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Comune di Avezzano

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E’ dato, di frequente, constatare che non solo gli uomini, ma anche le città rivelano viva ambizione (il ripetere una origine illustre, e quando non è possibile vantare un fondatore di segnalata mirabile storicità, si ricorre alla mitologia, ove non sembra difficile rinvenire un nume compiacente e ben disposto a cedere il proprio nome per intero o in parte, fornendo in tal guisa motivo idoneo a determinare una tradizione.

Si può affermare che non diversamente si è verificato per Avezzano, quando si è affacciata l’ipotesi che il nome della nostra città sia derivato dalla invocazione al nume bifrote “AVE-JANE”, scolpita sul portale del tempio, dedicato a Giano, e che sorgeva sul luogo, ove molto tempo dopo fu edificata la grande chiesa di San Bartolomeo Apostolo: detta località era denominata il “Pantano”, che, dopo vari secoli divenne la bella piazza, chiamata dal popolo con l’antico nome – piazza del Pantano – in seguito alla costruzione di numerosi palazzi.

Sicché molti (lei nostri storici hanno dedotto altresì che Avezzano sia stata eretta sotto gli auspici di Giano e che la sacramentale invocazione fosse servita a darle il nome.ale etimologia sembra, per la verità, la più accreditata presso i nostri storici e risale forse ad epoca (1) anteriore allo stesso nostro concittadino Muzio Febonìo (2), il quale nella sua celebre Historia Marsorum, parlando dell’esistenza, nella località Pantano, di un tempio, dedicato a Giano, cosi scrive: ” … gens ipsa ab illo originem trahere gloriabatur… Janumque ab eundo dictum, ex cuius salutatione sumpta occasione, AVE JANE, Aveanum nuncuparunt, etsi vulgato modo pronuncietur, scribaturque Avezzanum” (3).

Il Consigliamo, che segue il Febonio fino a riportarne in qualche punto la traduzione letterale, parlando del Pantano si esprime con una certa grazia: ” … dove appunto era innalzato il tempio al Dio Giano, onde la detta villa ebbe il suo nome di Pantano, quasi Pantheon lana E siccome dal tempio di Giano ebbe il nome Pantano, così dal saluto, solito farsi a Giano coll’AVE JANUM, sorti quello di Aveanum in latino, e poi dal volgo pronunziato e scritto Avezzano: onde è che gli Avezzanesi andar possono fastosi di una origine tale, che vanta il nome del più antichissimo Re d’Italia” (4). Ed il Di Pietro così dice: ” Ivi esisteva il gran tempio di Giano Brillante, Dio italiano, come attesta Macrobio nei suoi Saturnali, in fronte al quale erano scritte le parole “AVE JANE”, che han dato il nome al paese di Avezzano” (5).

Il Brogi, non diversamente dai precedenti storici conterranei, scrive: ” … nel luogo detto Pantano, oggi una delle piazze di Avezzano, v’era un tempio, dedicato a Giano, in fronte al quale era scritto “AVE JANE”, don poi l’etimologia di Avezzano (6). Questa ipotesi è, senza dubbio, ricca di fascino e tanto poetica, da muovere l’estro della poesia latina di Cesare De Titta a comporre distici di solenne mestizia, sotto il titolo “Ave Jane”, per commemorare l’immane sciagura del terremoto, che si era abbattuta sopra una delle più ridenti e moderne città dell’Italla Centro-meridionale (7).

Ma lo Sclocchi nella sua opera (8), manifesta al riguardo il seguente pensiero: ” In mancanza di documento storico o monumentale di età sincrona, non mi è dato consentire nella opinione di chi asserisce che Giano, da vetusti scrittori detto primo re degli Aborigeni Latini e degli Etruschi, abbia in questo luogo anche avuto un santuario, e che dalla religiosa salutazione usatagli di Ave o Have jane derivato sia il nome di Avezzano “. In verità lo Sclocchi non afferma cosa inesatta, quando parla di mancanza di prove ” di età sincrona “, che gli impedisce di aderire alla suddetta ipotesi etimologica, perché in Avezzano esisteva un tempio dedicato non a Giano, ma a Giove Statore che successivamente venne dedicato ad Augusto, come in seguito sarà dimostrato, in base a risultanze sia di documenti storici sia ” monumentali “, usando un suo termine.

