il documento più antico che parla di tale edificio in nostro possesso è l’iscrizione posta nel retro della croce processionale d’argento sbalzato del 1484. Il 21 Febbraio 1577 furono inventariate le varie suppellettili della citata chiesa:
-Adì 21 de febrare 1577 Inventario che si fa delle robbe quale se ritrovano della ecclesia ecclesia (sic) de santa Maria daventro, le qual robe se reconsionaro dal venerabile Don Cola de Ciofano priore vechio in mano deli priori novi Antonio de Cola santo et Marino de Paulino et del venerabile Don Salvatore de Berardocco de detta terra di Circhio in presentia delle venerabili preti Doti Nanni Ciantellino doti Berardino Campornizzo et Don Andrea Pane casio rettori de detta ecclesia et di me Don Terentio Marchitto scrittore della presente In primis in mano d’Antonio et Marino sopradetti duicento trenta quattro pezzi de tovaglie tra piccole et grandi lavorate; qual a seta qual a Filo et qual a bambaie, qual fatte ad aco et qual à tolaro item reconugnato per deto don Nicola dieci altari leniti di tovaglie et parati denanzi alli preti Item in mano dei detto don Salvatore la croce d’argento (18) con lo confalone de taffeta roscia Item quattro calici in mano de detto Salvatore et tino per uso suo et quinque altri calici in mano delli infrascritti preti Don Nanni Don Berardino doti Andrea Terentio sopradetti et uno in inano de don Alfonzo de mione ad ciascheduno di essi calici la sua patena Item doi antifonarì (19), doi messali vechi in mano del detto Salvatore Item doi cotte usate, quatordeci oruglieri et trenta sette tovaglie per uso de comunícare al detto Salvatore Item cottorella da lavare le mani Item una paca de rolio Item un incenzero d’argento et una navicella de stagno Item un tabernacolo d’argento Item un ficuile de raso turchino Item una pianeta de velluto negro con doi tonicelle Item doi pianete cori doi tonicelle de ciambellotto biancho Item una pianeta de velluto roscio con le tonicelle Item doi libri da scrivere li battesimi et nozze (20) Item sei pianete di seta varj colori Item una fune tutto in mano dei detto Salvatore Item doi campanelli Item tre para de ferii dalle hostie Item una pianeta gialla di seta Item un crucifissetto de argento indorato che dicono stava sopra della coppetella dove se reserva il santissimo Sacramento (21)

Dal libro di Esito ed Introito della Fraterna di S. Maria della Grazia di Corbarola (1589-1661) (22) apprendiamo la vita spicciola dei nostri progenitori.
Il primo aprile 1591 iniziò l’iter burocratico per la vendita della contea di Celano (quindi anche di Cerchio) e la Baronia di Pescina da parte di don Alfonso Piccolomini a donna Camilla Perettì, nipote di papa Sisto V.

L’assenso reale fu concesso il 15 Settembre 1592 (23). Da come si può notare i citati documenti, anche se incompleti, ci permettono di affermare che la comunità cinquecentesca popolazione composta da 192 famiglie (fuochi) pari a circa 768 abitanti (se ogni famiglia si moltiplica per 4) o Pari a circa 960 abitanti (se si moltiplica per 5) (24) godeva del beneficio di molte chiese (ben 17, sicuramente molte di queste erano abbandonate) comunque dentro l’abitato vi erano 4 chiese ben tenute (S. Maria dentro le mura, S. Bartolomeo, S. Lucia e S. Maria delle Grazie); godeva dei beneficio di 5 confraternite (SS.mo Sacramento; SS.mo Rosario, S. Maria di Corbarola o Misericordia, S. Rocco e In nome di Gesù). Vi erano notai, dottori delle due leggi (avvocati), medico, giudice a contratti.

L’Università (comune) era retta da due Masssari e 6 eletti i quali venivano scelti ogni anno nel mese di Agosto. Il nostro centro, nel secolo preso in esame, rappresentava una importante piazza per la vendita dello zafferano infatti da come rilevasi da documenti presso l’Archivio di Stato di L’Aquila (A.C.A. U9/1) il 4 ottobre 1569 furono banditi per ordine di ‘Giovanni de Battista de Antonellis Regio Dohanero della Dohana della città dell’Aquila’, presso la piazza principale di Cerchio, i capitoli che regolavano la raccolta e la vendita della preziosa spezia: -… 4 Ottobre 1569 Fu bandito in Circhi in la piazza solita avante la porta in presentia di terrentio de petri de Ciccho, lorito d’Amore, Cipriano de Varanello jo: berardino de Micuti tutti di detta terra, et Notar Gio: Cayo di Magliano, et Cola petruccio d’Amore Massaro. Un parroco sicuramente era delegato ad insegnare ai bambini a saper leggere scrivere e far di conto. Forte, lungimirante, intelligente e timorata di Dio era la classe dirigente del nostro paese.

