Il culto di San Berardo

Testi di Emilio Martorelli maggiori info autore
Al culto privato verso San Berardo, che fin dalla morte fu ritenuto santo, la popolazione di Pescina unì un fastoso culto esterno e pubblico, non solo nel Giorno della sua morte. il tre novembre ma anche nel giorno della traslazione del suo corpo a Pescina. il primo maggio. Il Pontefice Pio VII, confermando la santità di Berardo, concesse l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che, confessati e comunicati.. visitassero la Chiesa di San Berardo nel giorno primo maggio: il giorno 20 maggio 1802 approvò la Messa e l’Ufficio proprio del Santo per il giorno della stia morte e per il giorno della traslazione e l’Ufficio votivo per una volta al mese. Alle solennità tutte le popolazioni vicine hanno in ogni secolo partecipato con fede e religiosità Una manifestazione caratteristica assieme nella festa del primo maggio il pellegrinaggio degli abitanti di Colli. Questi, come dice pure il Febonio, ogni anno in numero di trenta, si sono sentiti in dovere di recarsi a Pescina per rendere onore al loro Santo concittadino.

Partono da Colli in modo da trovarsi a Pescina la sera antecedente al ‘primo maggio; un deputato dei festeggiamenti, a circa un chilometro da Pescina. va ad incontrarli; gli altri festaroli alle Porte della città li accolgono con il concerto bandistico e li accompagnano alla Chiesa di San Berardo. Ospiti dei festaroli partecipano alla festa, prendendo un. posto distinto in Chiesa e nella- Processione, ed in questa trasportano a spalla il busto di San Berardo; si accostano alla Comunione e depositano la fune per la campana, che vogliono ogni anno sia rinnovata e dopo aver fatta anche l’offerta dei ceri votivi nel pomeriggio fanno ritorno nel proprio paese.

Gli abitanti di Colli hanno sempre manifestato grande devozione al loro Santo e gli antichi vollero che a Colli sorgesse una Chiesa a liti dedicata. In questa Chiesa in un altare di stucco si osserva una statua del Santo con il pastorale. Non sono opera d’arte. ma solo la manifestazione della devozione del popolo. In questa stessa Chiesa, dalla parte del Vangelo. sulla parete laterale, si scorge anche una donna con le braccia stese che offre al Santo un ammasso di sangue è il figlio caduto da un muro e morto, il quale per intercessione del Santo riebbe la vita.

Dalla parte opposta vi è dipinto un giovane, genuflesso e sotto si legge ‘Tabrizio di Ambrogio F. F. per voto A, D. 1626″; pare che sia tino dei bravi dei Principi Colonna, che, dopo una vita di -peccato, si ridiede a Dio e pare anche che appartenga alla famiglia che poi prese il nome Barnabei.
Nella stia Chiesa di Colli San Berardo manifestò pure la sua potenza taumaturgica. A Colli e nei paesi. vicini gli abitanti si servono perfino della spazzatura della Chiesa per liberare, i terreni dagli insetti. Questa usanza deriva da una tradizione orale, secondo la quale il Santo, fuggendo a Roma e passando per Colli fu insultato, all’insulto rispose con affabile cortesia, chiedendo in che cosa potesse essere utile, i compaesani con aria canzonatoria gli dissero: libera le vigne dalle magnacozze”. Il Santo operò il miracolo richiesto ed anche in seguito ha continuato ad operare simili prodigi.

E’ per questo motivo che anche oggi quelle popolazioni spargono nel terreno la spazzatura della Chiesa di San Berardo. Anche l’olio della lampada della sua Chiesa viene preso con devozione dai fedeli per ungere i malati; raccontano infatti che con l’olio della lampada fu guarito un certo Desiderato Petruccetti di Monte Sabinese, paesetto vicino a Colli. Il Petruccetti era affetto da una malattia alla mano, detta spina ventosa. Dopo aver tentato invano tutti i riti della medicina nella città di Roma, volle andare a visitare la Chiesa di San Berardo a Colli ed unse con l’olio della lampada la mano che all’istante rimase guarita. A San Berardo il popolo attribuisce anche la liberazione di Colli dalla peste bubonica. Questi fatti, che il popolo ci tramanda di generazione in generazione, hanno dato origine alle semplici, ma espressive usanze rimaste in mezzo alle popolazioni. A proposito della Chiesa di Colli, Paolo Panegrossi, nelle “Memorie storiche vita di San Berardo”, narra che ai suoi tempi, nel 1831 da Napoli furono mandati distaccamenti di soldati ed uno di questi stanziava in Colli ed aveva un corpo di guardia proprio nella chiesa di San Berardo.

Un giorno dentro la Chiesa, con parole di profanazione, un tal Vincenzo Salomone di Corteto Prov. di Salerno, tali Damiani, Santostefano e Sticco insultarono la statua dei Santo che si ergeva con il pastorale sull’altare. venuta la notte, sì udì un rumore, allora tutti si svegliarono e, mentre Sticco tentò di porre la mano al fucile, si sentirono caricare tutti di bastonate da una mano invisibile. Il Salomone che aveva un certo sentimento di religione, si ricordò degli insulti fatti al Santo durante la giornata e cominciò ad invocarlo e le bastonate cessarono. La mattina seguente si confessò e comunicò e fece celebrare una Messa in onore del Santo; fece poi la relazione dell’accaduto al Capitano Zigari, al Tenente Petrelli. ed al Sottotenente Tosi e questi decisero di sgomberare la Chiesa.

Prodigi attribuiti al Santo si narrano un po’ dapertutto nella Marsica. A Scurcola la gente dice che, quando S. Berardo passò per Cappelle, portando su una canna la famosa campana., lo presero per pazzo e Berardo per tutta risposta disse: “A questo paese non mancherà mai un pazzo”. A Pescina anche oggi la popolazione attribuisce a San Berardo episodi di tal genere; anzi, rasentando l’eresia, la fantasia dei Pescinesi spesso ci dipinge un San Berardo vendicatore di chi l’oltraggia e di chi lede i diritti di Dio e della sua casa. Noi non vogliamo negare che spesso Dio punisce (gli empi anche su questa terra e per mezzo dei suoi Santi; però ci teniamo a precisare che la punizione degli empi non è vendetta ma giustizia divina. Pertanto, qualunque sia il valore storico di questi episodi, una cosa con certezza essi di mostrano che in tutti i tempi le popolazioni della Marsica hanno attribuito una grande potenza taumaturgica al caro e Santo Vescovo dei Marsi Berardo.