Il Parco Regionale e la scelta del vento

Un certo principio della termodinamica sostiene che “nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma “, secondo il continuo divenire della materia che si trasforma in energia (per esempio la legna che brucia fornendo calore) e viceversa (come accade nei processi biologici di fotosintesi che danno vita ad alberi e fili d’erba). Questo principio, costantemente verificato sul piano fisico, potrebbe far pensare ad una sostanziale inutilità dell’impegno per la conservazione della natura, poiché, in ogni caso, prima o poi l’energia consumata tornerà di nuovo materia, quindi produrla in un modo o nell’altro potrebbe concretamente incidere nei bilanci globali del Pianeta. Alla fine di questo breve ragionamento c’è un piccolo “ma…”: qual è il prezzo che paghiamo, oggi, per produrre energia ?

La distruzione dei boschi, per avere calore dalla legna che brucia; lo sbarramento dei fiumi, per costituire i “salti” che servono ad attivare la produzione di elettricità; la continua alterazione del paesaggio e delle viscere profonde del Pianeta alla ricerca di giacimenti di combustibili fossili che daranno energia (e fumi!) ; l’atomo: infinitamente piccolo come dimensioni, eppure ancora infinitamente grande il rischio che corriamo nel maneggiarlo. Poi c’è la luce. Poi c’è il vento.

Al Parco Regionale del Sirente-Velino, abbiamo riflettuto, dibattuto a lungo sulla giustezza e sulla opportunità di concedere una, sia pur piccola, fetta di territorio per la realizzazione di una centrale eolica. Perché il sacrificio di un paesaggio non è un fatto indolore, tantomeno in un Parco dove la protezione della natura è e deve essere un imperativo categorico. Ci siamo chiesti se avesse avuto maggiore significato tutelare l’integrità di una parte delle colline marsicane o dare un segnale chiaro, “da Parco”, su quale potesse essere il modo migliore per fare fronte alle esigenze di energia di un Pianeta che ne chiede sempre di più.

Non ci illudiamo che questo contributo possa rivelarsi fondamentale nel bilancio energetico nazionale, anche se le quarantatre pale che girano faranno la loro parte; né abbiamo voluto indirettamente auspicare soluzioni analoghe a quelle adottate in alcune aree californiane, dove migliaia e migliaia di torri eoliche sono impiantate l’una accanto all’altra determinando un paesaggio da allucinazione collettiva. Abbiamo però ritenuto che un Parco moderno, non arroccato su posizioni di incomunicabilità, dovesse scendere nell’arena e confrontarsi in modo laico con le necessità reali e con le contingenze della storia.

La scelta del vento è cosi diventata, nei limiti del progetto sperimentale di Collarmele, la postazione strategica di un Parco che ha voluto non solo sposare l’immagine di una energia finalmente pulita, ma associare a questa un progetto di educazione e informazione che culminerà, speriamo a brevissima scadenza, con la realizzazione di un vero progetto di Museo del Vento dove illustrare, secondo l’idea lanciata dal Sirente-Velino, tutto il valore di questa stupenda forza della natura.

Giorgio Boscagli
Direttore del Parco Sirente-Velino

Come ambientalisti ci sentiamo da sempre impegnati affinché produzioni e consumi vengano resi ecocompatibili, con tutto quello che ne consegue in termini di politiche, tecnologie e, perché no, stili di vita. Dovremmo tutti chiederci se la nostra società sia sostenibile ovvero se l’attuale richiesta di risorse naturali sia sostenibile. Tutto fa pensare che la tendenza è insostenibile. Nella recente conferenza mondiale sull’ambiente di Kioto la diminuzione dell’emissione di anidride carbonica è stata la richiesta più pressante rivolta ai paesi industrializzati. E’ evidente che il settore al quale occorre applicare prioritariamente dei correttivi è senz’altro quello dell’energia. In questo quadro il Parco Regionale Sirente Velino ha inteso dare il suo piccolo contributo per la riduzione del consumo di combustibili fossili accogliendo nel proprio territorio una importante fonte energetica rinnovabile.
La centrale eolica di Collarmele è la dimostrazione pratica di come sia possibile conciliare le esigenze dello sviluppo con quelle della tutela ambientale e ciò fa onore a quanti ne hanno voluto la realizzazione.

Cesare Colorizio
Presidente del Parco Sirente-Velino

Testi tratti dal libro La Centrale eolica di Collarmele