Il cinquecento cerchiese è un secolo ricco,di episodi che purtroppo in parte siamo riusciti a togliere dal nero velo dell’oblìo. Nei sopraccitati documenti notiamo che le tappe fondamentali degli avvenimenti che caratterizzarono la società dei nostri antenati hanno come epicentro la ‘Chiesa’: siamo nel secolo della Controriforma, eloquente, in questo senso, è la lettera dei nostri Massari inviata alla Curia vescovile affinché provveda alla ‘cura’, o ‘servitio’ delle chiese poste nel territorio di Cerchio e si supplisca, così facendo al grandissimo presidio, del anime de benefattori, et scandolo delli viventi” e “supplicano V.S. Rev.ma voglia provveder a questi inconvenienti come a lei parerà, et secondo la forma di detto consiglio (Sacro Consiglio Tridentino).

E subito arriva la precisa risposta della Curia: immediatamente e dettagliatamente risponde il Capitolo di Cerchio. E’ senz’altro questo uno dei documenti più importanti della ‘storia’ del nostro paese infatti qui vi sono annotate, in modo più che perfetto, tutti nomi delle famiglie componenti il territorio dell’Università di Cerchio. E, nelle laconiche annotazioni dei vari procuratori della Confraternita di S. Maria della Grazia di Corbarola, che annualmente si succedono, apprendiamo la vita minuta, quasi giorno per giorno, dei nostri progenitori; qui apprendiamo le antiche tradizioni folcloristiche: il palio della ruzzica, il palio della ventura, il palio della scoppetta, la festa del 15 Agosto, la festa del Lunedì poi Pasqua; i lavori di manutenzione della chiesa, le elemosine, l’introito, l’esito e le “significatorie” che puntualmente e dettagliatamente ogni anno facevario.

Importantissimo, se non addirittura il più importante, è il documento del settembre 1577 che parla della riunione dei rimanenti casali e villaggi sparsi nel nostro territorio comunale con il Casale de Circulo. Come importanti pure sono le notizie tratte dal Catasto di Ajelli (25) stilato nel 1556 dove si apprende che molte famiglie di Cerchio sono lì annotate, ecco spiegato perché nella Relazione di Donato Gallarano (1718–1723) sta così riportato: >> … )
La Terra di Cierchio se bene sta dentro dei medesimo racchiuso confine di territorio con Ajelli e l’Utile Padrone insiememente alla Regia Corte ne paga l’Adoga.

Nulla di manco la predetta Terra e distinta, e separata d’a Ajelli fa Cittadinanza e Reggimento apparte con entrade e pesi separati, che perciò distintamente e separatamente ne dò ragguaglio nel modo che segue ( … ) Il Territorio della Terra di Cerchio, come che è in comune, e promiscuo colla Terra d’Ajelli, perciò me ne rimetto alla descrizione fatta à detta Terra (Aielli) tiene poco parti piane, altre dolce faldi, e il resto Montagne, ed è comune è promicuo colla terra di Cerchio, colla quale sta indivisa, ma è compresa nel medesimo confine ( … )” (26) Come mai questa promiscuità? E da quando tempo i citati comuni sono in unione? Forse dal 1425 quando i sindaci di Aielli e Cerchio fanno procura ad un cittadino romano affinché compia in loro vece l’atto di vassallaggio al conte dei Marsi Odoardo Colonna? (27) Chissà?.

Note
(14)Archivio Diocesi dei Marsi Avezzano
(15) Il citato Di Pietro confonde il nostro personaggio con un certo Laurentius Nandattus de Circulo (?)
(16) 1 frati Agostiniani Scalzi di Roma vennero a Cerchio definitivamente nel 1614 quindi il citato documento è coevo o posteriore al citato anno.
(17) Museo Civico di Cerchio
(18) E’ la croce astile d’argento sbalzato di scuola sulmontina dei 1484 che ancora oggi si Conserva a Cerchio.
(19) Sicuramente sono i due antifonarí conservati nel Museo Civico di Cerchio
(20) Si conserva nella Biblioteca comunale di Cerchio solo 9 libro delle nozze
(21) Museo Civico di Cerchio
(22) Biblioteca Comune Cerchio
(23) Enrico Celani: -Una Pagina di Feudalismo – Città di Castello Tipografia dello stabilimento S, Lapi 1893
(24) Bullettino Deputazione di Storia Patria – Annata LXX-VI (1986) Luigi Piccioni: “La ‘Baronia di Pisscina’. Due Documenti della biblioteca Vaticana.
(25) In deposito presso il Comune di Aielli
(26) Gennaro Manna: Vertenza Cerchio – Collarmele,- Aquila Tip, Sociale di A. Elisco 1894 – Allegato XLIII – -Estratto dall’apprezzo della Contea di Celano e Baronia di Pescina incominciato da Donato Gallarano nel 1718, e compiuto nel 1723, per decreto dei Sacro Regio Consiglio,
(27) Pietr’Antonio Corsignana .,Reggia Marsicana.-, Napoli 1737.

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Il sedicesimo secolo

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