Da una etimologia sublime, divina, si può passare indifferentemente, secondo qualche storico dallo spirito ameno, a quella addirittura servile, che fa derivare il nome di Avezzano – niente di meno! – da ” avanzo “, trasformato poi in Avanzano e quindi in Avezzano. Tale ” avanzo ” dovrebbe corrispondere, sempre nella fertile mente del detto storico, ad un folto gruppo di schiavi, che, già adibiti ai lavori del prosciugamento del Fucino o provenienti da tutte le prigioni d’Italia e destinati a battersi negli spettacoli cruentamente grandiosi
dell’inaugurazione dell’Emissario, scamparono alla tragica naumachia ed al combattimento gladiatorio su di un’arena a ponti, organizzati dal liberto Narciso, segretario dell’imperatore Claudio.

Non è difficile comprendere quanta mancanza di serietà presenti tale ipotesi etimologica; in primo luogo perché fonologicamente il nome ” Avanzano ” non si sarebbe potuto corrompere con tanta facilità in quello di Avezzano, anche se il popolo manifesta sovente naturale disposizione alle più strane pronunzie e quindi all’alterazione dei termini, in secondo luogo perché non risulta esistere il vocabolo “avanzo ” e sue derivazioni nella lingua latina, che, come tutti sanno, era quella usata al tempo in cui furono compiuti i lavori del prosciugamento del lago Fucino. E’ da notare ancora che non tutti i lavoratori, occupati nella detta opera, furono schiavi, perché settemila e cinquecento erano liberi ed appartenevano a varie categorie specializzate.

Nessun credito dunque si può prestare a considerazioni favorevoli a quest’ultima ipotesi etimologica, perché essa si dimostra destituita di ogni serio fondamento storico-filologico. E non è nemmeno possibile aderire incondizionatamente, oggi, all’idea di coloro, che fanno derivare il nome di Avezzano dal saluto religioso rivolto a Giano brillante, perché testimonianze più recenti inducono ad accettare con maggiore convincimento ben altra opinione. In verità, diverse ipotesi sono state fatte intorno all’etimologia del nome di Avezzano e varie altre se ne possono fare, delle quali tuttavia soltanto qualcuna è sorretta da ragioni plausibili. Se, prima di ogni altra cosa, si vengono a considerare le ipotesi, che, come quelle già esaminate, meno facilmente resistono alla logica ed alla evidenza dei risultati derivati da rigorose indagini, il campo della disamina rimane senz’altro libero da argomenti superflui e ingombranti, e si dà più veridica consistenza a quelle o più precisamente a quella – che offrono motivi di maggiore attendibilità.

Pertanto, procedendo nell’analisi delle altre ipotesi, si presenta per prima quella relativa alla denominazione Abetianum, che dovrebbe significare ” abetala “, da abies-etis = abete. Questa è una pianta resinosa di alto fusto, appartenente alla famiglia delle conifere e che vegeta nelle alte montagne, resistendo alle forti nevicate ed al geli, non infrequenti nella nostra zona, anche al tempo del lago, che sovente gelava d’inverno, come è stato tramandato ed è stato più volte scritto. Sono memorabili, secondo le cronache, per tali congelamenti gli anni 1117, 1225, 1595 e 1862 (9). Inoltre va notato che, nel vocabolo Abetianum, la labiale b, nel linguaggio del nostro popolo, con tutta facilità può mutarsi nell’altra labiale v.

Nell’Enciclopedia Treccani però alla voce Avezzano (vol. V, pag. 634) dove figura anche il vocabolo Abetianum, esso, appena citato, viene subito scartato quale nome originario della nostra città con la seguente motivazione: ” essendo la località fuori della zona dell’abete”; infatti nessuna notizia e mai pervenuta dell’esistenza di una abetaia nella zona avezzanese; tuttavia non si potrebbe escluderla a priori per i caratteri sia delle suddette piante che del clima locale, tanto più che la piovosità, richiesta per la vegetazione dell’abete, nei tempi antichi, data la evaporazione del lago, non doveva essere ridotta come ora. Il termine Avicianum, dalla espressione “ad Vicena” presso la Vicenna – richiama subito alla mente l’esistenza dell’antico pago Vicenna, che concorse alla fondazione della nostra città, secondo gli storici della Marsica, e che oggi corrisponde al rione ed alla contrada S. Andrea. – Di questo pago dice il Febonio: ” Communeque omnium emporium Vicenna erat, ad quod viarum, quibus ad circumiacentia loca, iter pandebatur, concursus unitur ” (10). La sua posizione centrale quindi fa rilevare che in quell’epoca doveva godere di una certa importanza.

