“Il colle della regina e il conte Tatistscheff”, il racconto dello scrittore Andrea Di Marino



Opi – Il racconto che noi della Redazione di Terre Marsicane vi riportiamo è del noto scrittore Andrea Di Marino . La storia, che si svolge intorno ai primi anni ’60, parla del Conte Tatistschceff, esperto d’arte, e del Comune di Opi e di un appezzamento di terreno, con relativo soprassuolo arboreo, al confine con il Comune di Pescasseroli.

“Non è una favola, quella che stò per raccontare, ma è una storia vera, che ha visto interpreti il Comune di Opi e il Signor Tatistscheff Conte Alessandro, nato a San Pietroburgo (Russia) il 12 novembre 1897 e il Comune di Opi.

Il Conte Tatistschceff, esperto d’arte, al tempo in cui fa riferimento il nostro racconto era residente a Roma in via Sistina n.14.
Era Sindaco di Opi il Signor Ursitti Dott. Ermino Serafino nato a Opi il 16 maggio 1913, domiciliato e residente in Castel di Sangro.
Cosa c’entra, dirà qualcuno, il Colle della Regina, con il Conte Alessandro, certo che c’entra, c’entra e come e qualcuno di Opi ricorderà.

Il Colle della Regina, se dobbiamo stare a quando ci hanno raccontato gli storici, era dedicata alla dea Vesunia Irinia ed Erinis Pater.

Veniamo quindi a quando si vuole raccontare in questo scritto a cominciare dal 25 maggio 1934, quando lo Studio Tecnico Geom. Francesco Lucchese di Teramo, rispondendo al Commissario Regionale degli Usi Civici, sulla promiscuità di alcune zone di confine tra il Comune di Opi e quello limitrofo di Pescasseroli, oltre ad altre zone del territorio, includeva anche il Colle della Regina.

Dice il Geom. Lucchese: “l’incarico ricevuto era stato assolto già dal 20 aprile 1926 e venne posta in evidenza dal Commissario Gian Leonardo Petra, destinando all’allora Feudataria Principessa D’Avalos-D’Aquino, il suolo dell’intero colle”.

La sentenza stessa dichiarò sciolta la promiscuità, assegnando i terreni, in proporzione ai rispettivi bisogni di ciascun Comune, servendosi il Lucchese, della ripartizione fatta dal Reggio Commissario Ripartitore Giuseppe De Thomassis che avvenne con ordinanza dell’11 agosto 1811, senza apporre termini lapidei.

Va detto che per il Colle della Regina non vi sono stati ulteriori vertenze, mentre per alcune altre parti del territorio di Opi la questione, fu risollevata nel 1926, poi trovato l’accordo.

Questo cappello andava fatto per far capire ai più, che il Colle della Regina trovasi a confine tra il territorio di Opi e quello di Pescasseroli.
Ora veniamo a noi e a quello che ci interessa far sapere.

La particella oggetto della richiesta di acquisto da parte del Conte Tatistscheff che riguardava Opi era la particella 337 del foglio 12 del Comune di Opi di Ha 1, are 92 e centiare 70.

Il passaggio di proprietà però, avvenne solo dopo regolare sdemanializzazione, che il Comune di Opi dovette mettere in atto per arrivare all’atto di vendita, richiesta che fu fatta con nota n. 2002 del 18 ottobre 1961, diretta al Commissario Regionale per gli Usi Civici di L’Aquila.

Naturalmente vi era stata, da parte del Comune, la deliberazione n. 40 del 15 luglio 1961, approvata dalla Giunta Provinciale Amministrativa di L’Aquila nella seduta del 22 settembre 1961.

A questo parere si giunse, visto il parere del Commissario per la liquidazione degli Usi Civici di L’Aquila del 22 gennaio 1962, quello dell’Ufficio Tecnico Erariale Di L’Aquila del 17 gennaio 1962 e visti gli articoli 12 e 24 della legge 16 giugno 1927, n. 1766, sul riordino degli usi civici e dell’art. 39 del Regolamento relativo, approvato il 26 febbraio 1928, n. 332.

Dopo questi pareri il Comune di Opi fu autorizzato alla alienazione del terreno per il prezzo di lire 1 al metro quadro, a con il vincolo a favore del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste per essere destinate, le somme incassate, ad opere di interesse generale della popolazione.

Il Prefetto della Provincia di L’Aquila fu incaricato della esecuzione.

Ora passiamo a dire del Signor Alessandro.

La richiesta avanzata dal Conte era rivolta alla costruzione di una casa di civile abitazione e per adibire la zona circostante alla realizzazione di un giardino botanico di flora appenninica

Visto tutto quanto, di cui innanzi, il contratto di compravendita fu stipulato in data 4 giugno 1962, registrato a Pescina in data 22 giugno 1962, redatto dal Segretario Comunale, dott. Angelo Cardone e firmato dal Sindaco e dal Conte.

Condizioni previste nel contratto:

Il Comune di Opi, con l’atto su richiamato cedette un appezzamento di terreno con relativo soprassuolo arboreo, al prezzo di lire 1 (una) al metro quadro per lire 19.270 e per lire 24.500 per il soprassuolo.

L’acquirente si impegnava a costruire a sue spese una strada ad uso pubblico, a partite dal primo tornante della strada per “Forca D’Acero” e fino al Colle della Regina.

Il Conte si impegnava a destinare il suolo acquistato alla realizzazione di un parco botanico di flora alpina ed appenninica oltre alla costruzione di una casa di abitazione non di lusso.

Il termine per l’inizio della costruzione delle opere fu fissato in mesi sei dalla stipula del contratto e in tre anni per il completamento.

Ad oggi che scriviamo, l’unica struttura che era stata realizzata, risulta distrutta.

Era una casetta di modeste dimensioni, che negli anni passati, è stato oggetto di atti vandalici.

La strada non è stata mai iniziata ma, il signor Conte, un ricordo lo ha lasciato: un quadro raffigurante la Madonna con bambino che dal Colle della Regina guarda l’abitato di OPI e attualmente trovasi nel Palazzo Comunale.

Del Conte e di sua figlia, non si è saputo più nulla”.