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Comune di Carsoli

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L ’attuale cappella di San Rocco a Poggio Cinolfo, ubicata lungo la strada provinciale che porta a Collalto Sabino, funziona come monumento ai caduti di tutte le guerre. La lapide marmorea sulla parte frontale del piccolo tempio reca incisi però soltanto i nomi dei soldati deceduti durante il primo conflitto mondiale: Portieri Guido, Cappelli Giulio, Palma Giovanni, Addiechi Giuseppe, Alessandrini Francesco, Anniballi Angelo, Cappelli Attilio, De Santis Angelo, De Santis Pietro, Eutizi Antonio, Flamini Cesare, Gregori Fortunato, Gregori Antonio, Gregori Giuseppe, Macchione Natale, Moscatelli Giuseppe, Portieri Fortunato, Prosperi Tommaso, Segna Aurelio, Segna Giuseppe, Ventura Pietro. Mancano ancora oggi i nomi di coloro che perirono in Etiopia nel 1936 Barone Ugo (1) e durante il secondo conflitto bellico: Rossi Antonio, De Paolis Giuseppe, Cappelli Raimondo (dispersi in Russia), Prosperi Vincenzo, Segni Carlo, Alessandrini Fortunato, Prosperi Antonio, Moscatelli Paolo, Laurenti Vittorio, Forsinetti Aurelio, Segna Benedetto.

Il Tenente Antonio Rossi (terzo da sinistra) durante la campagna in Russia

Altri sono deceduti negli anni successivi per cause inerenti la guerra: Gregori Antonio fu Angelo, Prosperi Evaristo, Ottaviani Valentino, Iannucci Filippo, Tarquini Mario, Rinaldi Domenico (2). In uno stile incongruo con gli edifici del paese ma che seguiva il gusto celebrativo monumentale vagamente esotico del tempo, il piccolo tempio venne costruito, così come oggi la vediamo, nel 1924 ed ebbe come modellatore e stuccatore Domenico Cataldi.

All’interno il soffitto fu decorato con una rappresentazione della Vergine ed oggi purtroppo, per l’incuria passata e presente, essa è leggibile solo in minima parte. Il motivo della prima edificazione dell’edificio sacro non fu però per ricordare i morti nelle varie operazioni belliche bensì per ringraziare San Rocco dall’aver preservato Poggio Cinolfo dalla peste. Nel 1656 infatti un violento contagio si sparse nella zona. Da cronache certe sappiamo che i paesi vicini non furono assolutamente risparmiati e dovettero contare un gran numero di vittime. Poggio Cinolfo fu per buona sorte preservato e gli abitanti di allora decisero di rendere omaggio al santo protettore degli appestati.

Documenti dell’archivio parrocchiale ci fanno sapere che la cappellina sorta tre anni dopo, completamente diversa da quella odierna, era modulata da un fornice (3) sul quale era inciso: D.O.M./ PIORUM AC PIARUM ELEEMOSYNIS ET OPERA / CAPPELLULA HAEC EXTRUCTA EST ET IMAGO / POSITA IN HONOREM B. ROCCHI CUIUS PRECIBUS / INCOLAE HUIUS OPPIDI DUM ANNO MDCLVI / ET SEQUENTI CIR-CUMVICINOS NON MODO / POPULOS SED ALIOS ETIAM PENE INNUMEROS / SAE-VISSIMA PESTIS AFFLIGEBAT MISERICORDITER / A DEO SERVATI SUNT INCOLUMES / DIE XX JUNII MDCLIX. A Dio Ottimo Massimo, questa cappellina venne costruita con le elemosine e l’opera di uomini e donne devoti e venne posta un’immagine in onore di San Rocco per le cui preghiere la popolazione di questo paese, mentre nell’anno 1656 e nel successivo una violentissima peste tormentava non solo gli abitanti vicini ma anche altri in numero notevolissimo, venne misericordiosamente preservata incolume da Dio. 20 Giugno 1659.

Note
1) V. E. BERANGER, in il foglio di LUMEN, n. 4 (2002), p. 30.

2) Ringrazio Domenico Valletta, Giovanni Flamini, Francesco Eboli per le notizie fornitemi.

3) A.P.P.C., Miscellanee, 1820, p. 1 “Inscriptio quae legitur in fornice in Ecclesia Sancti Rochi prope moenia hujus Oppidi Podii Cinulphi” e p. 41.
Referenze iconografiche: monumento ai caduti, Graziella Flamini; isba russa, Francesco Eboli.

Foglio di Lumen

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Il monumento ai caduti

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