Anche l’altro termine Avicanum dalla espressione ” ad vicanos ” – presso gli abitanti di Vico – ricorda l’esistenza di Vico, fra gli altri villaggi antichi come Vicenna; esso sorgeva a due chilometri circa dall’attuale Avezzano, presso il vecchio cimitero, che fu costruito nelle adiacenze della chiesa di Santa Maria di Vico, unico edificio sacro del villaggio suddetto, che rimase in piena efficienza fino al terremoto del 1915, e di cui diffusamente parla l’interessante monografia di Tommaso Brogi. Da Avicanum o Avicianum ad Avezzano la trasformazione è facile per quel lento lavorio di corruzione volgare da parte del popolo, incline per abitudine a storpiare nella maniera più cervellotica i nomi dei villaggi, delle contrade e dei fondi non solo, ma anche i nomi ed i cognomi di persone, famiglie, etc. Si può anche supporre un errore grafico di trascrizione, che, una volta verificatosi, sia venuto poi perpetuandosi attraverso documenti scritti, registri, atti notarili, etc. nel quali il paese venne menzionato. In uno scritto di Mons. Paoluzi Alessandro dal titolo ” Ecatombe di villaggi pagani e cristiani nella Marsica ” apparso in ” Marsica “, numero unico del primo anniversario del terremoto del 13 gennaio 1915 (11), risulta, fra gli altri villaggi che si raggrupparono formando Avezzano, il villaggio denominato Avvio o Avio da Avius, che significa ” distante dalla via, fuori di mano, senza via, etc “, quasi a voler indicare la condizione speciale del caseggiato impervio e malagevole.

L’uso particolare di tale aggettivo risale indubbiamente all’epoca imperiale, come appare dalle seguenti espressioni ” montibus aviis ” di Orazio, ” Avia tum resonant avibus virgulta canoris ” e ” in montes sese avius abdidit altos ” di Virgilio, ” solitudines aviae ” e ” avia itinerum ” di Velleio Patercolo, etc., ma a volte si rinviene anche in scrittori del periodo ciceroniano, come ” nocturna et avia itinera ” di Sallustio, ed in senso traslato ” avius errat animus ” di Lucrezio. All’aggettivo Avius si può riconnettere il nome Avianum o Aveianum di origine chiaramente latina, riferentesi al raggruppamento di vari villaggi, che formarono Avezzano, prevalendo nel denominarlo proprio l’Avius, che forse avrà costituito il primo nucleo del nuovo paese chissà per quali fortuite e favorevoli circostanze, divenendo perciò un centro abitato più importante fin dal primi secoli dell’era cristiana.

Dal Corpus I. L. del Mommsen come da tutta la tradizione classica, risulta che non poche famiglie romane portarono il cognome Avianus o Avianius, e che inoltre Avia, Aveia, Aviana, Aviania, ed Avitiana erano tutti cognomi che indicavano, sia pure con lieve alterazione fonetica e grafica, i discendenti della medesima Gens Avia. Tale gens Avìa avrebbe dato il nome, nell’epoca romana, alla città di Aveia appartenente all’agro vestino e corrispondente all’attuale paese di Fossa, vicino L’Aquila. Non può pertanto ritenersi improbabile che qualcuna di dette famiglie abbia posseduto terreni e ville in prossimità dell’attuale Avezzano; nel qual caso, tali beni avranno potuto prendere il nome gentilizio della famiglia proprietaria, passandolo, in prosieguo di tempo, a tutta la località adiacente, divenuta, frattanto, centro di molti abitanti e quindi paese di maggiore importanza. Dice Rosato Sclocchi: “L’indirizzo etimologico nelle ricerche delle origini dei paghi, borghi e città indicherebbe, in più altri luoghi di questa regione, poderi e ville romane, e tra queste un podere della famiglia Avea, ove poi sorse la sempre più fiorente città di Avezzano ” (12).

Queste ipotesi son tutte possibili e non prive di qualche serio fondamento. Ma quello che rimane impossibile a spiegare è come dall’antico nome romano Avianum o Aveanum o anche Aveianum sia derivato il moderno Avezzano.
Tale nome presupporrebbe un Avitianus o Avettianus, come Abruzzo da Aprutium, Arezzo da arretium vezzo da Vitium, nozze da Nuptiae, prezzo da Pretium, etc. Anche in questo caso però potrebbe ricorrere l’eventualità di corruzione dei termini nel linguaggio plebeo, di cui si è dianzi parlato, potendosi al riguardo rilevare che nella bolla numeratrice delle chiese della diocesi dei Marsi, emessa il lo marzo 1115 da Papa Pasquale 11, figura il nome ” Avuienum “, ad indicare proprio Avezzano, nel cui territorio si enumeravano le chiese di S. Andrea e di Santa Maria in Vico, fino al terremoto del 1915 ancora esistenti.

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Il nome Avezzano

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